Concorsi scuola, Scrima: se testo è stato modificato, va ripresentato al CSPI

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Concorsi scuola: come affermato dalla nostra redazione, i bandi saranno pubblicati senza il parere del CSPI, che pur avendo ricevuto il testo il 4 febbraio, alla data in cui sono state introdotte le restrizioni alla mobilità nazionale causa Coronavirus non aveva ancora espresso il proprio parere. 

Né lo ha fatto successivamente, neanche in modalità telematica.

Oggi la denuncia da parte delle organizzazioni sindacali di modifiche al testo del concorso straordinario rispetto al testo presentato al CSPI, modifica che – a parere dei sindacati – richiamerebbe un nuovo intervento del CSPI che, in base al DL 22/20 se ricevesse adesso il testo avrebbe sette giorni di tempo per esprimersi.

E, stante le restrizioni ancora in atto per la mobilità, dovrebbe comunque farlo in modalità telematica.

“Se le organizzazioni sindacali hanno riscontrato nel testo del bando del concorso straordinario delle modifiche rispetto a quello che era stato presentato al Consiglio superiore della Pubblica Istruzione, hanno ragione nel sostenere che non poteva essere modificato senza un nuovo del pare del Cspi” ha affermato all’ANSA Francesco Scrima, presidente del Cspi.

“Il primo parere su quel bando, pur avendo l’istruttoria pronta, il Cspi non ha potuto darlo perchè è mancato il numero legale: c’erano già in atto condizioni restrittive alla mobilità nella riunione del 4 marzo e non si è raggiunto il numero legale. Non conosco il testo che è stato consegnato alle organizzazioni sindacali, però dal punto di vista tecnico giuridico, se è stato modificato, bisogna sottoporlo nuovamente al Cspi”, conclude Scrima.

Concorso straordinario secondaria, sindacati: modifiche al testo trasmesso al CSPI. Serve nuovo parere

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