Concorsi scuola: valutazione titoli e servizi, prova computer based, anno di prova e test finale. Revisione dei 24 cfu. Così il Ministero vuole assumere i docenti dal 2022

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757 pagine. Ecco quanto è lungo l’allegato dell’azione 4 dedicata all’istruzione e alla formazione che il governo Draghi ha allegato al piano di Recovery Plan inviato a Bruxelles lo scorso 30 aprile. Sugli allegati (in totale oltre 2700 pagine) era nato un piccolo giallo: non sono stati resi subito disponibili, ma successivamente si è riusciti ad avere una copia di quanto scritto dall’esecutivo.

Orizzonte Scuola ha potuto visionare la parte relativa all’istruzione e in particolare svela, in anteprima, le intenzioni del governo in merito alla riforma del reclutamento della classe insegnante. In realtà nell’allegato inviato a Bruxelles è presente la prima versione del paragrafo 2.1 che poi è stato modificato in extremis. Ad una lettera molto più attenta, l’impianto che andremo ad illustrare ricalca quanto già visto con il concorso straordinario per il ruolo del 2020.

L’allegato è in inglese, ma quanto scritto è abbastanza chiaro: valutazione dei titoli e dei servizi, prova computer based, anno di prova e test finale con la permanenza del docente per 3 anni nel posto per quale è stato immesso.

Spazio anche ad una profonda revisione della struttura dei 24 cfu e un meccanismo che agganci formazione e avanzamento di carriera: gli stipendi dei docenti siano legati anche a questo e non solo all’anzianità.

Concorsi scuola, valutazione dei titoli, obbligo di mascherina FFP2, videoconferenza per prova orale: così si svolgeranno. SLIDES [PDF]

“L’attuale sistema di reclutamento dei nuovi docenti richiede una profonda revisione. Il primo obiettivo è quello di mettere in atto un meccanismo selettivo che consenta di ricoprire i posti attualmente disponibili con incarichi di ruolo”.

Per il governo, dunque, “è necessario ripensare al processo di formazione degli aspiranti insegnanti”.

La riforma che il governo vuole attuale mira a stabilire un nuovo modello di reclutamento. L’obiettivo è quello di realizzare un significativo miglioramento della qualità del sistema educativo del Paese, che non può non passare attraverso un aumento della professionalità del personale scolastico.

In particolare, saranno semplificate le attuali procedure di concorso pubblico. Il governo, nell’allegato presentato alla Commissione europea, spiega come: sulla base della valutazione dei titoli e dei servizi e dell’effettuazione di una prova computer based, sarà stilata una graduatoria che viene utilizzata per coprire tutti i posti vacanti e disponibili.

I candidati idonei, poi, svolgeranno un anno di prova, dopodiché si svolgerà una prova finale. Il superamento di questi ulteriori test determina l’immissione in ruolo del docente.

Il test finale è una prova che non altera la graduatoria (è solo di idoneità), in modo che il docente sia confermato nel posto in cui è stato immesso, poiché deve rimanervi per almeno tre anni.

Questo meccanismo, semplificando così il concorso ordinario, garantisce che si svolga in modo coerente e veloce nel tempo e porre fine al problema cronico del precariato.

La formazione del docente utilizzerà metodologie innovative che consentiranno un processo di selezione basato non solo sul livello di conoscenza ma anche sulle modalità di insegnamento acquisite e sulla capacità di relazionarsi con la comunità educativa.

Poiché i cosiddetti titoli culturali avranno un ruolo importante nella graduatoria dei vincitori, in particolare, per le scuole secondarie, oltre all’adeguata qualifica per la classe in concorso, la modalità di acquisizione di CFU aggiuntivi, le metodologie dovrebbero essere riconsiderate, rivedendo il loro contenuto e le istituzioni accreditate per assegnarle. Questo per garantire la qualità e per superare l’attuale struttura deterrente per cui l’accesso a questa qualifica richiede solo il pagamento di una certa somma di denaro.

Poi si spiega ancora: collegando la valutazione delle competenze e il loro miglioramento anche attraverso percorsi individualizzati ad una carriera e alla progressione economica dei docenti, slegati dall’attuale meccanismo incentrato solo sull’anzianità, si creano incentivi concreti per avere un personale scolastico che non ‘subisca’ la formazione come un fardello ma persegue la formazione come un’utile opportunità per migliorare la propria condizione professionale e con essa il proprio status.

Il processo di riforma dei concorsi inizierà nel 2021 e si prevede che il primo concorso pubblico, che applica il sistema di selezione innovativo venga applicato nel 2022, quando la legge di riforma verrà applicata per la prima volta.

La riforma è coperta da risorse di bilancio ordinarie (non è dunque fatto con i soldi europei).

Ecco quanto è scritto nel Recovery Plan disponibile nel sito del governo.

Recovery Plan, reclutamento docenti: scompare la semplificazione dei concorsi. Ecco cosa è cambiato. TESTO [VIDEO GUIDA E PDF UFFICIALE]

La quarta missione, “Istruzione e Ricerca”, stanzia complessivamente 31,9 miliardi di euro – di cui 30,9 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 1 miliardo dal Fondo.

Il suo obiettivo è rafforzare il sistema educativo, le competenze digitali e tecnico-scientifiche, la ricerca e il trasferimento tecnologico.

Il Piano investe negli asili nido, nelle scuole materne, nei servizi di educazione e cura per l’infanzia. Crea 152.000 posti per i bambini fino a 3 anni e 76.000 per i bambini tra i 3 e i 6 anni.

Il Governo investe nel risanamento strutturale degli edifici scolastici, con l’obiettivo di ristrutturare una superficie complessiva di 2.400.000 metri quadri.

Inoltre, si prevede una riforma dell’orientamento, dei programmi di dottorato e dei corsi di laurea, ad esempio con l’aggiornamento della disciplina dei dottorati e un loro aumento di circa 3.000 unità.

Si sviluppa l’istruzione professionalizzante e si rafforza la filiera della ricerca e del trasferimento tecnologico.

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