Concorso a cattedra, meno di quattro minuti per correggere un compito. Lettera

di redazione
ipsef

Caro amico ti scrivo…. Lettera a un amico inglese per illustrargli come si correggono i testi di un concorso in Italia.

Come accennato per telefono, ti invio le 4 pagine dell’elaborato , la griglia di valutazione e il verbale della commissione. Ove si specifica che la Commissione ha iniziato i lavori alle 8 e li ha terminati alle 17,30 con l’intervallo dalle 14,10 alle 15. Se consideriamo che per preparare il lavoro: prendere le buste, le penne, carta e altro siano passati 15’, e così per la chiusura , il tempo dedicato per la correzione si aggira intorno alle 8 ore che moltiplicate per 60 fa 480 minuti e diviso 109 compiti, risulta che la commissione abbia dedicato 4’ e pochi secondi per la lettura di un compito e abbia poi compilato la griglia e apposto la firma dei tre commissari. Totale forse meno di 4’.

Il compito non presenta nessun segno di correzione, nessuna sottolineatura, niente di niente che lasci pensare ad errori di esposizione, sia tecnici, ovvero di chimica sia di forma italiana sia di incomprensione del testo, sia di errori di presentazione tecnica di lezione agli alunni di una ipotetica classe. Non viene evidenziato nessun rilievo: non viene detto che una tale presentazione a una scolaresca è sbagliata e induce in errore scientifico ( cioè il docente è ignorante, non sa niente di quella disciplina) gli alunni che seguono la lezione.

La griglia presenta quattro criteri. Vediamoli. La differenza nel primo criterio sta tra “ un modo efficace ed esauriente” col punteggio massimo di 4 su 10(4su 4?) e un “ modo accettabile” , punteggio 1 su 10. Qual è il modello ministeriale o universitario, cioè della massima scienza, che possa far sì che un elaborato sia da giudicare 10, 9, 8, 7, ecc.? Le altre valutazioni sono di “ utilizzo di un linguaggio scientifico semplice”, voto 1/10, al posto di “ utilizzo competente della terminologia scientifica” , voto 2su 10. Ma siamo alla scuola media inferiore o di I° grado. Non all’Università. Tanto più semplice è il linguaggio, tanto meglio ti fai capire dagli alunni. La complessità viene avanzando di classe e di età. Nel criterio della completezza si distingue tra
“misure e/o osservazioni in modo adeguato” voto 3 su 10 o misure e osservazioni in modo sommario, voto 1su 10 . Sommario, ma corretto aggiungo io. Dove è il modello di sommarietà e di adeguatezza? Qual è?
E infine l’originalità. Se il candidato prende 1 su 1 (10 su 10?) in questo criterio, prende il massimo dei massimi, cioè il candidato è stato il più originale possibile. Originalità che dipende dalla forte conoscenza della disciplina. Solo quando si ha una padronanza certa ed efficace, si può diventare originali, cioè ci si distingue dagli altri, ma per bravura, non certo per mera casualità. Ma non serve a niente, perché al contempo il candidato ha organizzato il lavoro in modo accettabile, come per dire appena appena nella norma, ha usato il linguaggio scientifico semplice , come per dire ha appena appena una semplice conoscenza, per cui “ le misure ed osservazioni scientifiche sono sommarie”.

Ma ironia della sorte, il candidato “ utilizza i materiali e gli strumenti a disposizione collocandoli in un percorso didattico significativo” . Criterio dell’Originalità e così dice la griglia e così sostengono i commissari. Cioè è bravo. No al contrario. Se non ci fosse da piangere , ci scapperebbe una bella risata fragorosa. Totale : 4 su 10

Questi commissari purtroppo non hanno capito niente né sul piano culturale propria della valutazione di un compito con o senza la griglia, né sul piano socio politico scolastico, né sul piano della supponenza culturale fra laureati abilitati dello sesso livello. E hanno fatto danni incalcolabili sul piano umano psicologico e sul piano pratico economico, ma non agli avvocati. E chi vuol capire , capisce.

Una griglia serve per “ ingrigliare” mi si passi il neologismo, cioè per ingabbiare, intrappolare senza nessuna considerazione generale della capacità culturale di un candidato, della sua presentazione dell’elaborato in tema di conoscenza generale dei problemi della didattica e delle difficoltà dell’apprendimento che attraversano la nuova generazione di allievi. Per farla breve : i punti sono punti e le somme sono somme, totale 4 su 10. Ma che vuol dire 4 su 10 ? Agli alunni si dà 4 quando essi non sanno quasi niente e quindi si bocciano.

Certo, questi candidati docenti sono stati bocciati al concorso, ma siccome questo è un concorso per finta, il Governo , il Ministero, ci passa su e li incarica di nuovo come docenti ancora abilitati. Ha una logica tutto questo o è una pura follia, follia semantica cerebrale , gnoseologica ed epistemologica, della conoscenza della didattica e dell’apprendimento, fasi dell’insegnamento/apprendimento che fortunatamente non seguono le contorte e distorte elucubrazioni ministeriali. E questo è il mio giudizio sulla “griglia ministeriale” buona solo a quello che ho detto all’inizio.

Al Dott. Renzi, che sicuramente non leggerà questa mia speciale critica, si può chiedere, nonostante i suoi gravosi impegni, ma data la sua peculiare dialettica e oratoria alta, forte, bella e convincente, è la verità, per le cose che gli interessano come Capo di Governo, se intende porre rimedio alle nefandezze di questo concorso che non temo di definire balordo, cioè senza coscienza , stravagante, inconsistente e se non intende fare la cosa più corretta e sensata che ci possa essere e cioè quella di aprire le GaE e inserirvi tutti i docenti abilitati, cosicché si possano avere le due possibilità di immissione in ruolo: una dal concorso e una dalle GaE, come era fino a qualche anno fa, quando per i capricci del ministro di turno , le fu imposta l’idea che nei ruoli dello Stato si accede sempre per concorso , cosa che non è vero nemmeno Costituzione (vecchia) alla mano, vigendo anche il principio costituzionale dell’ope legis? A Lei l’ardua sentenza, a noi poveri mortali rimane la speranza.

Giovanni Cappuccio

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