Concorso a cattedra: “meglio una testa ben fatta che una testa ben piena”

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Lo diceva già molti secoli fa Michel de Montaigne. Ma come si costruisce una testa ben fatta? Ovvero come si misura l’efficacia dell’insegnamento? Lo abbiamo chiesto a Valeria Crisafulli, direttrice editoriale della Edises e curatrice del Volume Unico per la preparazione al Concorso nella Scuola dell’Infanzia e nella scuola Primaria nonché dei manuali sul sostegno didattico.

Lo diceva già molti secoli fa Michel de Montaigne. Ma come si costruisce una testa ben fatta? Ovvero come si misura l’efficacia dell’insegnamento? Lo abbiamo chiesto a Valeria Crisafulli, direttrice editoriale della Edises e curatrice del Volume Unico per la preparazione al Concorso nella Scuola dell’Infanzia e nella scuola Primaria nonché dei manuali sul sostegno didattico.

La domanda, apparentemente banale, è il punto di partenza dei nostri volumi per la preparazione al concorso. In particolare nel Manuale sulle Avvertenze Generali, rivolto a tutti i candidati al concorso per scuola di ogni ordine e grado, abbiamo affrontato in modo approfondito tutte le tematiche relative all’efficacia dell’insegnamento.

Tradizionalmente, all’idea di scuola si associa l’idea di apprendimento, in primo luogo di nozioni. La prima risposta alla vostra domanda è dunque questa: l’efficacia dell’insegnamento si misura in termini di risultati raggiunti dagli studenti. L’interesse si sposta quindi sui risultati attesi.

Facendo un passo avanti ci accorgiamo che per misurarne l’efficacia, occorre innanzitutto interrogarsi su quali siano i risultati che ci aspettiamo di raggiungere mediante l’insegnamento. Appare subito evidente che la visione trasmissiva dell’insegnamento, basata sulla sola acquisizione delle conoscenze, sia oggi assolutamente inadeguata. La vera missione della scuola moderna è quella di formare i giovani alla vita, metterli in “condizione di”, dotarli degli strumenti necessari per affrontare il futuro.

Considerando un ciclo di studi completo, dalla primaria all’università, chi si laurea oggi ha iniziato a studiare circa venti anni fa, in un contesto assolutamente diverso dalla realtà di oggi.

Come ha potuto, dunque, la scuola prepararlo ad affrontare una realtà ignota?

Nella società della rivoluzione digitale, caratterizzata da continui e veloci cambiamenti, la scuola deve fare i conti con la necessità di formare gli studenti nell’uso di tecnologie e verso nuove professioni al fine di risolvere problemi ancora sconosciuti. A fronte di queste nuove esigenze, alla scuola e agli insegnanti, in primo luogo, è richiesta la capacità di aiutare i ragazzi a sviluppare le abilità e le competenze necessarie per affrontare da protagonisti le sfide della società in cui vivono.

Tale consapevolezza, maturata già da tempo a livello internazionale, si è concretizzata nell’investimento di importanti risorse per la ricerca di nuovi e più efficaci percorsi di formazione e metodi di apprendimento, con l’obiettivo di pervenire a una profonda revisione dei saperi e dei modelli di educazione e insegnamento che porti allo sviluppo di un pensiero complesso, l’unico in grado di affrontare problemi che richiedono approcci multidisciplinari.

La testa “ben piena” è quella in cui “il sapere è accumulato e non dispone di un principio di selezione e di organizzazione che gli dia senso”, mentre nella testa “ben fatta” vi è “un’attitudine generale a porre e a trattare i problemi, principi organizzatori che permettono di collegare i saperi e di dare loro senso”.

Dunque, la testa “ben fatta” è in grado di superare la separazione tra le culture e rispondere alle sfide della complessità della vita in ogni suo aspetto.

Sono proprio questi i principi che hanno ispirato i nostri Manuali della Collana Concorso a Cattedra, di cui ho curato personalmente progettazione e coordinamento autorale, ed è questo lo spirito interpretato da Emiliano Barbuto e Giuseppe Mariani, autori del Manuale sulle Avvertenze Generali, nella stesura del manuale, concepito come itinerario unitario di formazione, mira a trasmettere una preparazione professionale fondata sulla competenze pedagogiche e didattiche richieste oggi al docente nonché sulla conoscenza ragionata del sistema scolastico e delle regole della scuola pubblica nelle relazioni con gli allievi, con le loro famiglie, con il territorio.

Per approfondimenti, è possibile sfogliare le demo dei manuali ai seguenti link

Le Avvertenze Generali, Manuale per la preparazione

Volume unico per Infanzia e Primaria

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