Concorso A23 Campania, 11 ammessi all’orale per 22 posti. Anche in questo caso bocciati candidati plurititolati

di redazione
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Continua il nostro bollettino sulle bocciature dei partecipanti del concorso a cattedra 2016, le cui commissioni sembrano essere molto rigorose e non esitano a fermare, quindi a non ammettere alla prova orale, numerosi candidati, arrivando a percentuali inaspettate. 

Continua il nostro bollettino sulle bocciature dei partecipanti del concorso a cattedra 2016, le cui commissioni sembrano essere molto rigorose e non esitano a fermare, quindi a non ammettere alla prova orale, numerosi candidati, arrivando a percentuali inaspettate. 

Addirittura, per alcune classi di concorso, è stato ammesso alla prova orale un solo candidato: Concorso scuola, docenti formati dalle Università bocciati. Liguria A18 27 candidati, solo un ammesso alla prova orale

In Campania, come ci è stato segnalato, per la nuova classe di concorso A23 sono stati banditi 22 posti, per i quali concorreranno soltanto gli 11 candidati che hanno superato lo scritto. Qualora tutti gli ammessi all'orale dovessero superare la prova orale, rimarrebbe scoperto il 50% dei posti.

Come è stato evidenziato anche dalle lettere giunte in redazione, per concorrere per la suddetta classe di concorso è necessario essere in possesso non solo dell'abilitazione, ma anche della certificazione DITALS o di un apposito Master.

Si tratta, quindi, di candidati che hanno superato sia i corsi abilitanti sia gli esami per conseguire le citate certificazioni. Ci risiamo: siamo in presenza, come per le altre classi di concorso, di candidati plurititolati, che non sono riusciti a superare lo "scoglio" dello scritto.

Le percentuali, di cui stiamo venendo a conoscenza, man mano che gli UU.SS.RR. pubblicano i dati, cominciano a essere davvero preoccupanti, poiché le non ammissioni all'orale possono essere determinati da tre possibili fattori: o l'impreparazione dei candidati o l'incapacità dei commissari a valutarli o l'errata strutturazione dei quesiti. Si tratti dell'uno o dell'altro fattore, la situazione è grave perché:
 

  1. se i candidati non sono all'altezza, bisogna ristrutturare dalle fondamenta la formazione universitaria e i percorsi di abilitazione o i docenti che ne sono protagonisti;
  2. se i commissari non sono in grado di valutare quanto richiesto dai quesiti, dobbiamo chiederci che efficacia possa avere la loro azione didattica e agire di conseguenza;
  3. se i quesiti non sono stati ben strutturati, il Miur dovrebbe intervenire non facendo ricadere gli errori sui candidati, che sul concorso hanno tanto investito, e "punire" chi di dovere.

Da sottolineare, infine, che i posti non coperti andranno a supplenza, magari agli stessi docenti bocciati, perpetuando il fenomeno che il Governo si è proposto di debellare, ossia la "supplentite"

Continueremo a monitorare la situazione, sperando di non dover più parlare di percentuali come quelle suddette e che le bocciature siano solo quelle "fisiologiche".

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