Concorso 2020, alcuni docenti non hanno partecipato causa Covid o quarantena: Consiglio di Stato annulla le prove suppletive

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Ribaltando il precedente pronunciamento del Tar, il Consiglio di Stato, Sezione VII, nella sentenza n. 766 del 24 gennaio 2024 ha riaffermato il principio dell’irrilevanza degli impedimenti soggettivi dei concorrenti, pure se causati da caso fortuito o forza maggiore, ai fini della partecipazione al concorso. Prevale, infatti, l’esigenza di celerità e certezza dei tempi di conclusione delle procedure concorsuali in condizioni di parità fra i concorrenti secondo il superiore principio di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione.

L’appello del Ministero

Il Ministero ha interposto appello chiedendo la riforma di una sentenza del 2023 del Tar Lazio, con la quale era stato accolto il ricorso dei numerosi ricorrenti di primo grado, che deducevano di aver presentato la domanda di partecipazione alla procedura ordinaria per titoli ed esami, finalizzata al reclutamento del personale docente per i posti comuni e di sostegno della scuola infanzia e primaria (DD 498 del 21 aprile 2020, modificato dal DD 2215 del 18 novembre 2021) e di non aver, tuttavia, “potuto parteciparvi o perché in quarantena, o perché affetti da Covid-Sars 19”.

Il ricorso collettivo

Col ricorso al Tar era stato chiesto l’annullamento dell’avviso contenente il diario delle prove scritte, nella parte ove non aveva previsto lo svolgimento di prove suppletive verso i candidati impossibilitati a presentarsi poiché sottoposti a isolamento fiduciario o in quarantena, con accertamento del diritto a essere ammessi allo svolgimento di prove suppletive da calendarizzare.

L’accoglimento del Tar

Con ordinanza cautelare il TAR accoglieva l’istanza di sospensione dei provvedimenti impugnati nella parte in cui non prevedevano “prove suppletive nei confronti di tutti i candidati impossibilitati a presentarsi in quanto sottoposti ad isolamento fiduciario ovvero in quarantena, in applicazione delle vigenti misure sanitarie di contrasto e contenimento del virus Covid 19”.

Il ribaltamento del Consiglio di Stato

Contro tale ordinanza, nella parte in cui aveva accolto la domanda cautelare, le Amministrazioni proponevano appello cautelare dinanzi al Consiglio di Stato, che lo respingeva. Poi, il Consiglio di Stato ha modificato il proprio orientamento, accogliendo tutti i successivi appelli cautelari proposti dalle Amministrazioni.

L’irrilevanza degli impedimenti soggettivi dei concorrenti

Con sentenza n. 10914/2022 il Consiglio di Stato ha riaffermato il principio dell’irrilevanza degli impedimenti soggettivi dei concorrenti (anche se causati da caso fortuito o forza maggiore) ai fini della partecipazione alla procedura, non emergendo alcuna disposizione di sistema che imponga deroghe, ai fini della partecipazione dei concorrenti alle prove scritte di esame, onde assicurare l’osservanza delle regole di contemporaneità e contestualità delle relative sessioni, funzionali a garantire il rispetto della par condicio tra i candidati. Al contrario, la sentenza del TAR impugnata aveva ritenuto come l’applicazione dei predetti principi ai concorsi pubblici svolti durante il periodo emergenziale finiva per obliterare l’eccezionalità della situazione pandemica e delle relative misure restrittive messe in atto per fronteggiarla, con nocumento alle aspettative dei candidati che non avessero potuto partecipare alle prove in forza di provvedimenti dell’Autorità intesi a tutelare la salute pubblica e alle esigenze pubbliche di selezione dei migliori candidati per la successiva immissione in ruolo.

L’accoglimento dell’appello

Il Collegio ha evidenziato che la Sezione ha respinto la domanda di sospensione della sentenza appellata e che, ai fini della decisione di merito, sussistono recenti plurimi precedenti della Sezione favorevoli alle tesi dell’Amministrazione. Nel bilanciamento dei contrapposti interessi è stata ritenuta prevalente l’esigenza di celerità e certezza dei tempi di conclusione delle procedure concorsuali in condizioni di parità fra i concorrenti secondo il superiore principio di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione ex art. 97 Cost., tenuto conto che non risultano espresse previsioni di legge che abbiano consentito il differimento delle prove.

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