Concorsi, solo 10% degli insegnanti possiede competenze B2 di lingua. Parere di un commissario

di redazione
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Il concorso per infanzia e primaria indetto con bando pubblicato in GU il 9 novembre 2018 garantirà ai docenti partecipanti per la primaria l’idoneità per la lingua inglese qualora si raggiunga il punteggio di 3 su 5 nella prova orale.

Il livello richiesto è il B2

Il livello di conoscenza linguistica è il B2 del Quadro comune di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER), un sistema descrittivo internazionale per valutare le capacità linguistiche. In genere l’attribuzione di un livello avviene accertando le competenze in quattro abilità principali: Listening (ascolto), Rleading (lettura), Writing (scrittura), Speaking (parlato).

Nel concorso invece sarà valutata solo la lettura e produzione orale

Ecco la testimonianza di un docente che ha fatto parte delle commissioni giudicatrici degli ultimi concorsi.

“Prof. Attilio Galimberti – Sono un docente di lingua inglese di scuola secondaria superiore di secondo grado, autore di libri di testo e materiali didattici per l’apprendimento di tale lingua e formatore per docenti anche in ambito universitario, in particolare per gli insegnanti CLIL.

Scrivo in riferimento al vostro articolo ‘Concorso straordinario primaria, prova in inglese dà fino a 5 punti e idoneità per insegnare’, che ho letto con grande interesse. Mi riferisco anche all’articolo linkato ‘Concorso maestre, idoneità anche per insegnare inglese. Polemica’.

Negli ultimi anni ho partecipato a parecchie commissioni di concorsi docenti, in qualità di membro aggregato di lingua inglese per la scuola secondaria di primo e secondo grado. Ho quindi “esaminato” centinaia di candidati per l’insegnamento di discipline quali Italiano e Storia, Educazione Tecnica, Economia Aziendale, Meccanica, Flauto, Matematica e Fisica. Il ruolo dei membri aggregati di lingua è quello di accertare nei candidati la competenza linguistica a livello B2. La prova, solo orale, si svolge in 2-3 minuti al massimo. In un tempo così limitato non è certamente possibile certificare un livello B2 nelle diverse abilità, come indicato nel Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue. E’ parzialmente possibile verificare il livello di comprensione e produzione orale, ma non vi sono prove riguardanti la comprensione e la produzione scritta.

Dalla mia esperienza pluriennale, direi che solo un 10% di tutti i candidati che ho ascoltato in questi concorsi ha dimostrato di avere effettivamente un livello B2 almeno nelle abilità orali. Il restante 90% variava da una competenza linguistica pari al livello di principiante assoluto a un livello A1-A2 o, nelle migliori delle ipotesi, B1. Nonostante la scala di punteggio molto limitata (in alcune classi di concorso la commissione aveva stabilito da 1 a 3 punti, in pochissime da 1 a 5, in altre addirittura paradossalmente da 1 a 2 punti), secondo le indicazioni ministeriali a tutti è stato “riconosciuto” un (fasullo) livello B2.

E’ anche vero che la maggior parte di questi docenti poi assunti a tempo indeterminato probabilmente non userà quasi mai la lingua inglese con le proprie classi, a meno che alcuni di loro si qualifichino nel tempo per diventare docenti CLIL, dopo aver seguito un lungo e impegnativo percorso di formazione linguistica (occorre conseguire una certificazione a livello C1) e metodologica.

Non posso però non essere assolutamente d’accordo con tutte le puntuali osservazioni e critiche mosse dal Coordinamento Nazionale Scienze della Formazione Primaria, riguardanti la prova d’inglese nell’imminente concorso di scuola primaria. Qui non si tratta semplicemente di ‘accertare la conoscenza della lingua a livello B2’, ma si  attribuisce l’idoneità all’insegnamento della lingua inglese a candidati che conseguiranno un punteggio minimo di 3 punti su 5, solo dopo averli sottoposti a una prova orale di per sé limitatissima nel tempo e mancante di due abilità su quattro.

Come docente di scuola secondaria superiore che crede nel valore delle verticalizzazione dell’insegnamento, ho sempre facilmente rilevato quali studenti avessero completato un efficace percorso di apprendimento della lingua inglese, proprio a partire dai 5 anni della scuola primaria. La qualità di tale percorso pregresso è sempre stata positiva fintantoché la legge prevedeva che l’insegnamento della lingua inglese nella scuola primaria venisse affidato a docenti specialisti di lingua inglese. Quando la mannaia di Tremonti e Gelmini (alla faccia delle famigerate tre ‘I’) ha modificato gli specialisti in specializzati, per vari motivi a tutti noti tale qualità è diminuita notevolmente.

Volere ora ‘abilitare’ all’insegnamento della lingua inglese nella scuola primaria chi ha superato con almeno 3 punti una prova molto veloce e parziale di conoscenza della lingua (senza alcuna preparazione che sfoci in una certificazione linguistica e metodologica), mi sembra un’ulteriore conferma di quanto il MIUR non voglia investire nell’insegnamento qualitativo delle lingue nel nostro sistema educativo, soprattutto a fronte di documenti europei che auspicano la formazione di cittadini che abbiano solide competenze linguistiche in altre due lingue oltre alla propria.

Fortunatamente non vorrò (e dovrò) far più parte di commissioni in cui si chiede ai membri aggregati di sottostare a leggi che cozzano contro ogni serio parametro di preparazione professionale per le future generazioni. Decisione personale motivata anche dal fatto che la grandissima maggioranza di Presidenti, commissari e membri aggregati dei vari concorsi docenti attendono anni e anni prima di ricevere dagli Uffici Scolastici Regionali i “lauti” compensi ministeriali (1 euro lordo per candidato esaminato all’orale).”

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