Concorso a cattedra, si avvierà una nuova stagione di ricorsi?

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red – Lo abbiamo chiesto a Marcello Pacifico, presidente dell’ANIEF, sindacato che in questi anni si è distinto per numerose iniziative giudiziarie contro diversi provvedimenti, non ultimo il concorso a Dirigente.

red – Lo abbiamo chiesto a Marcello Pacifico, presidente dell’ANIEF, sindacato che in questi anni si è distinto per numerose iniziative giudiziarie contro diversi provvedimenti, non ultimo il concorso a Dirigente.

Presidente, il Consiglio dei Ministri ha annunciato l’avvio delle procedure per un nuovo concorso riservato ai docenti, si aprirà una nuova stagione di ricorsi?

Nelle dichiarazioni rese alla stampa, pubblicate, in questi giorni, abbiamo chiarito la nostra posizione contraria al concorsone in presenza di migliaia di abilitati e siamo riusciti, unici tra i sindacati, a informare l’opinione pubblica sull’inopportunità di questo provvedimento. Nel 1999 le graduatorie erano esaurite, oggi sono "esauriti" i 200.000 precari che cambiano scuola ogni anno. Tuttavia, vi è una precisa legge dello Stato, la 206/2006 che autorizza il ministro a emanare uno specifico regolamento sul reclutamento e sulla formazione iniziale degli insegnanti; per non parlare della giurisprudenza consolidata che avvalora la liceità da parte della Pubblica amministrazione di bandire concorsi previsti dalla Costituzione per l’ordinario reclutamento nei ranghi dello Stato. Diverso è il caso di chi può accedere al concorso, come è stato chiarito in un articolo del Corriere della Sera di qualche giorno fa.

Si riferisce all’iniziativa che oggi ha anche pubblicizzato il Codacons sui ricorsi per i precari non abilitati ?

Si

Ricordiamo che il Codacons ha proclamato un mega ricorso per l’ammissione dei non abilitati al concorso. Il Codacons le ha tolto la scena.

Intanto, il problema riguarda la disparità di trattamento che si verrebbe a creare tra personale che hanno lo stesso titolo o equipollente (laurea). Infatti, sarà concesso di partecipare senza abilitazione a coloro che hanno conseguito una laurea entro l’anno accademico 2001-2002, se si tratta di corso di studi quadriennale o inferiore; entro l’anno accademico 2002-2003, se si tratta di corso di studi quinquennale; entro l’anno accademico 2003-2004, se si tratta di corso di studi esennale. A coloro che si sono laureati dopo e non hanno ancora conseguito l’abilitazione, invece non sarà concesso di partecipare. Non può essere l’anno di conseguimento del titolo a fare la differenza, come abbiamo appreso dalle prime indiscrezioni, ma la scadenza prevista da un bando che ancora non c’è.

Quindi, ci sono i presupposti per ricorrere.

Prima di proporre un ricorso o di aderire a un ricorso è nostra politica imperativa di studiare l’oggetto dell’impugnativa, di confrontarci con i nostri legali così da proporre le iniziative giuridiche che, evidentemente, nel caso specifico, dovranno essere proposte al Tar Lazio non appena pubblicato il bando di concorso. Non si ricorre contro le intenzioni ma contro gli atti amministrativi ritenuti illegittimi, anche se può essere peccaminoso il solo pensiero. A tempo debito, se ricorreranno le condizioni, avvieremo i ricorsi per denunciare nei tribunali la disparità di trattamento tra cittadini come abbiamo fatto per il concorso a dirigente scolastico dove abbiamo fatto ammettere gli stessi precari.

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