Concorso a Cattedra, Coord. Naz. TFA: bocciati somari? Non è vero, pubblicheremo risposte per dimostrarlo

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È con rabbia e con sgomento che, durante la giornata di ieri, abbiamo assistito alla campagna denigratoria nei confronti degli insegnanti bocciati al concorso.

È con rabbia e con sgomento che, durante la giornata di ieri, abbiamo assistito alla campagna denigratoria nei confronti degli insegnanti bocciati al concorso.

Lo spunto, com'è noto, è venuto da un dossier della rivista Tuttoscuola, prontamente ripreso da Gian Antonio Stella, che ha infierito sulla “casta” dei prof ignoranti, con tanto di inoppugnabili prove a carico. Peccato però che, dal dossier, non risulti alcuna nota di merito né riguardo alla preparazione dei candidati, né alla liceità delle bocciature. In più, malgrado la ben nota minuzia con cui Stella riporta i numeri dell'ecatombe, nessun riferimento preciso ci permette di quantificare il tasso di «somarite» dei docenti incriminati: qual è stata, ad esempio, la media dei voti dei non ammessi, e quale l'incidenza e la gravità degli strafalcioni nelle singole prove?
Eppure la precisazione della fonte, l'analisi imparziale dei numeri, l'obiettività del giudizio, sarebbero delle buone pratiche che riguardano il codice deontologico del giornalista, e che noi ci sforziamo di far apprendere ai nostri studenti. Invece l’articolo del Corriere ha dato il via a una serie di servizi televisivi ancor più approssimativi, sensazionalisti e francamente offensivi.
Leggendo i commenti dei lettori ci si rende conto di come l'accanimento contro i prof abbia aizzato “populisticamente” tutto il campionario dei peggiori luoghi comuni sulla figura dell'insegnante. Stereotipi, per carità, in parte condivisibili, date le politiche scellerate che si sono succedute negli anni e che hanno trasformato la scuola in uno “stipendificio”, a danno di generazioni di studenti. Ma appunto, di quale categoria di insegnanti si sta parlando? Chi sono davvero questi abilitati?
Veniamo al punto: le tre “sigle” di docenti abilitati – TFA, PAS, SISS – citate da Stella rimandano a percorsi specifici e tra loro diversi. Come noto, noi “tieffini” per accedere al percorso abilitante abbiamo dovuto superare una triplice selezione (prova ministeriale, uno scritto e un orale) presso l'università prescelta. Una selezione che, numeri alla mano, è stata perfino più drastica rispetto all'attuale concorsone, dal momento che i posti disponibili erano stati calcolati sul fabbisogno delle singole regioni. Alle prove è seguito un anno di tirocinio formativo con esami in itinere e tesina finale, al quale abbiamo contribuito con una tassa di 2500 euro. Come si può notare, si è trattato di un percorso particolarmente impegnativo, al termine del quale non ci è stato concesso il “privilegio” dell'immissione in ruolo – e di una ulteriore e rigorosa valutazione sul campo –, ma quello ben più singolare di accedere a un altro concorso, anzi a un concorsone ultraselettivo e turbomeritocratico.
Ora, crediamo che proprio su quest'ultimo punto sia arrivato il momento di fare un po' di chiarezza. Il bando del concorso, annunciato a suon di fanfare ad aprile 2015, è stato varato il 27 febbraio 2016, a soli tre mesi di distanza dall'inizio delle prove. I programmi di studio, pubblicati un mese prima del bando, sono risultati fin troppo ampi e a dir poco fumosi. Nessuna notazione è pervenuta in merito alla tipologia delle prove, se non un vaticinio su «metodologia didattica a discapito dei contenuti».
Credo non sia difficile intuire il disagio di molti davanti alla realtà dei fatti: la prova è consistita infatti in otto quesiti, di cui sei disciplinari a risposta aperta e due di lingua straniera, composti ciascuno da cinque domande a risposta multipla. Le tracce, come ha detto qualcuno, erano belle – ma sarebbe più giusto definirle suggestive – e di certo non impossibili, se solo ci fosse stato concesso un tempo ragionevolmente superiore ai 150 minuti previsti, per una media di 18 “olimpici” minuti a domanda e con 80000 caratteri a disposizione – l'equivalente di una tesina di laurea!
Basterebbe dare un'occhiata alle tracce per rendersi conto di quanto fosse realisticamente impossibile, in diciotto minuti, formulare una risposta adeguata «in termini di pertinenza, chiarezza e sequenzialità logica nell’elaborare un testo in modo organico e compiuto». Inoltre, le griglie di valutazione sono state non solo pubblicate a prove ormai sostenute (anche tre mesi dopo!), ma spesso mutuate testualmente da quelle del concorso 2012, dunque per ben altra tipologia di prova. Mettiamoci – anzi, facciamoci del male… – pure che la modalità computer based ha previsto l'uso di un software senza l'opzione del salvataggio automatico, il che per molti di noi ha significato la perdita di una intera risposta allo scadere del time over.
Prima di concludere, vorrei anch'io rivolgere una domanda alle madri degli studenti sollecitate da Stella. Cosa penserebbero di noi insegnanti se sottoponessimo i loro figli allo stesso trattamento riservatoci dal Miur? Vale a dire da quello Stato che ci ha selezionato e formato per poi liquidare tutta la faccenda come uno spiacevole errore di percorso. Già, perché a sentire reazioni come quella di Andrea Gavosto della Fondazione Agnelli il problema starebbe nei percorsi abilitanti che hanno prodotto insegnanti così scadenti (ma cosa ne pensano i docenti universitari che ci hanno formato?).

Noi però non crediamo che le prove dei bocciati siano state tutte disastrose come quelle descritte dai media, e vogliamo dimostrarlo coi fatti. Sulla pagina Facebook ufficiale della nostra associazione, Coordinamento Nazionale TFA, pubblicheremo alcune risposte dei non ammessi. Lasciamo così, a quanti avranno il tempo e la voglia di approfondire, la piena libertà di farsi un giudizio su risposte che, ricordiamo sempre, sono state pensate e scritte nel tempo di 18 minuti.

Per il Coordinamento Nazionale TFA

Prof. Carlo Cuppari

P.S.: Alcuni colleghi mi hanno segnalato come la lista degli strafalcioni dei prof ricalchi in modo pressoché identico quella degli orrori linguistici del concorso per magistrati del 2008. Chiunque volesse verificare personalmente, può accedere a questo link: http://www.ateneapoli.it/news/attualit/errori-di-ortografia-al-concorso-in-magistratura. Siamo sicuri che gli errori citati dai media provengano davvero da questo concorso?  

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