Concorso 2016: diritto a partecipare anche senza aver concluso il TFA

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Con sentenza n. 7910 del 18/06/2019, su ricorso patrocinato dall’Avv. Maria Rosaria Altieri, il TAR Lazio ha riconosciuto il diritto di coloro che entro il termine ultimo di presentazione della domanda di partecipazione al concorso ordinario del 2016 non avevano ancora concluso il TFA.

In sostanza, il Giudice amministrativo, nel richiamare la giurisprudenza formatasi sul punto ha riconosciuto che gli Atenei – ai quali è stata demandata la gestione di tali percorsi formativi – hanno attivato i percorsi di Tirocinio Formativo Attivo con una tempistica non univoca: diverse sono state, infatti, le date di pubblicazione dei bandi e diverse sono state, conseguentemente, le date di svolgimento delle prove previste per l’accesso agli stessi; dell’inizio delle attività didattiche, nonché degli esami finali previsti per il conseguimento della specializzazione.
Ne consegue che i ricorrenti incolpevolmente, si sono trovati a frequentare i corsi abilitanti non ancora conclusi, senza aver potuto conseguire il titolo nel termine assegnato dal bando del concorso.
Se, infatti, in ossequio al principio della par condicio tra i concorrenti i titoli di partecipazione al concorso devono essere necessariamente posseduti al momento della presentazione della domanda, proprio il rispetto di tale principio impone che i candidati non possano essere pregiudicati rispetto ai loro colleghi che, avendo partecipato al medesimo percorso abilitativo speciale, hanno potuto conseguire il titolo abilitativo in tempo utile.
Sul punto il TAR Lazio, con la sentenza in commento, ha richiamato la sentenza n. 3705/18 del Consiglio di Stato che ha definitivamente annullato l’art. 3 del bando nella parte in cui prevedeva il possesso del requisito dell’abilitazione alla data della presentazione della domanda, con riferimento a chi non aveva ancora concluso percorsi di abilitazione universitari.
Nello specifico poi il Giudice Amministrativo ha riconosciuto che “ Tale clausola del bando, dunque, in quanto ormai definitivamente annullata nei confronti di tutti i concorrenti che avevano provveduto tempestivamente ad impugnarla, è divenuta inopponibile ai ricorrenti. Invero l’annullamento di un atto amministrativo generale, nella parte in cui ha un contenuto inscindibile, produce effetti erga omnes. Si tratta, infatti, di «atto sostanzialmente e strutturalmente unitario, il quale non può sussistere per taluni e non esistere per altri» (Cons. Stato, sez. VI, 1 aprile 2016, n. 1289; Id., 19 dicembre 2016, n. 5380; Id., 27 dicembre 2016, n. 5469)”.
Ottenuta tale sentenza favorevole, i ricorrenti, che medio tempore, avevano ottenuto l’accantonamento del posto avranno diritto all’immissione in ruolo e potranno presentare domanda di assegnazione provvisoria.

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