Concorso a cattedra. L’USR mi rifiuta l’accesso agli atti. Lettera

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Sono un docente di matematica e fisica, abilitato tramite primo ciclo di TFA. Sono laureato in matematica all’Università di Pisa, con il massimo dei voti e lode e lo scorso anno ho partecipato al Concorso Scuola 2016.

Ho sostenuto sia le prove di matematica che di fisica. Essendo la mia classe di concorso (la ex A049) atipica, ho avuto il privilegio di fare due scritti (uno per matematica e uno per fisica) e una prova pratica di fisica. Lo scorso luglio 2016, subito dopo la prova pratica, non sentendomi fiducioso circa il salvataggio delle prove scritte, ho fatto, prima ancora di sapere gli esiti, richiesta di accesso agli atti all’U.S.R. della Toscana, con una P.E.C. di cui conservo ancora il numero di protocollo.

Circa un mese dopo, verso i primi d’agosto, vengo a conoscenza di aver superato la prova di fisica, cosa che mi ha colto piuttosto di sorpresa, giacché avevo fatto un pessimo compito e non nutrivo alcuna fiducia di averlo passato. Passati un po’ di giorni vengo a scoprire empiricamente (giacché non ne veniva data comunicazione ufficiale) di non avere invece passato la prova di matematica, e questo mi ha lasciato quantomeno perplesso, giacché il compito di matematica (che avevo fatto una quindicina di giorni dopo quello di fisica), non soltanto era fatto molto meglio di quello di fisica, ma a differenza dell’altro non era superficiale e conteneva invece spunti piuttosto originali. Non nego che ad una commissione molto precisa potesse anche quel compito risultare insufficiente, ma sicuramente, dei due compiti, il peggiore non era quello di matematica, bensì quello di fisica che avevo passato. Non ho mai negato, infatti, che fossi stato io commissario al concorso, non avrei mai accettato come sufficiente la mia prova di fisica, mentre avrei dato (secondo le griglie apparse sul sito dell’U.S.R.) una buona valutazione al compito di matematica. Nel mese di settembre 2016, tuttavia, ero ancora fiducioso di poter prendere visione delle prove e di capire cosa non fosse piaciuto di quell’elaborato. Ingenuità mia.

Passa il tempo, infatti, e le prove non arrivano, sicché, piuttosto indignato dal silenzio dell’U.S.R. pur di fronte a numerose P.E.C. di sollecitazione, sono arrivato a sporgere denuncia all’Autorità Giudiziaria per “omissione di atti d’ufficio”. Tale denuncia si riferisce al mese di settembre 2016 e, secondo il diritto, oramai anche questa avrebbe dovuto avere seguito o, comunque, mi sarebbe stata dovuta una spiegazione del perché le mie prove ancora latitassero. Alla data odierna, invece, non soltanto non ho ancora potuto accedere alla mia prova, ma non ho ancora ottenuto alcuna risposta dall’U.S.R. della Toscana che continua a ignorarmi.

Ritengo che questo comportamento da parte di un ufficio statale non sia soltanto illegittimo sul piano del diritto, ma sia anche intollerabile sul piano morale. Anzi, se sul piano del diritto è quantomeno censurabile, sul piano morale lo trovo di un’oscenità imperdonabile. Credo infatti che non si possa accettare supinamente che un ufficio nasconda le prove scritte ad un candidato e si rifiuti di mostrargli il suo elaborato e le correzioni legittimamente richieste ex lege, ma soprattutto trovo inconcepibile che tale ufficio non si degni neppure di rispondere a richieste legittimamente fatte.

Scrivo dunque al vostro portale perché possiate dar voce alla mia indignazione e palesare alla comunità scolastica questa vergognosa vicenda, nella speranza che qualcuno possa aiutarmi a rivendicare il mio diritto di poter prendere visione della mia prova. Faccio pertanto appello a chiunque ne abbia le capacità, di aiutarmi a ottenere il mio compito di matematica.

Ci tengo a precisare che la mia richiesta non è legata al desiderio di fare ricorso oppure di impugnare la prova, giacché non sono più interessato a prestarmi a una presa in giro come quella di quell’inutile concorso organizzato male, del tutto inutile e dispendioso di tempo ed energie che avrei potuto sfruttare anzi a pro dei miei studenti. Dunque la mia richiesta ha soltanto le finalità etica, di poter ottenere ciò che mi spetta di diritto, e culturale, per capire cosa, della mia prova, è apparsa insufficiente alla commissione che ha valutato il mio compito, posto che questo sia mai stato corretto, giacché non ho mai ricevuto la prova della sua avvenuta correzione!

Ringrazio anticipatamente chiunque voglia aiutarmi.

Cordiali saluti,

Andrea Carpignani

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