Concorsi straordinari: due pesi e due misure. Lettera

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Inviata da Marta Simonelli – Mi chiedo perché ora molte persone (insegnanti, intellettuali, costituzionalisti, politici e ministri..) inveiscano contro forme straordinarie di selezione (vedi concorso straordinario che si terrà a breve), quando due anni fa fu varato (nel mese di agosto e nell’indifferenza assoluta) un concorso straordinario per la scuola primaria e dell’infanzia, che prevedeva una sola prova orale NON SELETTIVA riservata a insegnanti che avevano maturato soli due anni di servizio.

È noto che a quella procedura parteciparono (oltre a precari realmente storici), anche molte persone in possesso di un diploma magistrale (conseguito minimo nel 2002), che in molti casi maturarono i suddetti due anni con servizio svolto tramite GAE (inseriti illegittimamente). È noto anche che nel suddetto concorso fu sufficiente anche solo fare scena muta, e con 0 punti, per essere immessi in ruolo.

A protestare, quasi solo esclusivamente i laureati in Sfp Nuovo Ordinamento (nel 99% dei casi esclusi da questa procedura perché non messi nella condizione temporale di maturare i due anni di servizio), ai quali (abilitati e già selezionati in ingresso) ora si prospetta una durissima selezione (con tre prove) per una manciata di posti rimasti.

Ora le voci più autorevoli si schierano per la meritocrazia, per la necessità di selezionare i docenti della secondaria, ma dov’erano tutti due anni fa? La scuola primaria e dell’ infanzia sono meno importanti da poter accogliere personale non selezionato? Esistono precari di serie A e di serie B? La stessa ministra che oggi si affretta ad allestire concorsi in pandemia, sostenne questo concorso-farsa che diede luogo a graduatorie permanenti di immissione in ruolo. Ciò che mi dà più fastidio sono l’incoerenza e l’ipocrisia.

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