Concorso abilitati 2018, la sentenza della Corte Costituzionale. Dottorato non è abilitante

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Pubblichiamo la sentenza della Corte Costituzionale, chiamata ad esprimersi sui concorsi riservati ai docenti con abilitazione e banditi dalla Buona scuola.

Il 7 maggio 2019 la Corte Costituzionale aveva emanato un comunicato dal titolo “Buona Scuola: nessuna violazione nel reclutamento riservato ai docenti abilitati“, adesso è stata pubblicata anche la sentenza.

I due quesiti del Consiglio di Stato

Ciò che era stato messo in discussione è l’esclusività del concorso che, secondo il Consiglio di Stato, violerebbe il concetto di pubblico concorso. Ad essere, al momento presumibilmente, violati sarebbero gli articoli 3, 51 e 97, ultimo comma della Costituzione.

Il Consiglio di Stato aveva, inoltre, sollevato un’ulteriore questione di legittimità costituzionale delle stesse norme, nella parte in cui, anche ammessa la validità della riserva, non ricomprendono tra i titoli abilitativi anche i dottorati di ricerca.

Cosa ha detto la Corte Costituzionale?

Sui due quesiti, la questione dei dottorati è stata ritenuta infondata e l’altra inammissibile.

Da una lettura emerge che la questione della esclusione dei dottori di ricerca dal concorso è stata ritenuta infondata essendoci una diversità totale nel percorso di abilitazione e di dottorato di ricerca. Di conseguenza quanto hanno conseguito il dottorato non posso partecipare ai concorsi della scuola in virtù di questo titolo.

Quanto alla questione del carattere non aperto a tutti della procedura concorsuale, la Corte Costuzionale non ha ritenuto infondata la questione, ma l’ha ritenuta inammissibile per difetto di rilevanza. Ciò significa che il Consiglio di Stato ha errato nel porre il quesito sulle norme rilevanti le legittimità costituzionali.

In questo modo non si è ancora trovata una soluzione al quesito sulla costituzionalità dei concorsi riservati.

La sentenza

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