Concorso a cattedra A19 Filosofia e Storia: disparità di trattamento e prove improponibili. Lettera

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I candidati della classe A19 "Filosofia e Storia" intendono denunciare la disparità di trattamento subita rispetto alle altre classi di concorso, in quanto è stata l'unica classe (insieme alla A18 dello stesso ambito disciplinare) ad aver sostenuto ben due prove scritte (ma con una sola graduatoria), e la strutturazione stessa delle prove d’esame, che illustriamo di seguito.

I candidati della classe A19 "Filosofia e Storia" intendono denunciare la disparità di trattamento subita rispetto alle altre classi di concorso, in quanto è stata l'unica classe (insieme alla A18 dello stesso ambito disciplinare) ad aver sostenuto ben due prove scritte (ma con una sola graduatoria), e la strutturazione stessa delle prove d’esame, che illustriamo di seguito.

1) I candidati dell’Ambito disciplinare 6 (A18 Filosofia e scienze umane, A19 Filosofia e storia) sono le uniche classi di concorso che hanno sostenuto due prove scritte ma concorreranno per una sola graduatoria finale. Il loro concorso è, di fatto, duplicato. Essi hanno sostenuto infatti il doppio dei quesiti: 12 quesiti metodologico-disciplinari; 4 testi con 20 domande in lingua straniera. Resta oscuro il motivo di questa grave e palese disparità di trattamento. È fondamentale, infatti, per comprendere la natura di questa sperequazione, un confronto con altre CDC che strutturano al loro interno più discipline. Esempio: Matematica e fisica (A27). I candidati hanno svolto una prova di matematica il 05/05/16, accorpati alla classe di Matematica (A26); hanno sostenuto poi la prova in fisica il 15/05/16, accorpati alla classe di Fisica (A20). L’elemento discriminante è costituito dal fatto che i candidati della CDC A27 concorrono ai posti messi a bando anche nelle altre due CDC. Per questo motivo essi non subiscono alcuna penalizzazione da questa modalità concorsuale. Nel caso dell’Ambito 6 ci troviamo, quindi, di fronte ad un palese disparità di trattamento.

Per una trattazione più approfondita: http://www.orizzontescuola.it/news/concorso-cattedra-candidati-dellambito-6-filosofia-e-storia-sostengono-doppio-delle-prove

2) Dopo la prova di Filosofia, incentrata unicamente su autori contemporanei (le uniche due domande che non vertevano direttamente su autori contemporanei richiedevano comunque di leggere la filosofia antica o moderna attraverso l’interpretazione di filosofi contemporanei), la prova di Storia, in particolare, è risultata inattuabile in termini di tempistica, improponibile nell'effettiva pratica didattica, assolutamente distante dalla realtà didattica, e strutturata in maniera sostanzialmente differente rispetto alle prove delle altre classi di concorso. Illustriamo di seguito i nodi di criticità di suddetta prova:

A) In ognuna delle domande proposte è stato richiesto di sviluppare un intero ciclo di lezioni che coprisse l’arco temporale del programma scolastico del triennio, nella maggior parte dei casi, altrimenti almeno del biennio. Tale richiesta risulta innanzitutto inattuabile in termini di tempistica, visto che corrisponde, in termini pratici, allo stilare una programmazione didattica di tipo tematico analoga a quella richiesta ai docenti all’inizio dell’anno scolastico, che consiste in una pratica che non può essere neanche lontanamente esplicata nei 15 minuti di tempo a disposizione per ciascuna risposta.

Inoltre tale richiesta risulta improponibile nell'effettiva pratica didattica: un percorso di lezioni che copre l’intero programma triennale o biennale non è evidentemente somministrabile a nessuna classe del triennio, in quanto il programma della disciplina prevede che si affronti per ogni anno scolastico una determinata epoca storica (l’età medievale nella classe terza, l’età moderna nella quarta e quella contemporanea nella quinta).

Come se la richiesta di stilare una intera programmazione in 15 minuti non fosse sufficiente, nelle medesime domande, oltre alla definizione del problema e alla strutturazione del percorso didattico, si richiedevano inoltre: riferimento alla costituzione, interdisciplinarità, bibliografia specifica sia storiografica sia riferita alle fonti, multimedialità, programmazione di visite culturali (in ogni domanda anche tre di questi elementi insieme, in ogni caso mai meno di due).

Questo taglio, con cui tutte le domande sono state formulate, costituisce una prova d’esame che sostanzia una forte disparità rispetto alle tipologie di prova strutturate per le altre classi di concorso, sia per la richiesta sterminata di progettare un intero ciclo di lezioni che copre un arco temporale sconfinato, mentre per le altre classi di concorso si chiedeva di strutturare una singola unità didattica, di apprendimento o una lezione, determinata e cronologicamente circoscritta; sia per la quantità di elementi richiesti (ciclo di lezioni, costituzione, interdisciplinarità, storiografia, multimedialità, gita) in luogo della singolarità della richiesta formulata per le altri classi di concorso (unità didattica/di apprendimento/lezione oppure obiettivi oppure metodi ecc.).

B) In diverse domande è stata richiesta la citazione di testi di storiografia, per di più su argomenti specifici, assente nel programma d'esame, il quale prevedeva unicamente la preparazione del programma di storia costituito da una lista di epoche ed eventi storici senza alcun riferimento alla storiografia (l'unico riferimento presente nel bando, oltre alla periodizzazione e ai fatti storici, è agli approcci storiografici, di gran lunga differente dalla richiesta di dover citare a memoria testi storiografici non indicati, in particolare su argomenti specifici).

C) In una domanda è stato proposto un termine come “warfare” non in uso nei manuali scolastici e nemmeno previsto nei programmi. Si tratta di un termine assai tecnico che si presta ad essere tradotto e contestualizzato nella domanda in maniera differente. Come mai non si è utilizzata la definizione italiana, visto che si trattava della domanda a risposta aperta con un valore di ben 5.50 tale da determinare l'esito della prova? A questo si aggiunge che il significato tecnico del termine in inglese ha portato fuori traccia i candidati che non dovevano necessariamente, come previsto dal bando, conoscere ad un livello specialistico la lingua inglese, ma una a scelta tra quelle proposte ovvero francese, spagnolo, tedesco. Questo ha provocato un chiaro svantaggio a tutti i candidati.

Indichiamo di seguito le domande proposte alla prova di Storia, ricostruite dai candidati (per ogni domanda il tempo a disposizione era di 15 minuti):

1. Il warfare dal Medioevo alla prima età moderna. Indicare anche indicazioni bibliografiche.

2. Il fenomeno della migrazione dal XII al XXI secolo. Didattica interdisciplinare, multimedialità e riferimento a studi culturali e alla costituzione.

3. I percorsi e i lasciti dell'Islam dal VII al XX secolo. Indicare anche una fonte e un testo di storiografia.

4. Nation building nel XVIII e XIX secolo con fonti storiografiche, interdisciplinarietà, e un gita scolastica con i luoghi del nation building.

5. L'emancipazione degli afroamericani fino a Barak Obama. Indicare testi e materiali audio-visivi e gli articoli della costituzione per un laboratorio di cittadinanza sul rapporto con gli altri.

6. I criteri, gli strumenti e le metodologie per orientare lo studente in uscita.


Gruppo facebook “Filosofia e Storia Classe A19 – Concorso 2016”

https://www.facebook.com/groups/568062950042322/

P.S.

A tutto ciò si aggiungono l’atipicità di fondo di un concorso atto a giudicare ulteriormente docenti già abilitati (dunque già ampiamente valutati e, nel caso di TFA, già selezionati da concorso pubblico), che, per giunta, con l’eventuale accesso anche dei non abilitati vanifica il valore dell’abilitazione conseguita, e le irregolarità dello stesso già ampiamente evidenziate dai docenti e dai diversi sindacati: mancanza di griglie di valutazione, comparse solo dopo lo svolgimento delle prove scritte; mancato/parziale insediamento delle commissioni giudicatrici; prove scritte svoltesi con la sola presenza di personale ATA; livello di lingua richiesto B2, quando sia il percorso di laurea che quello abilitante non prevedono alcun percorso formativo che prepari al raggiungimento di tale livello, richiesto dunque solo “a posteriori”, e fatto valere in maniera retroattiva, ecc.

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