Concorso 2018 per abilitati: la tabella dei titoli rischia di innescare la solita guerra tra poveri. Lettera

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Monica Cavellini – Ancora non è uscito il bando per il nuovo concorso per titoli, ma già, sulla base delle prime indiscrezioni, cominciano rivendicazioni e lotte interne tra categorie di insegnanti.

Giuste le rivendicazioni degli abilitati TFA i quali apprezzano i 19 punti in più rispetto agli altri per il titolo conseguito a seguito di dura selezione, giuste anche le identiche rivendicazioni degli idonei ai precedenti concorsi che gradiscono chiaramente i 15 punti che il nuovo concorso gli riserva e cosa dire chiaramente dei 15 punti assegnati a chi possiede un dottorato di ricerca, legittime aspirazioni.

Peccato che tutti contestino i punti attribuiti al servizio considerato solo per un massimo di 30 punti. Perchè noi insegnanti precari storici regolarmente abilitati, con molti anni di servizio alle spalle, nel mio caso 13, vediamo riconosciuto solo parzialmente il servizio svolto?

Molti hanno ricoperto cattedre vacanti per più di 3 anni, ma il riconoscimento della Corte europea per noi non è arrivato. Ritengo inoltre doveroso fare una piccola distinzione tra chi ha insegnato su cattedra intera e chi su semplice spezzone orario, magari di 2 ore, acquisendo gli stessi diritti con molti meno oneri.

Sarebbe opportuno che chi decide per le sorti di tante persone pensasse seriamente a quelle che possono essere le implicazioni nell’agevolare questa o quella categoria solo in funzione di chi riesce a far sentire con più forza le proprie ragioni.

Una precaria “storica”

Concorso 2018 abilitati al via. Bozza decreto e tabella titoli: max 30 punti servizio, 15 dottorato, sostegno non valido per classe di concorso. Anticipazioni

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