Concorso ATA, stop appalti pulizia: decreto rinviato a settembre

di Ilenia Culurgioni
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Dal 1° gennaio 2020, 11.507 posti accantonati verranno sbloccati per l’internalizzazione dei servizi di pulizia nelle scuole.

I lavoratori, attualmente dipendenti delle ditte esterne, saranno assunti in qualità di collaboratori scolastici, come stabilito dalla legge di bilancio 2019.

Intanto, giovedì 1° agosto, a Roma, si è svolto l’incontro tra Ministero dell’Istruzione e sindacati, da cui sono emerse diverse problematiche, che fanno rinviare la pubblicazione del decreto, prevista tra fine luglio e i primi di agosto. A confermare lo slittamento del decreto è stato poi l’onorevole Luigi Gallo (M5S), attraverso un video Facebook.

Esito incontro al Miur

Durante il tavolo tra il Capo di Gabinetto, Giuseppe Chinè, e le organizzazioni sindacali confederali, è stata presentata una bozza di schema del decreto interministeriale. Lo schema verrà poi sottoposto al parere del CSPI.

I dubbi maggiori, da quanto emerso durante l’incontro, riguardano il numero di lavoratori coinvolti nell’internalizzazione. In particolare, la Cgil, rappresentata dalla segretaria confederale, Tania Scacchetti, ha evidenziato che il numero delle unità di personale appartenente agli ex lsu e appalti storici potrebbe non corrispondere ai posti previsti nell’organico ATA per la procedura di internalizzazione.

Attualmente mancherebbero i dati precisi sui numeri dei lavoratori coinvolti e sui loro requisiti.

Da una recente stima effettuata dal Ministero del Lavoro la platea interessata sarebbe infatti formata da circa 16 mila lavoratori e lavoratrici, dunque un numero maggiore rispetto a quello dei posti accantonati.

Per le organizzazioni sindacali risulta fondamentale conoscere nel dettaglio i dati, per fare in modo che nessun lavoratore resti escluso o subisca una diminuzione della propria retribuzione.

Affinché il decreto risulti adatto all’intera platea di lavoratori delle cooperative interessati al processo di stabilizzazione, le organizzazioni sindacali chiedono una stretta collaborazione con il Miur, impegnandosi altresì a fornire, tempestivamente, le proprie osservazioni sullo schema del decreto per il concorso stop appalti di pulizia. Si mira a una conclusione veloce ma anche precisa dell’intera fase di confronto per far sì che le stabilizzazioni possano avvenire entro gennaio 2020, come previsto.

Le organizzazioni sindacali hanno inoltre chiesto una serie di incontri tesi a risolvere le diverse problematiche emerse durante l’incontro, coordinati dal Ministero dell’Istruzione e ai quali dovrebbe partecipare anche il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Decreto a settembre

A confermare il ritardo nella pubblicazione del decreto interministeriale è stato l’onorevole Luigi Gallo, il quale è intervenuto dalla festa del Mugello. Il presidente della VII Commissione Cultura alla Camera ha dichiarato: “C’è stato un po’ di ritardo, più volte ho comunicato che il decreto sarebbe uscito ad agosto insieme al bando, ma questa interlocuzione con i sindacati probabilmente produrrà uno slittamento e avremo il bando a settembre. Niente di grave, perché siamo ancora in tempo per le 12 mila assunzioni, che devono arrivare il 1° gennaio 2020”.

Requisiti

I requisiti di accesso al concorso saranno definiti dal decreto al momento della sua pubblicazione. Questi quelli principali e già noti:

servizio per almeno dieci anni (inclusi il 2018 e il 2019) presso scuole statali, per lo svolgimento di servizi di pulizia e ausiliari;
essere assunti in qualità di dipendenti a tempo indeterminato di ditte titolari di contratti per lo svolgimento dei servizi sopra detti

Il titolo di studio per accedere alla procedura concorsuale dovrebbe essere invece la licenza di scuola media, in base a quanto riferito dal sottosegretario al Miur, Salvatore Giuliano, durante un incontro il 20 aprile scorso, a Brindisi, con i lavoratori.

Procedura

Per conoscere l’intera procedura e il termine di presentazione delle domande, bisognerà attendere il bando. Come anticipato dall’onorevole Luigi Gallo, verranno valutati i titoli culturali e di servizio, e infine ci sarà il colloquio, il quale verterà sul CCNL 2016/2018, con particolare riferimento alla figura del collaboratore scolastico (mansioni, diritti, doveri, orario di lavoro).

Al termine del concorso verrà prodotta una graduatoria su base provinciale: avrà la precedenza chi ha il punteggio maggiore. Ciò significa che si può essere assunti in una scuola differente rispetto a quella di attuale servizio.

In una prima fase verranno valutate le domande pervenute e, in base al loro numero, si stabilirà, probabilmente, il tipo di contratto, se full-time o part-time.

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