Concorso 2016. Bocciature prove scritte, FLC CGIL: Scarsa preparazione candidati? Incongruenza quesiti? Assenza posti? Intervenga il Parlamento

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I sindacati, impegnati nelle diverse operazioni che hanno coinvolto e che stanno tuttora coinvolgendo i docenti di ruolo, non erano ancora intervenuti sulle tante problematiche del concorso in atto. Lo fa, in data odierna, la FLC CGIL. 

I sindacati, impegnati nelle diverse operazioni che hanno coinvolto e che stanno tuttora coinvolgendo i docenti di ruolo, non erano ancora intervenuti sulle tante problematiche del concorso in atto. Lo fa, in data odierna, la FLC CGIL. 

Dure le critiche mosse dal sindacato guidato da Domenico Pantaleo, che alle critiche aggiunge anche una serie di interrogativi, cui dovrebbe rispondere il ministro Giannini.

La FLC CGIL ricorda, innanzitutto, l'atteggiamento di chiusura del Miur in sede di predisposizione dei bandi di concorso, evidenziando che il confronto con le parti sociali avrebbe potuto contribuire ad affrontare in modo sicuramente migliore il tema della stabilizzazione, che si sarebbe dovuto legare a quello degli organici per dar vita a un piano pluriennale di immissioni in ruolo.

Il sindacato passa, poi, ad affrontare e criticare la situazione in cui stanno operando le commissioni, costrette ad enormi carichi di lavoro percependo un compenso bassissimo, il cui aumento deve essere ancora oggetto dell'apposito decreto attuativo.

Le commissioni, prosegue la CGIL, sono soggette a continue modifiche per le rinunce, tanto che il Ministero ha previsto la possibilità di reclutare membri privi del requisito dei 5 anni di ruolo, per cui i candidati vengono valutati da docenti con meno esperienze degli stessi con tutto ciò che ne può' consegue.

E arriviamo alla principale problematica, ormai al centro di ogni discussione sul concorso, ossia l'elevatissimo numero di docenti fermati allo scritto, relativamente alla quale il sindacato pone tutta una serie di interrogativi, cui dovrebbe rispondere il ministro Giannini:

  • È possibile che non superi gli scritti un alto numero di docenti laureati con titoli universitari aggiuntivi, che hanno frequentato le scuole di abilitazione spesso nelle università in cui si sono laureati, che si sono specializzati nel sostegno, con anni di servizio sulle spalle?
  • È possibile che la fretta di voler licenziare il bando, abbia prodotto una confusione tale da impedire alle commissioni di poter lavorare con la dovuta competenza?
  • È possibile che le prove non siano state congruenti con i titoli di studio?
  • È possibile che il piano nazionale delle assunzioni previsto dalla legge 107/15 abbia creato una implosione tale negli organici da bloccare almeno una parte delle circa 63 mila assunzioni previste dal bando?

In una o più di queste domande, o meglio risposte alle medesime, dovrebbe trovarsi la motivazione delle tante bocciature, che non possono certo attribuirsi alla scarsa preparazione dei candidati, considerate le percentuali altissime dei non ammessi alle prove orali.

Certo se la causa fosse l'implosione degli organici dovuta al piano straordinario di immissioni, ci troveremmo di fronte a delle bocciature "programmate", cosa a cui non vogliamo nemmeno pensare e che umilierebbe i candidati, che si sono e si stanno sacrificando tantissimo per poter ottenere il tanto desiderato ruolo.

Il sindacato conclude la sua disamina lanciando un appello al Parlamento, affinché tuteli la dignità della scuola pubblica e il futuro lavorativo di chi ha scelto di abilitarsi per insegnare nella scuola pubblica pensando di essere tutelato da regole rigorose, di chi insegna da anni con i titoli richiesti accompagnati dalla competenza e dal sacrificio.

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