Concorso a cattedra. Chimienti (M5S): non sarà l’ultimo tentativo che gli abilitati hanno per diventare di ruolo. Tempi strettissimi per assunzioni a settembre 2016

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Nella volontà politica del Movimento Cinquestelle il concorso non è e non sarà l’ultima spiaggia, l’ultimo tentativo che i docenti abilitati hanno per entrare stabilmente nel mondo della scuola. La deputata Silvia Chimienti condanna duramente l’improvvisazione e la cattiva fede tanto del Governo quanto del Miur, che “legifera pensando di essere il Ministero dell’Istruzione finlandese”.

Nella volontà politica del Movimento Cinquestelle il concorso non è e non sarà l’ultima spiaggia, l’ultimo tentativo che i docenti abilitati hanno per entrare stabilmente nel mondo della scuola. La deputata Silvia Chimienti condanna duramente l’improvvisazione e la cattiva fede tanto del Governo quanto del Miur, che “legifera pensando di essere il Ministero dell’Istruzione finlandese”.

Chimienti, andiamo con ordine. I bandi del concorso sono stati pubblicati, ma anziché far luce hanno gettato sgomento e confusione su molti candidati. Per esempio, non si capisce ancora se gli scritti accerteranno conoscenze disciplinari o altri tipi di conoscenze (o forse dovremmo dire competenze) non bene identificate. Lei che idea si è fatta?

“Io credo che, essendo i programmi pressoché identici a quelli dei concorsi precedenti, non ci saranno grosse novità rispetto al passato. Come prevedevamo, non si è tenuto in considerazione che il concorso è rivolto esclusivamente a professionisti che insegnano da anni e che lo Stato ha certificato idonei all'insegnamento, abilitati alla professione. Sarebbe come entrare in un ospedale, mentre i medici stanno operando i pazienti, e pretendere di interrogarli sullo scibile delle materie studiate nei primi anni di università, spendendo 300 milioni di euro di risorse pubbliche con il solo obiettivo di assumerne a tempo indeterminato uno su quattro.  

Altrove sarebbe inaccettabile mettere in discussione la figura di professionisti, ma nella scuola ormai ci si è abituati a qualsiasi stortura. Non ci saranno outsider in questo concorso, eppure sono abbastanza certa che le domande saranno molto disciplinari e poco didattiche. È difficile altrimenti riuscire a scremare 3 candidati su 4. Ovviamente le promesse e gli ordini del giorno a firma PD si sono rivelati solo un contentino, un tentativo maldestro di calmare un po' le acque e sedare gli animi”. 

Lei, dunque, suppone domande molto disciplinari e poco didattiche. Un bel controsenso se l’obiettivo, almeno nei proclami, è dare valore al bagaglio metodologico ed esperienziale dei candidati…

“È assurdo, l’ho già detto. È assurdo per chi ha fatto i TFA e si appresta ad essere selezionato per la seconda volta (!) ed è assurdo per chi ha fatto i PAS e ha dimostrato in itinere di possedere le conoscenze e le competenze che ora vengono richieste.

Sono certa che se chiedessimo ai docenti in ruolo da dieci o da vent’anni di affrontare un simile nozionistico concorso, in pochi lo supererebbero. Ciò non significa che i docenti non siano validi, ma che un concorso così concepito non verifica nulla di nuovo, se non la maggiore o minore disponibilità di tempo dei concorrenti. Supererà questo assurdo concorso chi in questo mese e mezzo sottrarrà più tempo alla propria famiglia, ai propri alunni, alla propria vita. Non si tratterà di merito ma di buona sorte.

L’ottusità e l’ostinazione della propaganda renziana del “vogliamo i docenti migliori!” si scontra oggi più che mai con la realtà dei fatti: una scuola fatta di professori e maestri che si sacrificano da decenni per consentire ogni mattina l’apertura delle scuole. Un governo che non riconosca questa realtà è un governo vile, uno Stato che non tuteli i propri lavoratori non è uno Stato.

Senza contare che i tre “bocciati” su quattro del concorso-farsa, cui egualmente spetterebbe la stabilità lavorativa e psicologica dopo anni di servizio e dopo l’investimento di migliaia di euro per abilitarsi, continueranno comunque a prestare supplenza nella scuola. Questo è il grande bluff. Qui crolla anche la propaganda becera dei docenti “migliori”. I “peggiori” continueranno comunque a insegnare, si procrastina solo la loro agonia, si infierisce ancora”.

Che cosa pensa dell’accertamento della lingua? B2 significa un buon livello di scritto e parlato, un modo per alzare l’asticella o anche questa mossa nasce da una certa improvvisazione?

“Mi viene in mente il livello di lingua inglese del nostro premier, nelle delicate situazioni istituzionali in cui rappresenta l’Italia davanti al mondo intero, e mi viene da sorridere. Scherzi a parte: è tutto frutto dell’improvvisazione e dell’ansia di mostrarsi evoluti, progrediti, europei. Siamo una macchietta. Il computer based, l’inglese B2, le competenze digitali, tutto insieme, tutto in una volta: un coacervo di dettami inapplicabili in un Paese in cui alle scuole manca perfino la carta per le fotocopie. Il MIUR è fuori dalla realtà e legifera pensando di essere il Ministero dell’Istruzione finlandese.

Credo che la competenza linguistica sia fondamentale e che sarebbe giusto testarla, ma non in questa maniera. Come sa bene il caro Renzi, questa competenza si acquisisce soprattutto con la pratica, ma le scuole e le università italiane non hanno mai privilegiato questo aspetto; solo negli ultimi anni si sta invertendo leggermente la tendenza. Bisogna essere realisti e capire che nessun docente di matematica o di storia, in questo preciso momento storico, parla perfettamente e fluentemente inglese (o francese o tedesco), dal momento che non vi è mai stata la prescrizione di possedere un livello di lingua B2 per poter insegnare. Va benissimo che le cose cambino, ma non così, non da un giorno all’altro. Se il Governo non avesse, ancora una volta, il solo e unico obiettivo di fare propaganda europeistica e modernistica, si procederebbe gradualmente e, d’ora in poi, si modulerebbero i percorsi universitari e abilitanti rendendo obbligatorio il conseguimento di esami di lingua a livello B2. Così, non ha alcun senso”.

Le è noto quanto verranno pagati i commissari che si occuperanno della correzione gli scritti e che faranno parte delle commissioni orali? Qualcuno propone di boicottare l’operazione…

“Proprio da poche ore ho depositato un’interrogazione parlamentare in merito, vorremmo vederci chiaro. Dopo aver letto l’articolo pubblicato dalla vostra redazione, ho ritenuto necessario chiedere al MIUR se veramente intendano dare ai commissari 50 centesimi di euro per ogni prova corretta. Il rischio boicottaggio è altissimo e credo che boicottare a queste condizioni diventerebbe una questione di dignità”.

Il 1° settembre 2016 per mettere i vincitori in cattedra è un traguardo possibile?

“Difficilissimo, i tempi sono strettissimi e le procedure di correzione degli scritti saranno lunghissime. Ancora una volta, la fretta e l’approssimazione genereranno danni e discriminazioni. Gli studenti non avranno docenti stabili in cattedra e dal 1° settembre 2016, anche se le graduatorie saranno pronte, continueranno ad esserci 100mila supplenze annuali. Le stesse di quest’anno. Questo perché i vincitori di concorso andranno solo a coprire il turnover annuale e non le decine di migliaia di cattedre vacanti sistematicamente coperte con contratti al 30 giugno”.

Qual è la sua posizione sulla tabella di valutazione dei titoli? Giustizia è stata fatta o no?

“Non esiste giustizia in un concorso iniquo e sbagliato che doveva e poteva essere sostituito da un piano razionale, pluriennale e basato sul fabbisogno delle scuole che avrebbe immesso in ruolo, nel giro di pochi anni, tutti i docenti abilitati. Mi sono sempre battuta contro la guerra all’ultimo punteggio: per noi non esiste un concorso equo a queste condizioni. Superare il concorso sarà questione di fortuna e il mezzo punto in più o in meno influirà poco nulla.

Comunque hanno cercato di “salvare capra e cavolo”, far contenti tutti e nessuno. Credo che ormai i precari abbiano capito questi trucchetti. Lo 0,7 del punteggio per ogni anno di servizio non è un’apertura o una gentile concessione di un governo magnanimo. Non c’è nulla di peggio di aver causato l’ennesima, violentissima guerra tra poveri nella scuola: Giannini e Renzi se ne assumeranno pienamente le responsabilità”.

Il Movimento Cinquestelle si sta battendo per la partecipazione degli abilitandi in sostegno. Come crede che finirà?

“Abbiamo presentato un’interrogazione a firma di Maria Marzana a questo proposito. Sarebbe equo consentire la partecipazione al concorso anche agli abilitandi al sostegno, così come a tutti coloro che si stanno abilitando in questi mesi. Ugualmente ci stiamo occupando di tutti coloro che stanno subendo ingiustizie e discriminazioni a causa della riforma delle classi di concorso”.

E i non abilitati? Siete vicini anche a loro?

“Siamo da sempre vicini anche a loro e nei prossimi mesi studieremo una soluzione dettagliata per chi si trova in terza fascia. Aggiorneremo la nostra proposta di legge sul reclutamento alla luce della fase transitoria post-concorso e dei diritti maturati da chi ha il requisito dei 36 mesi di servizio e si trova relegato nella riserva indiana della terza fascia”.

Che consiglio darebbe a chi parteciperà al concorso?

“L’unico consiglio che mi sento di dare è quello di affrontare tutto molto serenamente, con la forza d’animo di chi sa di aver dato tutto se stesso alla scuola e ai propri alunni.

I docenti abilitati servono alla scuola e nei prossimi anni sono previsti pensionamenti straordinari. Si tratterà di avere la volontà politica di risolvere la soluzione in maniera equa e razionale: noi abbiamo già proposto, tramite una risoluzione in Commissione Cultura, di procedere dopo il concorso ad una fase transitoria che tuteli tutti gli abilitati e tutti coloro che hanno 36 mesi di servizio. Come dire, il concorso iniquo di Renzi non sarà l’ultima chance per chi ha investito un’intera vita nella scuola. È un’offesa alla dignità e alla professionalità, ma non sarà l’ultima spiaggia”.

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