Concorsi scuola, il nuovo Governo dovrà concludere quello che ha iniziato Lucia Azzolina

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Il nuovo Governo eredita ben tre concorsi docenti già avviati dalla Ministra uscente Lucia Azzolina: il concorso straordinario scuola secondaria, il concorso ordinario infanzia e primaria e il concorso ordinario scuola secondaria. E viste le polemiche che hanno accompagnato il mandato dell’ex ministra pentastellata, gli occhi dei precari e dei nuovi aspiranti insegnanti sono puntati proprio sul nuovo esecutivo, soprattutto verso il nuovo inquilino di Viale Trastevere.

Concorso straordinario

Per quanto riguarda il concorso straordinario scuola secondaria, ricordiamo che la procedura era partita ad ottobre scorso e bloccata a novembre a causa della pandemia. E’ stato sbloccato proprio pochi giorni fa dall’ultimo Dpcm: “È possibile lo svolgimento in presenza delle prove concorsuali selettive, con un numero di candidati non superiore a 30 per ciascuna sessione o sede di prova”, recita il Dpcm del 14 gennaio.

Adesso, non resta che ultimare gli ultimi 4 giorni di prove: queste si svolgeranno fra il 15 e il 19 di febbraio, con una media di 10 candidati per aula, dunque nei limiti previsti dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dello scorso 14 gennaio 2021.

L’obiettivo di Lucia Azzolina era quello di avere tutti i vincitori entro settembre 2021, allo scopo di poterli già avere a disposizione a partire dal prossimo avvio di anno scolastico. Il nuovo Ministro sarà consapevole che si tratterà di una corsa contro il tempo data la pandemia e i tempi tecnici di concludere una procedura concorsuale, nonostante questa sia “semplificata”

Concorsi ordinari: infanzia, primaria e secondaria

Molto attesi anche i concorsi ordinari infanzia, primaria e secondaria: da mesi è tutto bloccato, con una situazione ferma al 31 luglio 2020. L’idea della ministra Azzolina era quella di far partire le procedure subito dopo il concorso straordinario. Strada che appare più che evidente che farà il nuovo Ministro. Ricordiamo che non è possibile cambiare regione o inserire diversa classe di concorso né è tantomeno permesso ai neolaureati della sessione autunnale di presentare la domanda.

Appare inoltre evidente come le immissioni in ruolo per i futuri vincitori non potranno che iniziare non prima del 2022.

La prima operazione degli Uffici Scolastici sarà quello di stabilire, in base al numero delle domande pervenute, per ogni classe di concorso e regione, se sarà necessaria o meno la preselettiva per i due concorsi ordinari.

Ricordiamo infatti che la prova preselettiva si svolgerà infatti qualora a livello regionale e per ciascuna distinta procedura, il numero dei candidati sarà superiore a quattro volte il numero dei posti messi a concorso e, comunque, non inferiore a 250.

Concorso ordinario insegnanti, bandi pubblicati quasi un anno fa. Quando sono previste le prove, come si svolgeranno? E le assunzioni?

Concorso straordinario sostegno

Ancora tutto strutturare, c’è grande attesa anche per il concorso riservato agli specializzati sul sostegno: la legge di Bilancio 2021  infatti prevede un piano pluriennale di immissione in ruolo di 25 mila docenti di sostegno da un lato, e una innovativa procedura concorsuale per reclutare docenti specializzati sul sostegno, dall’altro.

Sarà un decreto del Ministro dell’Istruzione a disciplinare la nuova procedura, che comunque avrà cadenza biennale.

Concorso di religione cattolica

Il nuovo Ministro dovrà anche pensare al concorso di religione cattolica:  Il 14 dicembre 2020 è stata siglata l’intesa fra il Ministero dell’Istruzione e la CEI per far partire il nuovo concorso di religione cattolica,previsto dall’articolo 1-bis della legge 159/19.

Il requisito principale di accesso è il possesso per i candidati della certificazione dell’idoneità diocesana: “è prevista la certificazione dell’idoneità diocesana di cui all’articolo 3, comma 4, della legge 18 luglio 2003, n. 186, rilasciata dal Responsabile dell’Ufficio diocesano competente nei novanta giorni antecedenti alla data di presentazione della domanda di concorso”.

Tuttavia, il testo dell’intesa ricorda che i posti messi a bando nella singola Regione per il “personale docente di religione cattolica, in possesso del riconoscimento di idoneità rilasciato dall’Ordinario diocesano, che abbia svolto almeno tre annualità di servizio, anche non consecutive, nelle scuole del sistema nazionale di istruzione” corrispondano a quanto stabilito dall’articolo 1-bis, comma 2, del decreto-legge n. 126 del 2019“.

La legge specifica infatti che dei posti messi a concorso, una quota non superiore al 50 per cento potrà essere riservata al personale docente di religione cattolica, sempre in possesso del riconoscimento di idoneità diocesana, che abbia svolto almeno tre annualità di servizio, anche non consecutive, nelle scuole del sistema nazionale di istruzione.

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