Concorso 2016 è stato selettivo ma vincitori e idonei dimenticati. Lettera

di redazione
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Martina Giacalone – Approfitto delle vostre pagine per porre l’attenzione dei lettori su una questione di cui si parla sempre troppo poco, la situazione dei vincitori e degli idonei del concorso 2016, nella speranza, vana in realtà, che gli occhi di qualche legislatore illuminato si posino sulle parole che sto scrivendo.

Il cosiddetto DECRETO DIGNITÀ, probabilmente già la prossima settimana diverrà legge. In esso alcuni articoli riguardano direttamente o sono applicabili al mondo della scuola, alla realtà dei precari in particolare.

Un emendamento già approvato istituisce un nuovo CONCORSO straordinario, riservato a coloro che sono in possesso del diploma magistrale conseguito prima del 2002 e ai laureati in Scienze della formazione primaria; ad entrambe le categorie è richiesto il possesso, come requisito di accesso,  di due anni di servizio anche non continuativo.

Un emendamento fatto apposta per risolvere il caso dei diplomati magistrale che, secondo  una sentenza del Consiglio di Stato, andrebbero licenziati, chi è stato assunto in ruolo, o cancellati dalle Graduatorie ad esaurimento. BENE.

Non si può dunque più discutere, e non ne ho intenzione, la mia lettera vuole arrivare ad altro, sulla sentenza, sui requisiti posseduti dai docenti, sul loro diritto di stare in cattedra, cose che hanno aperto un infuocato dibattito nei tempi precedenti all’emendamento.

Dall’altro lato, si offre una CONTROPARTITA, questo mi pare che sia stato il termine esatto usato, ai laureati in Scienze dalla formazione primaria aprendo anche a loro il concorso, per quietare le polemiche per la mancata applicazione della sentenza del Consiglio di Stato.

Un piccolissimo dettaglio: il concorso NON sarà SELETTIVO. Del resto l’esperienza si acquista sul campo…

Anche il nuovissimo CONCORSO 2018 ancora in fase di espletamento è stato NON SELETTIVO.

Si andranno dunque a costituire due nuove graduatorie da cui si attingerà il personale docente per le immissioni in ruolo dei prossimi anni. Immissioni che consisteranno nel 50% dei posti disponibili ogni anno (l’altro 50%, va ai docenti iscritti nelle GAE). Ma da quali graduatorie si sceglieranno i docenti: da quelle del concorso 2016, da quelle del concorso NON SELETTIVO del 2018, da quelle del  concorso straordinario NON SELETTIVO che presto verrà bandito? 50% dei posti… tre diverse graduatorie… con quali priorità si sceglierà? Tutto da decidere, creando nuove lotte di ricorsi e controricorsi. Deciderà la magistratura.

Ancora…

Un altro emendamento del DECRETO DIGNITÀ cassa la norma della Buona Scuola per cui dopo 36 mesi di servizio era negata ai docenti precari la possibilità di ottenere altri contratti a tempo determinato, alias supplenze. BENE, anzi BENISSIMO. Finalmente viene applicata la sentenza della Corte Europea che condannava l’Italia.

Le sentenze, si sa, non vanno discusse, vanno applicate. Alcune.

Intanto, su altri fronti, si cercano nuove soluzioni per il precariato.

Si ritarda di 120 giorni l’applicazione della sentenza del Consiglio di Stato che “licenzierebbe” i docenti precedentemente inseriti nelle GAE, ed alcuni entrati in ruolo, con riserva. Si deve garantire la continuità, del resto non ci sono altri insegnanti precari in attesa di coprire in ruolo quelle cattedre. Ed aspettare il CONCORSO straordinario riservato, NON SELETTIVO.

Si cerca di approntare un mega piano di rientro per i docenti assunti dalla Buona Scuola e deportati fuori dalle regioni di appartenenza. Docenti che comunque sono di ruolo, che hanno accettato volontariamente di trasferirsi, mentre altri colleghi, forse meno scaltri, non hanno inoltrato la domanda che prevedeva l’inserimento delle 100 province, o che hanno rifiutato altrettanto volontariamente di trasferirsi. I primi stanno ancora aspettando in GAE, pur avendo alcuni di essi vinto il CONCORSO 2012, SELETTIVO questo, di entrare in ruolo nella provincia o regione in cui sono iscritti. I secondi sono stati depennati da tutte le graduatorie  di merito in cui erano inseriti, si sono dovuti rimboccare  le maniche e partecipare al CONCORSO 2016, SELETTIVO anche questo, vincendo alcuni, altri investendo tempo e denaro inutilmente.

Ma, lo si è detto, forse sia i primi che i secondi, visto come si stanno mettendo le cose, sono semplicemente stati più ingenui, meno scaltri.

Altri due CONCORSI precedentemente previsti insieme al CONCORSO 2018, NON SELETTIVO, sono stati parcheggiati nell’attesa non si sa bene di cosa: censimento dei precari? Censimento dei reali posti disponibili?

Si progettano altri CONCORSI, con cadenza biennale, si dice. Magari questi saranno SELETTIVI, perché i nuovi vertici del nostro Stato hanno detto che valorizzeranno il MERITO, l’unica cosa che potrà ridare dignità alla scuola tanto maltrattata dalle precedenti riforme che volevano farla Buona. Premiare il MERITO. Bene!!! Già sono sulla strada giusta con i nuovi concorsi, o no?

E per la gran massa di precari dell’infanzia e della primaria, cosa ci si inventa? Un TFA speciale, straordinario, pare sia tutto straordinario nelle prime attività del nuovo Ministero,  per far conseguire a tale pletora di docenti la specializzazione su sostegno e dunque immettere in ruolo gli specializzati in tal modo. Scappatoia od opportunità? Semplicemente il precario giusto nel posto giusto. Solo che, secondo me, fare l’insegnante di sostegno, non richiede solo la competenza e la professionalità che si possono acquisire con un tirocinio. Servono una coscienza, una dedizione frutto solo di una libera scelta: non si diventa insegnanti di sostegno solo perché ci sono i posti o ce li offrono!

Ma se non si mangia questa minestra forse si resterà precari a vita. Allora… Poi si può sempre mettersi di traverso e chiedere un piano straordinario per ritornare sul posto per cui si avevano e si hanno i requisiti prima di fare il TFA. Praticamente: intanto si prende il ruolo, pur se non si è portati per fare l’insegnante sostegno, penalizzando i propri alunni, poi si chiede di cambiare tutto. Suona come: intanto passo di ruolo fuori dalla mia provincia, poi chiedo un piano straordinario di rientro.

Oppure: intanto mi prendo il ruolo, poi mi rivolgo alla magistratura. Tanto le sentenze si rispettano. Alcune.

Con la creazione di altre graduatorie provenienti dai due nuovi CONCORSI, quello del 2018 e quello straordinario riservato, entrambi NON SELETTIVI, il famoso 50% dei posti disponibili ogni anno per le immissioni in ruolo , da quale delle tre graduatorie sarà attinto?  I vincitori e gli idonei del CONCORSO 2016, SELETTIVO, vedranno diminuire le loro possibilità di entrare in ruolo, dato che si assottiglieranno i posti disponibili per loro. Posti già, in alcuni casi, volatilizzati non si sa bene come e perché. Ma questa è un’altra storia.
E poi ci sono i posti assegnati ai docenti che rientreranno nelle regioni e nelle province di appartenenza qualora venga posto in essere il mega piano di rientro per i deportati, VOLONTARI, della Buona Scuola, piano desiderato e paventato da molti. Posti che dovevano e dovrebbero andare ai vincitori del CONCORSO 2016, SELETTIVO.
Ma se ai vincitori ed agli idonei del CONCORSO 2016, SELETTIVO, non sono stati assegnati nemmeno i posti previsti per loro!

Già, è proprio così. In alcuni casi, specialmente nelle regioni del Sud, le graduatorie ci metteranno decenni a scorrere, figuriamoci poi se i pochi posti a disposizione verranno ulteriormente decurtati in favore dei vincitori, ammesso che si possano chiamare vincitori i partecipanti ad un concorso non selettivo, dei CONCORSI 2018 e STRAORDINARIO, rigorosamente NON SELETTIVI.

C’è poi il caso tutto particolare, tutto italiano verrebbe da dire, dei posti messi a concorso nel CONCORSO 2016 SELETTIVO. In alcuni casi essi sono risultati essere in numero maggiore dei docenti che hanno superato le prove selettive. Tutti assunti, si penserà. Non è proprio così.

Per esempio, in Sicilia i posti messi a concorso per i docenti della scuola primaria erano ben 1096. Ebbene solo in 703 hanno superato tutte le prove. C’erano i posti per tutti e altri ne rimanevano da assegnare, magari ai colleghi delle GAE. Tutti assunti, hanno pensato i poveri illusi, me compresa. Ma l’unica sorpresa che abbiamo ricevuto è stato sapere che, come per magia, quei posti, ben 1096, non erano più disponibili. Assegnati, pare, al rientro dei colleghi deportati VOLONTARI, ma le malelingue dicono persino che tali posti non sono mai esistiti, un semplice specchietto per le allodole. Ma se proprio di animali si deve parlare, sono rimaste solo le mosche strette nelle mani dei vincitori del CONCORSO 2016, SELETTIVO.

Che fare, dunque in tutta questa situazione che proprio non privilegia, pare, i vincitori del CONCORSO 2016, SELETTIVO? E che fare dei vincitori del CONCORSO 2016, SELETTIVO?
ASSUMERLI,  semplice. Come?

Certamente la decisione dovrebbe spettare al legislatore, quello che applica le sentenze. Alcune. Quello che fa rientrare i docenti deportati VOLONTARI. Quello che bandisce CONCORSI NON SELETTIVI a destra e a manca. Quello che programma CONCORSI a cadenza biennale. Quello che mette a concorso un certo numero di posti disponibili e poi fa il gioco di prestigio e li fa sparire. Quello che, insomma, premia il MERITO.

Certamente quello che non si dovrebbe fare per i vincitori e gli idonei del CONCORSO 2016, SELETTIVO è un piano di assunzioni su scala nazionale. Del resto il CONCORSO 2016, SELETTIVO è stato su base regionale, ragion per cui, magari successivamente, qualcuno potrebbe dire che tale tipo di assunzione non è valido ed allora spingere i docenti a ricorre alla magistratura. E poi le sentenze scaturite dovrebbero essere applicate. Dovrebbero.

E poi assumere  i vincitori e gli idonei del CONCORSO 2016, SELETTIVO a livello nazionale creerebbe una nuova classe di deportati, con annessi e connessi che poi potrebbero chiedere un nuovo piano forzato di rientro che il legislatore non potrebbe negare, visti i precedenti.

E allora? Come assumere e far rimanere nelle proprie regioni i vincitori e gli idonei del CONCORSO 2016, SELETTIVO? Il problema si pone quasi esclusivamente per le regioni del Sud.

Rendere obbligatorio il tempo piene sarebbe un’ottima strada, ma se ne è parlato talmente tanto che ormai non ci crede più nessuno. Servono coperture finanziarie. Si dirottassero i finanziamenti alle scuole private.

Anche istituire delle cattedre di potenziamento non sarebbe male. Forse che la Buona Scuola non ha assunto moltissimi docenti per affidare loro cattedre di potenziamento?  Quel che vale prima…

C’è anche tanto bisogno di insegnanti da assegnare specificamente  all’integrazione degli alunni stranieri, insegnanti di italiano o di lingue straniere.

Molti altri potrebbero essere assegnati al contrasto della dispersione scolastica che nelle regioni del Sud ha ancora cifre che fanno riflettere, ma non il legislatore. Si parla così tanto di tenere le scuole aperte anche l’estate…

Un’altra bella soluzione sarebbe quella di non fare più concorsi fino a quando non si smaltirà,  attraverso le assunzioni, tutto il precariato esistente. Miraggio? Basta solo la volontà.

E i nuovi laureati?, si dirà. Quando sarà il loro turno per svecchiare la scuola? Loro sono più preparati!

Ma… l’esperienza, non si acquistava sul campo? E poi, noi precari storici eravamo pure giovani quando abbiamo iniziato, la colpa mica è nostra se siamo invecchiati nelle graduatorie e facendo concorsi! Ed inoltre per loro c’è pure la magnifica trovata della messa a disposizione.

Si potrebbe anche dare priorità, nelle assunzioni, a chi ha partecipato a concorsi cronologicamente anteriori: prima 2016, poi 2018. Ed ancora, la priorità potrebbe andare a chi ha vinto un CONCORSO SELETTIVO. Si parla così tanto di merito…

Tutto ciò potrebbe avvenire si spera in tempi piuttosto brevi.  Altrimenti, essendo le graduatorie  a scadenza  tutti i vincitori e gli idonei saremmo messi di nuovo in gioco dopo quattro anni dalla pubblicazione delle graduatorie e due sono già passati in alcuni casi,  il che significa partecipare ad un nuovo concorso, l’ennesimo.  Ciò sarebbe ed è certamente lesivo della nostra DIGNITÀ.

In tal caso caso cosa resterebbe da fare a noi poveri figli di un Dio minore?

Potremmo, per esempio,  rivolgerci alla magistratura e chiedere di essere assunti come previsto dal concorso SELETTIVO, che abbiamo superato. E magari potremmo anche chiedere i danni morali per essere stati trattati da figli di un Dio minore. Potremmo anche chiedere che si assuma le proprie responsabilità il legislatore che ha fatto il gioco di prestigio con i posti messi a concorso e poi spariti. Aspetteremmo una sentenza. Tanto le sentenze si rispettano.

Forse qualche sindacato dal ricorso facile potrebbe decidere di assisterci in questa sorta di class action, come è successo per altri casi.

Ed ancora, si potrebbe far sentire la propria voce in TV o sui giornali, sensibilizzando l’opinione pubblica. Tanto, oggi, i processi si fanno pure in TV.

Personalmente, spero di essere assunta in ruolo per i miei MERITI, già dall’anno scolastico 2018/2019, senza dover aspettare più e senza dover partecipare ad un altro concorso.

Ma nel caso in cui  quest’ultima eventualità si trasformi in realtà,  io, il mio prossimo concorso, lo farò nel Paese dei balocchi. Certo anche lì i posti a disposizione sono pochissimi perchè c’è scuola solo per due giorni alla settimana. Ma nel Paese dei balocchi il merito viene certamente valorizzato, perché chi non è meritevole, diventa un asino.

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