“Concorsite dilagante” con 13mila morti per coronavirus! Lettera


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Inviato da Davide Cappelletti – La scuola italiana ha vissuto un lungo periodo di disinteresse da parte della politica. Tagli ai fondi, nessuna manutenzione, stipendi più bassi d’Europa.

Inoltre, negli ultimi venti e più anni non si è neppure provveduto al reclutamento di nuovi insegnanti, portando l’età media del corpo docenti a livelli altissimi.
I giovani e i precari hanno più volte chiesto di poter essere assunti, dato che hanno “tirato la carretta” e fatto sopravvivere la scuola, con numeri che sfiorano i 200.000 supplenti. Ma le loro richieste sono rimaste, anche grazie alla connivenza di alcune sigle, sempre inascoltate.

Ora, nel momento più grave degli ultimi settant’anni in Europa e nel mondo, nel corso della pandemia più importante dal 1920 cosa si vuole fare? Concorsi. Concorsi a tutti i costi. Muoia Sansone ma noi, il Ministero della Pubblica Istruzione, i concorsi li vogliamo organizzare. Venga pure la fine del mondo ma bandiamo i concorsi (tra l’altro molto discriminatori, insultando onesta gente che lavora e paga le tasse come i docenti delle paritarie e con servizio misto, i più odiati da tutti).
Ma perché ORA questa voglia folle di concorso? Perché questa “concorsite” dilagante? Adesso che l’Italia sta contando più di 13.000 morti? E che aumenteranno di giorno in giorno? Adesso che i nostri genitori e nonni sono vulnerabili? Adesso che magari abbiamo perso un parente o un amico caro?
Sembra che il ministro Azzolina consideri tutto questo un film di serie B e pensa che, una volta usciti dalla sala di proiezione, noi tutti come bravi ragazzi si torni a casa sui libri a studiare.

La tempistica di voler fare questo concorso a tutti i costi non è chiara, nè salutare. Bisogna assumere i docenti per soli titoli, per quello che hanno maturato e dimostrato negli anni precedenti (punteggio, 24 cfu), non per un test che verrà fatto o in emergenza, o appena usciti da un’emergenza. Chi può essere concentrato su un test quando gli obitori sono pieni? Quando i funerali ancora non sono stati celebrati? Quando una studentessa ti ha appena scritto che suo padre è risultato positivo al Covid19?

Bisogna assolutamente ripensare al sistema di reclutamento per questo periodo di emergenza.

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