Concorso a cattedra: i candidati chiedono spiegazioni al Miur sulla correttezza dello svolgimento prove scritte

Di Lalla
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red – 150 candidati al Concorso Docenti per le c.c. A345-A346 informano il MIUR che nelle varie sedi d’esame sono state fornite ai candidati indicazioni diverse sulla corretta procedura in relazione a lunghezza della risposta, cancellature, rispetto della traccia assegnata. Al contrario per il Miur " Tutta la procedura si è svolta regolarmente e secondo regole di assoluta trasparenza, al pari delle migliori esperienze europee"

red – 150 candidati al Concorso Docenti per le c.c. A345-A346 informano il MIUR che nelle varie sedi d’esame sono state fornite ai candidati indicazioni diverse sulla corretta procedura in relazione a lunghezza della risposta, cancellature, rispetto della traccia assegnata. Al contrario per il Miur " Tutta la procedura si è svolta regolarmente e secondo regole di assoluta trasparenza, al pari delle migliori esperienze europee"

"Gentile Dott.ssa Stellacci, in riferimento al Concorso per il Personale Docente D. D. G. n. 82 del 24/09/2012 i candidati firmatari della presente comunicazione, partecipanti alla prova scritta per le classi A345-A346, intendono informarla di aver assistito personalmente o ricevuto più segnalazioni sul fatto che, nelle varie sedi di svolgimento della prova, non tutte le Commissioni di Vigilanza hanno fornito indicazioni uniformi e pertinenti in merito ai criteri di redazione delle risposte.

Per questo motivo si ritiene opportuno informare al riguardo in via ufficiale il MIUR e le Commissioni Esaminatrici che si accingono a valutare gli elaborati. I Commissari si troveranno infatti inconsapevoli di fronte a una situazione variegata, attribuibile ai criteri arbitrari che ogni Commissione si è data. Pertanto, ai fini di una corretta valutazione, quest’ultimi andrebbero tenuti in dovuto conto. La preoccupazione, in definitiva, riguarda le possibili difficoltà da parte delle Commissioni che saranno chiamate a valutare gli elaborati in modo omogeneo, secondo i criteri previsti:

Durante la prova scritta, infatti, molte commissioni non hanno letto ai candidati alcun regolamento, ma hanno fornito istruzioni a voce, talvolta sommarie o addirittura differenti da quanto espresso nelle indicazioni distribuite in altre sedi e che riteniamo essere quelle ufficiali del MIUR, in mancanza di ulteriori riscontri scritti in merito. Ad altri candidati, invece, un regolamento è stato letto scrupolosamente. Ad altri ancora ne è stata fornita copia cartacea unitamente alle tracce dei quesiti.

Al momento della prova i candidati non avevano alcun motivo di dubitare dell’attendibilità delle istruzioni ricevute verbalmente e vi si sono attenuti nella più totale buona fede. Ne consegue che essi, nella convinzione di agire
nel pieno rispetto delle regole, abbiano tenuto comportamenti diversi durante e al termine della prova, il che, formalmente, potrebbe condurre a una valutazione delle risposte penalizzante, quando non addirittura all’annullamento dell’intera prova.

In particolare, la maggior parte dei candidati segnala che è stato violato il diritto di assistere tramite rappresentanti all’apertura del plico telematico a opera dell’incaricato al prelievo delle tracce; queste sono arrivate in classe già fotocopiate, e in alcuni casi con una stampa di scarsa qualità che le ha rese a tratti illeggibili. Inoltre, sono stati segnalati numerosi casi di:

1) Indicazioni discordanti sulle modalità delle risposte, quanto a lunghezza, rispetto dei margini del foglio e del numero di parole richiesto dalla traccia. In mancanza della lettura di un regolamento univoco e uguale per tutti, in
varie sedi di svolgimento della prova, un nutrito numero di candidati ha trascurato l’indicazione tassativa sui margini del foglio contenuta in uno dei fogli d’istruzione distribuiti ai candidati (nella fattispecie la copia fornita
ai candidati che hanno sostenuto la prova in Veneto): “IL CANDIDATO DOVRA’ UTILIZZARE, per la risposta a ciascuno dei 3 o 4 quesiti, ESCLUSIVAMENTE LO SPAZIO PREDISPOSTO, per ciascuna traccia, nel foglio di risposta. IN NESSUN CASO, pena la nullità della prova, la trascrizione dovrà andare oltre lo spazio previsto per ciascuna risposta”.

Alcuni candidati sono stati autorizzati a non rispettare il rigo prestampato, purché non si invadesse lo spazio riservato alla valutazione, e ora temono che una risposta o l’intera prova possa essere penalizzata oppure annullata per inezie formali come una riga in più.

Si rileva che nel regolamento distribuito ad alcuni candidati della Lombardia tale istruzione è più generica: “gli elaborati dei candidati non potranno eccedere lo spazio del foglio consegnato; le risposte a ciascun quesito non potranno eccedere lo spazio di una facciata”, mentre non se ne fa cenno alcuno nel Bando di Concorso, negli avvisi e comunicati ufficiali del MIUR, né nei regolamenti distribuiti ai candidati della Sicilia e dell’Abruzzo e si hanno notizie discordanti su quanto comunicato a voce in tutte le altre sedi.

Inoltre, diversamente dalle altre classi di concorso, in due quesiti su quattro si richiedeva di rispondere non più in 22 righe o nell’ambito del foglio prestampato, ma con un numero di parole ben delimitato: un’indicazione spiazzante che ha colto impreparati candidati e commissari, e che ha contribuito a far sì che ogni commissione agisse nella più totale discrezionalità, fornendo norme differenti a seconda della sede di svolgimento; alcuni hanno imposto il rispetto scrupoloso del numero di parole, facendo perdere tempo prezioso nella conta per la somma esatta, ma senza stabilire un criterio univoco per il conteggio; altri hanno addirittura indicato di apporre sul foglio anche la cifra con il risultato del conteggio. Senza considerare che la richiesta di rispettare in maniera così vincolante un certo numero di parole modifica la tipologia dei quesiti coinvolti (da una prova non strutturata con
stimolo aperto a una prova semistrutturata con stimolo chiuso), disattendendo le aspettative dei candidati che, per le domande, contavano su un’uniformità di tipologia con tutte le altre classi di concorso, come da art. 7, comma 2 del Bando di Concorso. Probabilmente in virtù di questa mancanza di informazioni e di uniformità, altre commissioni hanno chiesto ai candidati di ignorare l ’indicazione del limite di parole e di rispondere comunque entro le righe predisposte dal foglio prestampato come per tutti gli altri quesiti. In altre sedi l’indicazione di rispettare il numero di parole è stata comunicata tardivamente, costringendo i candidati ad una rapida ed inefficace revisione di quanto scritto in precedenza.

In tutte le casistiche presentate i testi redatti dai candidati potrebbero aver condizionato l’accuratezza (rapida revisione), la completezza (risposta breve entro il limite di parole) o la pertinenza (mancato rispetto del limite) delle risposte.

Si segnala inoltre che ad alcuni candidati preoccupati della leggibilità della propria grafia in corsivo è stato concesso di scrivere in stampatello, mentre in altre sedi è stato espressamente vietato.

Infine ad alcuni che avevano inavvertitamente risposto ai quesiti invertendone l’ordine del foglio prestampato è stato concesso di proseguire nella stesura cambiando il numero di riferimento, mentre ad altri è stato impedito di
rettificare.

2) Discordanza sull’ammissibilità di apportare le pur inevitabili correzioni al proprio elaborato. Alcune commissioni hanno autorizzato i candidati a effettuare correzioni. Altre le hanno vietate fin dall’inizio, altre ancora in corso di svolgimento della prova, o in prossimità dello scadere del tempo. Tra le commissioni che hanno concesso di emendare il testo, le indicazioni fornite sono state altresì difformi, anche nell’ambito della stessa sede di
svolgimento: incasellare il testo errato e scrivere accanto quello corretto come negli atti pubblici; tracciare una linea sul testo errato, lasciandolo leggibile; coprire bene il testo da eliminare. Almeno una commissione ha richiesto ai candidati di cassare l’errore e di SIGLARLO (apponendo, cioè, un chiaro segno identificativo sul foglio), e si spera che tale indicazione sia stata disattesa da tutti i candidati. Infine ad alcuni partecipanti è stato concesso di scrivere e sottolineare il foglio con le tracce per agevolare la lettura critica, mentre ad altri è stato richiesto di lasciarlo intonso, nonostante ciò comportasse un prevedibile allungamento dei tempi di lettura e di analisi del testo.

3) Diversità sulle norme per la garanzia dell’anonimato e della corrispondenza elaborati-dati anagrafici: alcuni candidati hanno ricevuto un codice a barre da apporre sulla busta del compito e sulla corrispondente busta dell’anagrafica, ad altri è stato assegnato un numero identificativo per la corrispondenza elaborato-dati anagrafici, ma nella maggior parte dei casi i candidati hanno inserito nella busta più grande la bustina dell’anagrafica senza alcuna corrispondenza tra le stesse e quest’ultima non è stata sempre sigillata e vidimata a dovere.

In ultima analisi, segnaliamo che, all’atto dello svolgimento della prova, tutti i candidati hanno tenuto conto solo ed esclusivamente dei criteri generali di valutazione di correttezza linguistica, pertinenza, completezza e originalità. Eventuali, ulteriori criteri specifici di ogni disciplina, così come ogni integrazione o modifica dei menzionati criteri proposti in sede nazionale (come ipotizzato nel Bando purché giustificati), avrebbero dovuto essere tempestivamente comunicati ai candidati PRIMA della prova, in modo da consentire a tutti di organizzare al meglio le modalità di risposta al fine di conseguire il massimo punteggio. Dal momento che tale esplicitazione NON è di fatto avvenuta chiediamo alle commissioni giudicatrici di non tenerne conto.

Alla luce di quanto fin qui riportato, si chiede quindi che il MIUR faccia chiarezza in merito alle problematiche sollevate in questa lettera, al fine di garantire una correzione obiettiva e meritocratica, che rispetti un criterio univoco di equità e uguaglianza tra i candidati, i quali, avendo sperimentato già gravi problemi di disomogeneità nel corso della prova, mirano a scongiurare il replicarsi di tale situazione nella valutazione degli elaborati. In sostanza, si auspica una valutazione delle prove che non tenga conto dei criteri formali difformi e arbitrari che ne hanno condizionato la redazione senza alcuna responsabilità da parte dei candidati stessi.

Ringraziando dell’attenzione, restiamo fiduciosi in attesa di un cortese cenno di riscontro e porgiamo distinti saluti.

I candidati delle classi di concorso A345-A346 (con il sostegno dei colleghi delle classi A245-A246, A019, A059, 043-050-051-052, A038, A047, A049, infanzia e primaria) "

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