Concorso a cattedra: il Consiglio di Stato dà ragione all’Anief

di redazione
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Comunicato Anief – La nuova sentenza ottenuta dai legali Anief si aggiunge ai tanti successi che gli Avvocati Marco Di Pietro, Sergio Galleano e Vincenzo De Michele hanno ottenuto in materia, riformando il precedente orientamento sfavorevole del TAR Lazio e chiarendo ancora una volta che il Ministero dell’Istruzione aveva compiuto un vero e proprio illecito escludendo alcuni candidati al termine delle prove scritte per non aver raggiunto la soglia minima pari a 21/30 e non consentendo loro di partecipare alla successiva prova pratica o di laboratorio prevista per alcune classi di concorso prima delle prove orali.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Abbiamo ottenuto conferma che nel concorso bandito nel 2012 il Miur non poteva discostarsi da quanto previsto dalla normativa primaria e, in particolare, dall’art. 400 del D.Lgs. n. 297/94 laddove prevede che le prove scritte e pratiche siano valutate con un punteggio unitario il quale, ove pari o superiore a 28/40, consente ai candidati l’ammissione alla prova orale”. Per l’ennesima volta, dunque, il Collegio si è uniformato alle ragioni sostenute dall’Anief ribadendo che “il bando non può introdurre un ulteriore criterio selettivo il cui mancato rispetto, alterando il richiamato principio della valutazione congiunta, determini l’impossibilità di valutare le prove successive per ciascuna classe di concorso”.

Il nostro sindacato, dunque, denunciando come sempre con fermezza le violazioni poste in essere dal Miur nelle procedure concorsuali, ha ottenuto l’ennesima conferma della validità delle sue tesi consentendo a tutti i candidati che avevano partecipato alle procedure concorsuali, rimanendone illegittimamente esclusi a causa delle determinazioni del Ministero dell’Istruzione, l’accesso al pubblico impiego all’insegna della parità di trattamento e del rispetto della norma

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