Concorso, Bussetti: se non si vince, si rifà. Anief, proposta già bocciata da TAR e Parlamento

di redazione
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Comunicato ANIEF – Prende corpo il nuovo reclutamento scolastico del titolare del Miur: “o passi il concorso e sei abilitato per il biennio di durata del bando o devi rifare il concorso”, ha dichiarato oggi Bussetti.

Secondo Anief non si può risolvere la questione in questo modo: il Tar ha già detto di no, poi è stata la volta delle Camere. Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato, ricorda che l’Italia perde 35 mila immissioni in ruolo per assenze di personale idoneo nelle graduatorie di merito o abilitato nelle graduatorie ad esaurimento: una persona ragionevole cercherebbe di riempire le stesse e non renderle inservibili. Anche perché in questo modo i ricorsi non potranno che aumentare.

 “Dal prossimo concorso non avremo più gli ‘idonei’: o passi il concorso e sei abilitato per il biennio di durata del bando o devi rifare il concorso. Sarà la fine dei ricorsi”. È questa l’impostazione che il Ministro dell’Istruzione vuole dare al nuovo reclutamento scolastico: lo ha detto oggi al Corriere della Sera. Secondo Bussetti questo metodo, commenta Orizzonte Scuola, “porrà fine anche alla stagione dei ricorsi che hanno travagliato le ultime procedure, dal concorso 2012, a quello 2016 a quello in atto, riservato ai docenti abilitati, per il quale si attende il parere della Corte Costituzionale sulla legittimità della procedura”.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, il Ministro dell’Istruzione liquida la questione con estremo semplicismo. Mentre la realtà è ben più complessa: “In base a quello che ha dichiarato sul nuovo reclutamento – dice il sindacalista – vuol dire che il Ministro non ha letto la sentenza del Tar del Lazio che dichiarò illegittima tale previsione per il concorso 2012. E non sa nemmeno, o forse finge di non sapere, che quando l’allora Ministro Francesco Profumo volle fare la stessa cosa per legge, fu il Parlamento e non il Tribunale a cambiare idea”.

Pacifico ricorda che “in un Paese che perde 35 mila immissioni in ruolo per assenze di personale idoneo nelle graduatorie di merito o abilitato nelle graduatorie ad esaurimento, una persona ragionevole cercherebbe di riempire le stesse e non renderle inservibili. Per non parlare del reclutamento dalle Regioni o del domicilio professionale, di cui una prima avvisaglia è presente anche nel Def 2019, fughe in avanti palesemente incostituzionali. Sono tutti motivi – la fine degli idonei e il reclutamento localistico – che aumenteranno i ricorsi in tribunali, tanto per non lasciare deluso qualcuno a Viale Trastevere. Anief si confronterà con i giudici fino a quando non sarà rispettata la Costituzione e il buon senso”, conclude il presidente nazionale.

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