Concorsi scuola, nulla di fatto entro il 2020. Sono ancora un modello per assumere gli insegnanti? Lettera

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Inviato da Giovanni Ferrara – Io sono un insegnante delle scuole superiori in terza fascia al mio 5^ anno di servizio.

Per me la soluzione migliore sarebbe sarebbe attivare un percorso abilitante serio presso le Università che sia stabile e annuale accessibile sia a neolaureati che a personale precario come me. Fare tutta la parte teorica in comune e, per i neolaureati, fargli fare anche un periodo di tirocinio, mentre per chi già insegna senza tirocinio. Alla fine di questo percorso si farebbe una graduatoria alla quale si attinge sia per le assunzioni in ruolo che per le supplenze.

Poi dai prossimi anni, il prima possibile, inserire stabilmente il percorso abilitante all’interno delle specialistiche universitarie, sul modello di Scienze della Formazione Primaria o di scienze infermieristiche.
In pratica il giovane studente che ha la passione per l’insegnamento può continuare negli studi e laurearsi in lettere, matematica, fisica e tutte le altre discipline, conseguendo con la laurea già l’abilitazione.

FATTORE COMUNE E INDISPENSABILE, A MIO MODESTO AVVISO, DOVRà ESSERE L’BILITAZIONE ALL’INSEGNAMENTO COME TUTTE LE ALTRE PROFESSIONI.
Poi, dopo l’assunzione in ruolo, fissare un minimo ogni anno di crediti formativi universitari (CFU) da dover sostenere obbligatoriamente presso le università per una formazione continua.

Vi Ringrazio e per il gran lavoro che svolgete.

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