Concorso a cattedra, il sistema non consente di allegare i titoli. Il Tar dice sì all’autocertificazione, illegittimo non riconoscere il punteggio

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Non sempre i sistemi a cui si fa affidamento per le procedure concorsuali funzionano perfettamente. Di casistiche ne abbiamo commentate diverse, l’ultima, riguarda una problematica derivante dall’impossibilità ad allegare una documentazione, che se allegata, avrebbe riconosciuto ai partecipanti un punteggio aggiuntivo.

Il fatto
Il Ministero impugna la sentenza con cui il TAR ha parzialmente accolto il ricorso presentato dagli attuali appellati, riconoscendo loro il diritto ad un punteggio ulteriore di 0.50 nel concorso pubblico, per esami e titoli, finalizzato al reclutamento del personale docente per i posti comuni della scuola dell’Infanzia, primaria e secondaria, di primo e secondo grado, indetto con il D.D. n.106 del 23 febbraio 2016. Gli appellati avevano indicato, al momento della presentazione dei titoli, il possesso del Master allegando un’autocertificazione. Ma che, ciò nonostante, il relativo titolo e il punteggio conseguente non erano stati loro attribuiti.

Legittimo fare ricorso all’autocertificazione se il sistema non consente l’allegazione della documentazione
Il Consiglio di Stato con la sentenza del 7/9/22 N. 07807/2022 rileva che il motivo per il quale avevano fatto ricorso all’autocertificazione, allegandola alla domanda ed illustrata al momento della discussione orale, è stato spiegato col fatto che, nonostante il modulo di domanda informatica prevedesse la possibilità di dichiarare tre titoli, il sistema non aveva consentito, materialmente, l’inserimento del master, non avendo reso accessibile alla videoscrittura la terza casella. Diversamente da quanto dedotto dall’appellante – che si dilunga sull’aver dato prova sin dal primo grado, che nella domanda il dato non era presente, fatto invero pacifico ed incontestato – è stato dunque il denunciato cattivo funzionamento del sistema che non ha consentito il rispetto della formalità. Or bene,  conclude il Consiglio di Stato, respingendo l’appello del Ministero, su questa specifica allegazione, nulla è stato replicato dal Ministero nel corso del giudizio di primo grado, e tanto meno nel presente: è questo che induce a ritenere fondata la relativa circostanza. Da ciò conseguono il riconoscimento del diritto dei ricorrenti di primo grado alla valutazione del titolo e la maggiorazione di 0.50 del punteggio da loro conseguito.

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