Concorso abilitati 2018 ha creato tre gruppi di docenti. Lettera

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Valentina Nuti – Gentile redazione,  vorrei sottoporre alla vostra cortese attenzione la vergognosa situazione in cui si trovano i docenti abilitati che stanno partecipando al concorso 2018 della scuola secondaria, le cui graduatorie non sono state ancora pubblicate a causa dei ritardi delle commissioni e della generale apatia di governo, sindacati, uffici scolastici nei nostri confronti.

E’ stata quindi  permessa la creazione di  tre gruppi di candidati:

1) i colleghi che hanno avuto le graduatorie pubblicate entro il 31/08/2018, che hanno già iniziato l’hanno di prova con i posti accontonati , che sono stati esclusi dalla mobilità.
2) quelli che hanno visto le graduatorie pubblicate entro il 31/12/2018, i quali  potranno iniziare nell’a.s. 2019/2020 ma con i posti rimasti liberi dopo la mobilità: come si vede, dopo aver perso un anno, questi docenti subiscono già un’altra disparità di trattamento.
3) quelli che subiscono la condizione  peggiore: quelli che ancora non hanno visto le graduatorie pubblicate: al momento per noi non  è previsto niente, nessuna indicazione su come farci iniziare l’a.s.2019/2020.

E’ legittimo che in uno stato di diritto per lo stesso concorso si creino tre gruppi di candidati con trattamenti differenti?!

Mi sembra evidente che dopo aver già perso un anno per inadempienze a vari livelli della pubblica amministrazione QUEST’ANNO DOVRA’ TOCCARE A NOI! ( Abbiamo già passato anni a studiare per laurea e abilitazione e anni di servizio precario: adesso basta! ) Quindi vorrei lanciare un appello ai colleghi che si trovano nella stessa illogica ed iniqua condizione:scriviamo a tutti: politici, sindacati, amministrazioni, perché adottino misure concrete per farci iniziare quest’anno il nostro legittimo anno di prova alle stesse condizioni dei candidati del punto 1, è nostro diritto!
Ma queste misure concrete  devono essere scritte, votate, approvate e pubblicate nero su bianco PRIMA DELLE ELEZIONI!

Se così non sarà, cari colleghi, un invito (oltre che a eventuali  azioni legali) a non avere la memoria corta, alle prossime imminenti elezioni politiche e quelle future delle RSU.
Con l’augurio che questa lettera venga pubblicata, porgo distinti saluti.
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