Concorso a cattedra. Lavoro dei commissari: pochi minuti per la correzione di ogni elaborato

di Lalla
ipsef

Lalla – Proseguono le denunce dei docenti reclutati per far parte delle commissioni giudicatrici del concorso a cattedra. L’imperativo imposto dall’Amministrazione (assunzioni entro settembre 2013) rischiano di rendere il lavoro delle commissioni superficiali, mentre in gioco è la vita professionale dei candidati.

Lalla – Proseguono le denunce dei docenti reclutati per far parte delle commissioni giudicatrici del concorso a cattedra. L’imperativo imposto dall’Amministrazione (assunzioni entro settembre 2013) rischiano di rendere il lavoro delle commissioni superficiali, mentre in gioco è la vita professionale dei candidati.

inviato da Margherita – Gentilissimi, leggo con crescente sofferenza i commenti sul lavoro dei commissari di concorso. E’ vero: il sostanziale disvalore che ci comunicano le richieste, ormai solo più vessatorie, dell’amministrazione, pesa almeno allo stesso modo dell’impegno richiesto da ore di correzioni, ore di spostamenti, fatica di portare avanti il quotidiano lavoro a scuoal.

Ma attenti: il poco rispetto della nostra dignità di lavoratori e di esseri umani (quanti di noi non sanno ancora quando si finirà) si dispiega già sui potenziali futuri insegnanti. I loro elaborati hanno potuto godere solo di pochi minuti di attenzione, mai di una seconda lettura.

Nella mia esperienza la necessità di correggere tanti testi in poco tempo ha portato necessariamente ad uniformare le valutazioni: a parte le prove del tutto insufficienti (quesiti non svolti, del tutto fuori tema, italiano stentato) un numero infinito di 28 e qualche eccellenza. Non c’era il tempo di discutere se un compito meritasse un 29 o forse un 27; l’importante arrivare a chiusura.

Allora colleghi, abbiamo noi il dovere di dimostrare la dignità della nostra professione ,soprattutto perchè i giovani che vogliono entrare nel mondo della scuola arrivino con la voglia di mettersi in gioco, con energia e motivazione.

PRESENTIAMO TUTTI LA RINUNCIA A QUESTA SPECIE DI INCARICO E CHIEDIAMO AIUTO AL SINDACATO, per non subire passivamente pressioni a continuare.

Se continuassimo a far parte delle commissioni non garantiremmo comunque nulla sul piano della qualità della scuola nè della crescita professionale di ognuno di noi.

Saremmo anche corretti nei confronti dei candidati, a cominciare dagli ammessi con riserva (a seguito di ricorso ) e che supereranno tutti quanti le prove…. ma, vedrete, tutti solo con il minimo dei voti….

Concorso a cattedra, la denuncia dei commissari: incalzati a fare presto

Concorso a cattedra, essere commissario vuol dire votarsi allo spirito di sacrificio

Concorso a cattedra, commissari in ostaggio

Versione stampabile
Argomenti:
anief anief
soloformazione