Concorso a cattedra. Coord. Naz. TFA: a rischio sicurezza informatica durante prove scritte? Miur ci dia rassicurazione

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inviato da Coordinamento Nazionale TFA – Nonostante le numerose richieste di informazioni riguardanti i protocolli di sicurezza della prova “computer based” del concorso docenti 2016, appelli a cui il Miur non ha mai risposto, una foto apparsa recentemente nei social network ci costringe nuovamente ad alzare il livello di guardia.

inviato da Coordinamento Nazionale TFA – Nonostante le numerose richieste di informazioni riguardanti i protocolli di sicurezza della prova “computer based” del concorso docenti 2016, appelli a cui il Miur non ha mai risposto, una foto apparsa recentemente nei social network ci costringe nuovamente ad alzare il livello di guardia.

Alle notizie di tracce non salvate, chiavette non ministeriali usate per trasmettere le prove alle commissioni ed improvvisi black out, segnalateci dagli associati, si aggiunge oggi anche la diffusione tramite social della preoccupante immagine che trovate in allegato.

La foto allegata, di cui al momento non ci è nota la fonte, ha immortalato uno dei pc durante l'esecuzione del software utilizzato per il concorso ancora in svolgimento.

Dalla nostra analisi non può trattarsi di un tentativo di prova del programma (della sua versione “beta” fornita in anteprima ai tecnici di laboratorio per verificarne le funzionalità). Difatti la domanda che appare chiaramente a video è una dei quattro quesiti di inglese previsti per la c.d.c ad04. Si tratta pertanto di vera e propria prova concorsuale.

Ora, l'ipotesi che uno dei candidati abbia scattato la foto durante gli esami eludendo il comitato di vigilanza, ci appare, ad un'analisi più attenta, il migliore degli scenari ma, per i seguenti motivi, inverosimile.

Facendo attenzione all'angolo in alto a sinistra della finestra in esecuzione, si può notare come la “shell” riporti in nome del programma, presumibilmente il noto VNC viewer. ( https://www.realvnc.com/ download/viewer/ )

Bene se la nostra ipotesi fosse confermata il seguente link, https://www.youtube.com/watch? v=Xq-mHC9JYwY , può dare una chiara idea di cosa il programma è in grado di fare.

VNC viewer è difatti un software che permette, qualora opportunamente configurato, di effettuare l'accesso in remoto ad una o più macchine collegate ad internet.

Basta installarlo sulla macchina che si intende controllare e, successivamente, su un altro terminale che fungerà così da controllore. L'addetto alla seconda macchina avrà in definitiva totale libertà di operazione sulla prima.

Immaginiamo quanto segue.

Il concorrente, venuto a conoscenza delle scuole in cui si svolgeranno le prove, installa (o fa installare) VNC su tutti i PC dei laboratori, non sapendo a quale siederà.
Precisiamo pertanto che tutti i candidati conoscevano in anticipo la sede della loro prova.

All'orario stabilito, un “complice” si collega, tranquillamente dalla propria abitazione, a tutte le macchine dell'aula sede di concorso (e qua si aprono possibilità infinite quali l'opportunità di manipolare gli elaborati di tutti gli altri concorrenti) e aspetta un segnale concordato, ad esempio scrivere una parola chiave nello spazio predisposto per le domande a risposta aperta.

Da quel momento in poi prende il controllo e svolge in toto la prova del candidato, oppure ne salva le domande, aspetta che il candidato risponda, e procede alla correzione.

Per un addetto alla vigilanza è praticamente impossibile accorgersi di quello che sta succedendo e, lo ripetiamo, l'operatore remoto ha totale controllo sulla macchina. Può fare, in estrema sintesi, quello che vuole.

Il Coordinamento Nazionale T.F.A. è consapevole della possibilità che la foto sia stata manipolata e che l'intera vicenda possa rivelarsi un falso.

Tuttavia ciò non esonera il Ministero dal rispondere a questa puntuale domanda:

“In che modo il Miur ha garantito l'impossibilità di accedere in remoto alle macchine impiegate per lo svolgimento della prova concorsuale per il reclutamento docenti?”

Il concorso si è svolto nei numerosi laboratori delle scuole di tutta Italia, ognuno con le sue caratteristiche hardware, software e di rete, ed è a nostro avviso impossibile che possa esistere uno standard minimo di sicurezza garantito. Alle aule preposte accedono difatti ogni giorno centinaia di studenti, tecnici e gli stessi insegnanti che hanno sostenuto le prove concorsuali. Prove esperite per la prima volta con queste modalità, contraddistinte da numerose falle e contraddizioni, di cui questa che segnaliamo sarebbe indubitabilmente sanzionatoria di una incapacità tecnica ben oltre i limiti della nostra sopportazione.

In attesa della cordiale risposta che, a differenza delle altre mai pervenute, ci auguriamo arrivi puntuale e incontrovertibile, il CNT si riserva la possibilità di autentica delle foto in nostro possesso presso ente terzo così come, in caso di mancate rassicurazioni, quella di agire tramite denuncia presso la Procura della Repubblica, che procederà alle indagini.

Coordinamento Nazionale TFA

Prof. Marco Caparvi – membro del collegio dei probiviri.

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