Concorso a cattedra, studiamo insieme le “Avvertenze generali”. Sesta esercitazione, il secondo ciclo dell’istruzione

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Sesta giornata, in sinergia con i formatori della Edises, dell'iniziativa “Studiamo insieme le Avvertenze Generali".

Sesta giornata, in sinergia con i formatori della Edises, dell'iniziativa “Studiamo insieme le Avvertenze Generali".

Ogni martedì e giovedì saranno pubblicati test di 10 domande a risposta chiusa, sviluppati a partire dalle sintesi del Manuale Edises sulle  Avvertenze Generali.

La sesta sintesi e l’esercitazione di riferimento, è sulle competenze psico-pedagogiche

LA SINTESI Accedi al test

 Il secondo ciclo dell’istruzione

Dopo decenni di interventi settoriali e di sperimentazioni senza fine, soprattutto nella scuola secondaria superiore, la legge n. 53 del 2003 ha ridisegnato il sistema scolastico italiano in una visione d’insieme, alla luce degli obiettivi declinati a livello europeo dagli obiettivi della Strategia di Lisbona.

Ne è uscito un percorso di istruzione e formazione strutturato su:

  • la scuola dell’infanzia di tre anni;
  • la scuola del primo ciclo (primaria e secondaria di primo grado) di complessivi otto anni;
  • la scuola del secondo ciclo (sistema dei licei), parallela all’istruzione e formazione professionale).

Inoltre All’indomani del Consiglio di Barcellona (2002) i capi di Stato dell’Unione europea auspicarono il miglioramento delle competenze di base, in particolare tramite l’insegnamento di almeno due lingue straniere sin dall’infanzia.

Lo strumento in grado di ricoprire un ruolo decisivo fu individuato nell’Apprendimento Integrato di Lingua e Contenuto” (Content and language integrated learning, CLIL).

L’introduzione del CLIL nella scuola italiana ha trovato attuazione nei provvedimenti di riordino degli istituti tecnici e dei licei adottati nel 2010 (Cap. 14):

  • nell’ultimo anno dei licei e degli istituti tecnici l’insegnamento di una disciplina non linguistica è impartito in lingua straniera;
  • nei licei linguistici l’insegnamento di una disciplina non linguistica in una prima lingua comincia a partire dal terzo anno; dal quarto anno, una seconda materia è veicolata in altra lingua.

Per quanto concerne invece gli istituti professionali, il relativo D.P.R. n. 87/2010 non prevede l’esplicito inserimento nel quadro orario di moduli CLIL, anche se è possibile utilizzare la quota di autonomia per consolidare esperienze già avviate.

Per i CLIL sono necessari docenti preparati e che posseggano non solo competenze disciplinari, ma anche competenze interculturali e linguistico-comunicative in una lingua straniera.

Per tale motivo il Regolamento per la formazione iniziale degli insegnanti (D.M. n. 249/2010) ha previsto, all’art. 14, il percorso per la formazione di docenti CLIL.

Lo sviluppo delle competenze avviene attraverso corsi di perfezionamento a cui possono accedere docenti in possesso di abilitazione per l’insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado e di competenze certificate nella lingua straniera corrispondenti almeno al Livello C1 del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER) messo a punto dal Consiglio d’Europa: i corsi sono attivati presso le università su autorizzazione del Ministero.

Il QCER distingue tre fasce di competenza linguistica, ciascuna delle quali si riparte in due livelli e descrive ciò che un individuo è in grado di fare a ciascun livello nell’ambito della comprensione e produzione scritta e orale.

1. La scuola secondaria di secondo grado

A seguito della legge 40/2007 il secondo ciclo dell’istruzione (scuola secondaria) è articolato nel tradizionale “sistema a tre punte”: istituto professionale, istituto tecnico e licei. Dopo il riordino complessivo del 2010, la scuola secondaria di secondo grado è disciplinata dal:

> D.P.R. n. 87 del 15 giugno 2010, “Regolamento recante norme per il riordino degli istituti professionali”;

> D.P.R. n. 88 del 15 marzo 2010, “Regolamento recante norme concernenti il riordino degli istituti tecnici”;

> D.P.R. n. 89 del 15 marzo 2010, “Regolamento recante revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei”.

Per i licei inoltre sono state emanate sei Indicazioni Nazionali corrispondenti alle sei articolazioni dei percorsi liceali, oltre ad una nota introduttiva comune.

2. La formazione delle classi

Le classi del primo anno di corso degli istituti e delle scuole di istruzione secondaria di secondo grado sono costituite, di norma, con non meno di 27 studenti. Il numero delle classi del primo anno di corso e di quelle iniziali dei periodi successivi al primo biennio si determina tenendo conto del numero complessivo degli alunni iscritti, indipendentemente dai diversi indirizzi e corsi di studio. Nella formazione delle classi degli anni successivi non va superato il numero di 30 studenti per classe.

Le cattedre di educazione fisica sono costituite in relazione al numero delle classi e non più per squadre distinte per sesso. Queste ultime possono essere attivate, su delibera del collegio dei docenti in base alla proposta dei docenti di educazione fisica, a condizione che non comportino incrementi di ore o di cattedre.

Di regola le classi intermedie sono costituite in numero pari a quello delle classi di provenienza degli studenti purché siano formate con un numero medio non inferiore a 22. Invece, le classi terminali sono costituite in numero pari a quello delle corrispondenti penultime classi funzionanti nell’anno scolastico precedente, purché vi siano iscritti almeno 10 alunni: il fine è quello di garantire la continuità didattica nella fase finale del corso di studi.

3. La valutazione degli studenti

Oltre alle regole sulla valutazione comuni alle scuole di ogni ordine, le principali disposizioni per la valutazione degli alunni nella scuola secondaria di secondo grado sono dettate dall’art. 4 del D.P.R 122/2009. Il decreto dispone che la valutazione, periodica e finale, degli apprendimenti è effettuata dal consiglio di classe, presieduto dal dirigente scolastico o da un suo delegato, con deliberazione assunta, ove necessario, a maggioranza. I docenti di sostegno, contitolari della classe, partecipano alla valutazione di tutti gli alunni. La valutazione periodica e finale del comportamento degli alunni è espressa in decimi e il voto numerico è riportato anche in lettere nel documento di valutazione.

Anche l’art. 14 “Norme transitorie, finali e abrogazioni” contiene prescrizioni di immediata applicazione:

> il voto di educazione fisica concorre, al pari delle altre discipline, alla valutazione complessiva dell’alunno;

> ai fini della validità dell’anno scolastico, per poter procedere alla valutazione finale dello studente è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato (il collegio dei docenti può prevedere “motivate e straordinarie deroghe […] per casi eccezionali”).

4. L’esame di Stato

L’esame di Stato è finalizzato all’accertamento delle conoscenze e delle competenze acquisite nell’ultimo anno del corso di studi in relazione agli obiettivi generali e specifici propri di ciascun indirizzo e delle basi culturali generali, nonché delle capacità critiche del candidato. Esso comprende tre prove scritte ed un colloquio.

A conclusione dell’esame di Stato è assegnato a ciascun candidato un voto finale complessivo in centesimi, risultato della somma dei punti attribuiti dalla commissione d’esame alle prove scritte (max 45 punti) e al colloquio (max 30) e dei punti per il credito scolastico (max 25) acquisito da ciascun candidato.

Il punteggio minimo per superare l’esame è di 60/100.

5. L’alternanza scuola-lavoro

Secondo il D.Lgs. 15 aprile 2005, n. 77, l’alternanza scuola-lavoro è una modalità di svolgimento dell’intera formazione dai 15 ai 18 anni, al fine di assicurare ai giovani, oltre alle conoscenze di base, l’acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro.

I percorsi in alternanza ricadono sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica o formativa, sulla base di convenzioni con le imprese, con le rispettive associazioni di rappresentanza, con le Camere di commercio, con gli enti pubblici e privati, con gli ordini professionali, i musei ed altri istituti pubblici o privati operanti nel campo della cultura, dell’arte, della musica, disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di apprendimento in situazione lavorativa.

Tali percorsi non costituiscono un rapporto individuale di lavoro e perseguono le seguenti finalità:

1. attuare modalità di apprendimento flessibili, collegati con il sistema dell’istruzione e della formazione professionale, che diano esiti equivalenti ai percorsi del secondo ciclo, collegando la formazione in aula con l’esperienza pratica;

2. arricchire la formazione acquisita nei percorsi scolastici e formativi con l’acquisizione di competenze spendibili anche nel mercato del lavoro.

La Legge 107/2015 dispone che i percorsi di alternanza scuola-lavoro siano attuati per la durata complessiva di 400 ore negli ultimi 3 anni degli istituti professionali e tecnici e di 200 ore nei licei

Accedi al test

Verifica, nella giornata di domani, la graduatoria per confrontare il tuo risultato con quello degli altri candidati. Questo è il link per accedere alla graduatoria. L'elenco sarà disponibile da giorno 19. http://www.edises.it/attivita/simulazioni-collettive-avvertenze-generali/graduatoria.php?id=6

Ricordiamo che il progetto è finalizzato esclusivamente all' autovalutazione in quanto, come è noto, le domande della prova scritta saranno a risposta aperta.

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