Concorso AD05 Emilia Romagna, improprietà lessicali nelle tracce. I commissari sono all’altezza del compito? Lettera

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Gentile Redazione,
siamo un gruppo di docenti che ha partecipato alle prove scritte del concorso a cattedra 2016 per la regione Emilia Romagna, ambito disciplinare AD05 spagnolo. 

Gentile Redazione,
siamo un gruppo di docenti che ha partecipato alle prove scritte del concorso a cattedra 2016 per la regione Emilia Romagna, ambito disciplinare AD05 spagnolo. 

Segnaliamo, durante lo svolgimento della procedura concorsuale,nell’elaborazione e predisposizione delle tracce estratte per le prove orali, l’uso perpetrato su carta – e, pertanto, documentabile –  da parte della commissione di gravi improprietà lessicali nella lingua oggetto d’esame e valutazione : più volte, nelle tracce, è infatti apparso il termine“utilizo” , quale sostantivo equivalente a “uso/utilizzo”  italiani,  non annoverato tra i lemmi del Diccionario de la Real Academia Española. Improprietà lessicali, queste, decisamente non consone a chi dovrebbe , semmai,  comprenderle, conoscerle e attivarsi per correggerle.

Tale errore, definibile “strafalcione” qualora commesso in fase di interazione orale,  è stato commesso – ripetiamo – reiteratamente in forma scritta ed è uno degli elementi che ci insinua dei seri dubbi sulle competenze linguistiche delle docenti che il MIUR , in questo caso, ha “assunto” in qualità di commissarie esaminatrici e giudicatrici per la regione Emilia Romagna.

Chi valuta non dovrebbe, infatti, commettere errori di tale portata, soprattutto in considerazione del livello di competenza linguistico-comunicativa – livello C1 secondo il Quadro comune europeo di riferimento per le lingue – richiesto ai candidati.

Ne derivano, pertanto, altrettanti dubbi circa modalità ed esiti di correzione dei nostri elaborati: potrebbero, infatti, essere stati considerati scorretti dal punto di vista linguistico laddove, magari, non lo fossero realmente.  O il contrario.

E’ sufficiente, pertanto, essere di ruolo da più di cinque anni, come da requisito richiesto dal Miur, per detenere una competenza tale da ergersi a docenti giudici dei propri colleghi?

Non era, forse, corretto e trasparente procedere a una seria e attenta valutazione dei commissari, prima ancora di iniziare una procedura selettiva di grandissima portata e impatto su vite e futuro lavorativo di noi docenti precari, peraltro già formati e selezionati “su fabbisogno” dai recenti percorsi abilitanti?

Cordialmente,

Francesca Lanzoni

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