Concorso a cattedra, bilancio delle tracce prove scritte sostenute. E le Avvertenze generali?

Di Lalla
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Lalla – 3 giorni di prove scritte del concorso a cattedra, 7 classi di concoro interessate. Un commento sulle tracce proposte. Spicca la mancanza di quesiti specifici relative alle Avvertenze generali.
Concorso a cattedra, chi non supera la prova "non scende" in graduatoria

Lalla – 3 giorni di prove scritte del concorso a cattedra, 7 classi di concoro interessate. Un commento sulle tracce proposte. Spicca la mancanza di quesiti specifici relative alle Avvertenze generali.
Concorso a cattedra, chi non supera la prova "non scende" in graduatoria

Il bando DDG n. 82 del 24 settembre 2012 afferma "le prove consistono in una serie di quesiti a risposta aperta e sono finalizzate a valutare la padronanza delle competenze professionali nonchè delle discipline oggetto di insegnamento"

Il Ministero ha chiarito, con avviso del 15 gennaio 2013

"Le prove consisteranno in quesiti a risposta aperta (4 o 3 come precisato nell’Avviso che accompagna il calendario delle prove) e verteranno sui programmi disciplinari allegati al bando e sui contenuti trasversali indicati nelle Avvertenze generali (All. 3 al Bando), al fine di accertare il possesso dei requisiti culturali e professionali del candidato."

Alla luce di questi chiarimenti i candidati si aspettavano di trovare nei quesiti proposti, riferimenti espliciti al programma delle Avvertenze Generali, che invece è stato ritenuto "implicito", ed eventualmente ricompreso nella richiesta di strutturare "una lezione" sugli argomenti proposti o da inserire nei quesiti proposti, all’interno delle 22 righe concesse per ogni quesito.

Cosa può essere accaduto? Può aver influito la circostanza che a preparare i quesiti siano stati docenti universitari, lontani da alcune logiche, prospettive, cambiamenti in corso nella scuola e che fanno parte appunto della competenza professionale richiesta ai docenti di oggi? L’impostazione prettamente contenutistica delle prove ci porterebbe a pensarlo.

Ancora una volta (quante volte si è detto a proposito delle Ssis, e anche oggi per il TFA!), Università lontana dalla scuola? E, per spingergi oltre, si potrebbe ipotizzare anche un mancato rispetto del bando?

E ancora, analizzando le singole tracce proposte sono emerse almeno tre "singolarità" (il commento deriva dal confronto emerso nel nostro forum)

Prova A034: in tutti e 3 i quesiti si richiedeva al candidato di inserire la trattazione in una programmazione disciplinare curricolare per un istituto tecnico o professionale individuando le competenze minime, riferite all’asse culturale appropriato, che l’alunno deve conseguire al termine del modulo o unità didattica, definendo gli argomenti specifici ed eventuali collegamenti interdisciplinari, strumenti, metodologie, anche di recupero e prove di recupero.

Sorvoliamo sulla richiesta delle competenze minime (il concetto potrebbe già di per sè dare adito ad una controversia sull’impostazione didattica), o sulla richiesta di impostare un collegamento interdisciplinare con le altre materie di indirizzo (lavoro che nella pratica quotidiana si svolge all’interno del consiglio di classe, in raccordo con gli altri docenti), risulta evidente che il candidato che non sappia strutturare il modulo (o unità didattica), sia stato penalizzato in tutti e 3 i quesiti, che non hanno dato la possibilità di vagliare ad ampio raggio la professionalità del candidato. Li si potrebbe definire 3 quesiti fotocopia e poco vale che l’argomento da trattare fosse diverso.

Prova di Storia A037: uno dei quesiti chiedeva "Quali questioni affronterebbe in un ciclo didattico sulla grecia classica (V IV secolo)"?

Premessa: storia greca è programma del biennio dei Licei, al quale i docenti di A037 non hanno accesso. Pertanto, pur essendo un argomento inserito nel programma (il docente di Storia deve conoscere tutta la disciplina, non solo gli argomenti con i quali lavora nella pratica quotidiana!), all’aspirante candidato ad una cattedra a tempo indeterminato non capita, per l’impostazione attuale delle classi di concorso, di dover prepare un ciclo di lezioni sulla Grecia classica.

Prova di Ambito 1 classi A025 A028 – Uno dei quesiti presentati " Nella dimora rinascimentale lo studiolo riveste un ruolo significativo sia sul piano artistico, sia sul piano sociale. Il candidato illustri uno o più episodi di committenza legati all’allestimento dello studiolo nel sec. XV" faceva riferimento ad un argomento, "lo studiolo", che oltre a non essere oggetto di trattazione nelle scuole, era un argomento marginale del programma definito per le due classi di concorso.

Si consideri inoltre che l’Ambito permette di insegnare anche Arte e immagine nella scuola secondaria di I grado, in cui più che la Storia dell’arte si insegna la lettura dell’opera d’arte. Ancora una volta, la prova è stata percepita come slegata dalle linee guida (che pure era necessario conoscere) per il relativo ordine di scuola.

Adesso la responsabilità passa alle Commissioni chiamate a giudicare sulla base di criteri definiti a livello nazionale

  • “pertinenza”
  • “correttezza linguistica”
  • “completezza”
  • “originalità”,

ed eventualmente di criteri specifici, differenziati per le diverse aree disciplinari. Ogni commissione inoltre potrà integrare o modificare i criteri proposti in sede nazionale, giustificando le ragioni dei cambiamenti apportati.

Le tracce delle prove già effettuate

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