Concorso a cattedra di Lingue, i candidati chiedono di essere valutati secondo criteri unici a livello nazionale

Di Lalla
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inviato in redazione – Gentilissimi, in riferimento all’avviso del 26 ottobre 2012 in cui il MIUR v’individua quali referenti regionali con il compito di gestire la procedura concorsuale di cui al DDG n. 82 del 24 settembre 2012 ed “assicurare ai candidati la più ampia assistenza e informazione”, richiediamo appunto tale assistenza ed informazione in merito alla lettera che abbiamo spedito in data 4 marzo 2013 al Capo Dipartimento, dott.ssa Stellacci, sulla prova scritta del concorso e di cui, a data odierna, non abbiamo ricevuto riscontro diretto.

inviato in redazione – Gentilissimi, in riferimento all’avviso del 26 ottobre 2012 in cui il MIUR v’individua quali referenti regionali con il compito di gestire la procedura concorsuale di cui al DDG n. 82 del 24 settembre 2012 ed “assicurare ai candidati la più ampia assistenza e informazione”, richiediamo appunto tale assistenza ed informazione in merito alla lettera che abbiamo spedito in data 4 marzo 2013 al Capo Dipartimento, dott.ssa Stellacci, sulla prova scritta del concorso e di cui, a data odierna, non abbiamo ricevuto riscontro diretto.

La lettera, firmata da 150 candidati e spedita in copia ai rappresentanti nazionali delle Organizzazioni Sindacali del personale della scuola e ai Direttori Generali degli USR, solleva una serie di problematiche generali riscontrate dai partecipanti al concorso, ma anche questioni specifiche della prova sostenuta per le classi di concorso A345-346.

L’unico riscontro pervenuto ad oggi è un avviso dell’USR del Veneto, a firma del vice direttore generale, dott.ssa Gianna Marisa Miola, in cui si comunica che il MIUR ha chiarito alcune questioni sollevate (possibile utilizzo della penna blu, apposizione delle cancellature consentita, validità delle prove con inversione dei quesiti rispetto al numero indicato nel foglio premarcato), ed in cui si assicura che le Commissioni Giudicatrici procederanno alla valutazione secondo le indicazioni e i criteri fissati dal MIUR.

Non viene però fornito alcun chiarimento in merito alla specifica declinazione dei descrittori fissati a livello generale e soprattutto riguardo alle questioni più spinose (cosa accade alle prove dei candidati che hanno scritto oltre lo spazio delle righe premarcate) e soprattutto a quelle specifiche della prova sostenuta dai partecipanti della classe di concorso A345-346, in particolare la questione dell’obbligo tassativo di rispettare un preciso numero di parole nella risposta ai quesiti 1 e 4 della suddetta prova.

Come già evidenziato nella lettera, la questione richiede un’attenzione specifica da parte della Commissione Esaminatrice ed un chiarimento da parte del MIUR sull’utilizzo di un criterio univoco e mirato a limitare il più possibile le numerose disparità venutesi a creare tra le varie sedi di svolgimento della prova, in quanto essa non si limita a coinvolgere un mero criterio formale, ma ha effetto anche sul contenuto prodotto dai singoli candidati sulla base delle regole arbitrarie che ogni commissione di vigilanza ha imposto all’atto dello svolgimento.

A questo proposito i candidati ribadiscono la già espressa difformità di indicazioni e informazioni ricevute in base alla sede di svolgimento (obbligo di conteggio delle parole in alcune sedi, obbligo di rispondere a tutta pagina in altre) e continuano ad esprimere forti perplessità in merito alla consegna stessa, tanto da ipotizzare addirittura un possibile errore nella traccia dei quesiti coinvolti, in particolare del n.4. In quest’ultimo si richiedeva infatti una trattazione specifica (“briefly discuss”) di un argomento tecnico, in un numero di parole (tra 80 e 120) ritenuto inadeguato alla verifica del livello CEFR C1 nell’abilità di
scrittura (per la quale i maggiori enti di certificazioni linguistiche europee richiedono trattazioni da svolgersi in circa 300 o più parole) e soprattutto insufficiente alla tipologia della consegna.

Come i Commissari che si accingono a correggere le nostre prove di certo sapranno, in ambito anglistico tali trattazioni richiedono infatti l’elaborazione delle classiche fasi di “thesis/argument/solution”, quindi l’argomentazione in lingua in difesa di quanto affermato e la stesura di almeno un paio di paragrafi. Le trattazioni più brevi sono riservate infatti alla verifica dell’abilità di scrittura a livelli inferiori del Quadro Europeo (ad esempio l’esame PET della Cambridge ESOL che certifica il livello B1 e richiede di scrivere circa un centinaio di parole).

Appare quindi evidente che i candidati si sono trovati in presenza di una consegna controversa, in cui il rispetto del limite formale delle parole richieste dalla traccia contraddiceva palesemente la tipologia di trattazione analogamente richiesta dalla stessa. Pertanto riteniamo che alcuna penalizzazione debba essere applicata a chi ha seguito l’indicazione contenutistica scrivendo una risposta a tutta pagina, così come auspichiamo che i docenti che correggeranno le nostre prove sappiano tener conto del fatto che chi è stato obbligato al rispetto fiscale del numero di parole non ha avuto possibilità di elaborare al meglio le proprie argomentazioni in merito al tema previsto.

A conclusione ribadiamo infine che ai candidati non è stata fornita alcuna esplicitazione in merito ai criteri comuni di conteggio delle parole (come avviene per gli esami di certificazione linguistica) e che pertanto anche questi sottendono all’arbitrarietà e discrezionalità di chi legge i quesiti. Riteniamo quindi che non vi siano i presupposti affinché il limite delle parole possa ritenersi tassativo e fiscale anche per quanto riguarda il primo quesito (il riassunto), in cui la richiesta di attenersi ad una certa lunghezza potrebbe essere indice di valutazione della capacità di sintesi del candidato e non è in contraddizione con la consegna richiesta.

Con la presente chiediamo nuovamente al MIUR di fornire
chiarimenti specifici in merito alle questioni rimaste insolute e ribadiamo la
nostra legittima richiesta di non imputare a noi candidati la responsabilità di
possibili defezioni organizzative, ripetutamente segnalate e finora ignorate.

Il giorno 3 marzo 2012 l’ufficio stampa del MIUR ha infatti diramato un comunicato in cui, nell’esprimere piena soddisfazione per l’esito della procedura, si dichiara: “Tutta la procedura si è svolta regolarmente e secondo regole di assoluta trasparenza, al pari delle migliori esperienze europee”, in ovvia contraddizione con quanto dimostrato dalle nostre testimonianze riassunte in questa sede, nella precedente lettera e nelle numerosissime lettere giunte alla redazione di portali specializzati come Orizzontescuola, in cui la regolarità della procedura, la trasparenza e la correttezza della stessa sono state seriamente messe in discussione. Nel comunicato ministeriale si esprime inoltre soddisfazione per la trasmissione dei plichi telematici, non facendo alcun accenno al fatto che in molte sedi di svolgimento la procedura è stata lenta e le prove sono cominciate con notevole ritardo rispetto all’orario previsto.

Infine si esprimono analoghe considerazioni positive in merito al sorteggio di presidenti e componenti delle commissioni giudicatrici regionali, che avrebbero dovuto procedere alla valutazione delle prove sin dal 4 marzo, con tempi di conclusione dei lavori di correzione e valutazione previsti da un minino di un mese ad un massimo di tre. A data odierna però i nominativi di molti membri di dette commissioni non sono stati ancora resi noti, così come i criteri e le griglie di valutazione regionali che le commissioni utilizzeranno.

Abbiamo ragione di essere notevolmente preoccupati in merito ai cosiddetti criteri specifici di valutazione, che ogni commissione regionale declinerà a proprio piacimento. Ricordiamo pertanto che all’atto di svolgimento della prova i candidati erano a conoscenza solamente dei criteri generici di accuratezza linguistica, completezza, pertinenza ed originalità e che ad essi si sono attenuti nello svolgimento delle prove. Se tali criteri verranno declinati in descrittori estremamente specifici, chiediamo in questa sede perché non ne siamo stati informati PRIMA della prova, in violazione del nostro diritto a produrre un elaborato
corrispondente al massimo punteggio per ogni quesito e del principio di TRASPARENZA.

Tali perplessità e preoccupazioni nascono dalla presa visione delle griglie di valutazione dell’USR del Piemonte, appena diffuse in via ufficiale, in cui si fa esplicito riferimento a elementi di valutazione ben specifici come i descrittori IELTS, la richiesta esplicita di fornire riferimenti a fonti appropriate e costrutti teorici, l’utilizzo di esempi e riferimenti a sperimentazioni e/o ricerche e all’esplicitazione di un sistema didattico
chiaro, all’uso di citazioni appropriate. Tali elementi non erano richiesti esplicitamente dalla traccia, né tantomeno nel bando o nelle indicazioni fornite dal MIUR precedentemente alla prova scritta; quindi
ogni candidato, pur rispondendo in maniera pertinente, non ha potuto coscientemente svolgere l’elaborato ponendovi l’attenzione che a posteriori si sarebbe dimostrata necessaria. Tali specificità appaiono quindi inique e illegittime poiché fornite a posteriori, oltre che inapplicabili universalmente a tutti e quattro i quesiti, in particolar modo al riassunto, per il quale il ricorso alle citazioni, sperimentazioni, ricerche, fonti teoriche ecc.. nominate nei descrittori ci appare tuttora fuori luogo e incoerente per la definizione stessa di riassunto (che dovrebbe come tale limitarsi alla sintesi di un testo, senza addurre osservazioni personali o altrui).

Alla luce di queste serissime motivazioni, evidenziando inoltre il conseguente stato d’animo di laureati e professionisti coinvolti caratterizzato dal desiderio di poter veramente ritenere il MIUR attendibile dal punto di vista professionale e credibile nell’espletazione trasparente e corretta di questo concorso, riteniamo indispensabile un esplicito chiarimento da parte dello stesso Ministero, nella speranza che le Commissioni Esaminatrici non solo si attengano al proprio buon senso nel valutare i nostri compiti, ma che abbiano la possibilità di lavorare in presenza di indicazioni CHIARE, TRASPARENTI e UGUALI PER TUTTI, “al pari delle migliori esperienze europee”.

Cordiali saluti

I candidati al concorso per la classe A345-346

Concorso a cattedra: i candidati chiedono spiegazioni al Miur sulla correttezza dello svolgimento prove scritte

Concorso a cattedra: chiarimenti Miur su utilizzo penna blu, cancellature, inversione tracce

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