Concorso Ata lavoratori pulizie, più possibilità di supplenze da terza fascia

di Ilenia Culurgioni
ipsef

item-thumbnail

Concorso Ata lavoratori appalti pulizia scuole è ingiustizia per le graduatorie di terza fascia? Rispondiamo al quesito ripercorrendo l’intera situazione.

Un nostro lettore scrive:

Leggendo il bando in oggetto, risulta tra l’altro che non occorre il diploma e si viene assunti come collaboratori scolastici. Tutto questo non è in contrasto con quanti hanno fatto domanda alla 3° fascia personale ATA, ove ci vuole il diploma. In riferimento a detto personale ATA (nello specifico collaboratore scolastico sia in 3° che nelle altre fasce) non solo verrebbero scavalcati da queste 11000 assunzioni a tempo indeterminato, ma non possono neanche partecipare. Potete spiegare tale situazione, che a me pare una grande ingiustizia, grazie.

Il dubbio posto sopra è quello di tanti aspiranti supplenti Ata che si trovano nelle graduatorie di terza fascia, da quando è stato reso noto che i lavoratori delle ditte appaltatrici di pulizie sarebbero stati stabilizzati.

Il 9 dicembre è stato pubblicato il bando che regola la procedura selettiva per l’internalizzazione dei servizi di pulizia. I lavoratori avranno tempo fino alle ore 14:00 del 31 dicembre per presentare domanda di partecipazione.

Come giustamente fa notare il nostro lettore, tra i requisiti richiesti per partecipare al concorso non vi è il diploma ma la licenza di scuola media. Altrettanto vero è che per accedere al profilo professionale del collaboratore scolastico delle graduatorie di terza fascia è necessario essere in possesso del diploma di maturità (a meno di precedenti inserimenti, quando era ancora valida la terza media come requisito di accesso).

Più precisamente, questi sono i titoli di studio necessari per la III fascia che ricorda l’articolo 2 del DM 640/2017: diploma di qualifica triennale rilasciato da un istituto professionale, diploma di maestro d’arte, diploma di scuola magistrale per l’infanzia, qualsiasi diploma di maturità, attestati e/ o diplomi di qualifica professionale, entrambi di durata triennale, rilasciati o riconosciuti dalle Regioni.

Nello stesso decreto del 2017 (ricordiamo che esso potrebbe variare nel 2021, anno in cui è prevista la pubblicazione del nuovo bando di terza fascia) si legge: hanno titolo, altresì, all’inclusione nella terza fascia delle graduatorie di circolo e di istituto gli aspiranti che abbiano prestato almeno 30 giorni di servizio, anche non continuativi, in posti corrispondenti al profilo professionale richiesto.

Secondo il Miur si tratta di procedure totalmente differenti, ragione per cui ha indetto una procedura riservata con il requisito specifico dei 10 anni di servizio svolto presso le scuole statali in qualità di dipendenti di ditte appaltatrici di pulizia al quale non può partecipare il personale della I, II e III fascia.

Inoltre, i lavoratori, che dal 1° marzo verranno stabilizzati, andranno a occupare i posti accantonati, ovvero quei posti presenti da anni negli organici Ata, ma che nessuno ha mai potuto occupare proprio perché accantonati. Organici ATA, 203.434 posti disponibili per il 2019/22. Tutti i numeri per profilo e Regione

Posti finora inutilizzati e che con l’internalizzazione dei servizi di pulizia vengono sbloccati attualmente per i lavoratori delle coop.

Nel giro di alcuni anni questi posti torneranno liberi anche per le assunzioni del personale Ata in graduatoria. Senza questa fase di stabilizzazione quei circa 11 mila posti sarebbero invece rimasti fermi e, si ricorda, negli anni non hanno impedito i ruoli o le convocazioni per le supplenze.

Non era comunque previsto un aumento dell’organico ATA per un numero maggiore di immissioni in ruolo tradizionali.

Da lungo tempo il personale ATA delle graduatorie viene dimenticato nelle scelte politiche sulla scuola, tanto che a fronte di 19.942 posti vacanti nelle immissioni in ruolo 2019/20 sono stati autorizzati solo 8.408 posti.

Per ciò che riguarda invece le graduatorie di terza fascia, utili per le supplenze, la prospettiva attuale è che esse potrebbero essere utilizzate di più, dal momento che dal 1° marzo ci saranno + 11.263 unità di collaboratori scolastici da sostituire in caso di malattia, maternità o altro.

Per tutte le motivazioni sopra elencate, seppure esistono pareri contrari che la nostra redazione ha riportato, l’internalizzazione degli ex Lsu e appalti storici non scavalca gli altri Ata.

Versione stampabile
Argomenti:
soloformazione