Concorso 2016. Aggregazione territoriale: disagi evitabilissimi

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Oggi, com'è noto, si svolgerà tra le altre la prova per la classe di concorso B012, che per i candidati di alcune Regioni è stata oggetto di aggregazione territoriale. Così ad esempio, i candidati della Campania dovranno sostenerla in Sicilia. 

Oggi, com'è noto, si svolgerà tra le altre la prova per la classe di concorso B012, che per i candidati di alcune Regioni è stata oggetto di aggregazione territoriale. Così ad esempio, i candidati della Campania dovranno sostenerla in Sicilia. 

Tale aggregazione, come leggiamo nel bando di concorso, è giustificata con l'esiguità del numero dei posti banditi:

"Ai sensi dell'articolo 400 del Testo Unico, così come modificato dalla Legge, in ragione dell' esiguo numero dei posti conferibili, con il presente bando è disposta l'aggregazione territoriale delle procedure concorsuali ai sensi dell' allegato n. 1…"

Il richiamo all'articolo 400 del Testo unico non si rifà certamente al fatto di aggregare territorialmente le prove a causa dell'esiguità dei posti messi a bando, in quanto nel citato articolo 400 Testo Unico è sì prevista l'aggregazione ma non per l'esiguità dei posti quanto piuttosto per l'esiguità dei candidati: 

[…] Qualora, in ragione dell'esiguo numero dei candidati, si ponga l'esigenza di contenere gli oneri relativi al funzionamento delle commissioni giudicatrici, il Ministero dispone l'aggregazione territoriale dei concorsi, indicando l'ufficio dell'amministrazione scolastica periferica che deve curare l'espletamento dei concorsi così accorpati.

Quanto sancito dal Testo Unico è, senza dubbio, un principio sacro santo, il cui fine è quello di contenere la spesa pubblica (come anche quanto stabilito nel bando 2016), senza però danneggiare e creare disagi ai candidati. Cosa che, invece, sta caratterizzando questa tornata concorsuale.

A testimonianza di quanto affermato, riportiamo le parole di una candidata, costretta a spostarsi in Sicilia ( a Palermo per l'esattezza), la quale ha inviato alla nostra redazione una email per esprimere la sua amarezza:

"Buongiorno, siamo un gruppo di precari in partenza per Palermo per il concorso B12. E' iniziata bene la giornata. L' aereo per Palermo delle 6.45 ancora non e' partito per disagi all' aeroporto di Capodichino. Tra noi ci sta una precaria di 60 anni con 24 anni di precariato. Siamo stanchi e arrabbiati. Una trasferta a nostre spese per fare un concorso a tanti chilometri da casa. Ricordiamo che la prova scritta e' computerizzata. Non potevamo espletarla qui in Campania? Le scuole ci sono e hanno anche meravigliosi laboratori multimediali. Troppi interrogativi senza risposta."

Quanto affermato dalla candidata, relativamente al fatto che le prove scritte, essendo svolte al computer, potevano essere somministrate nella regione di residenza, era stata anche sostenuto dal sindacato Anief e sarebbe stata, sicuramente, una soluzione di buon senso e di facile applicazione.

Purtroppo, il MIUR, in fase di preparazione dei bandi, nei giorni successivi all'emanazione e precedenti le prove scritte, non ha voluto ascoltare nessuno sulle tante criticità che i medesimi presentavano.

Certo è che i disagi arrecati ai candidati non sono stati e non saranno (per le prove successive) pochi, costringendoli a sostenere spese, non certo indifferenti per chi è tuttora precario, e fatica e a stare sotto stress per eventuali ritardi dei mezzi di trasporto.

D'altra parte, sono pochi i nostri governanti che si preoccupano delle "persone", sempre più spesso considerate numeri e niente di più. 

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