Concorsi scuola e procedure abilitanti, Anief incontra il Ministero: vera priorità è la dignità dei precari

di redazione

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L’Anief ha incontrato oggi alle 15:00, in videoconferenza, i funzionari del Ministero dell’Istruzione per un’informativa sui bandi di concorso ordinario per la scuola primaria e infanzia e per la secondaria di prossima emanazione e sul bando di concorso e le procedure straordinarie di reclutamento e di abilitazione previste per la sola scuola secondaria.

Per l’Amministrazione era presente la dott.ssa Valentina Alonzo, dirigente dell’ufficio reclutamento del personale docente ed educativo del Ministero dell’istruzione.

La delegazione ANIEF composta dai Segretari Generali Chiara Cozzetto e Marco Giordano, ha ribadito non solo la necessità di sostanziali modifiche ai bandi già predisposti a fine gennaio dal Ministero dell’Istruzione, anche tenendo conto dell’intervenuta emergenza sanitaria, ma ha evidenziato come proprio la situazione di emergenza non permetterà nell’immediato l’effettivo espletamento di alcun tipo di procedure di selezione, oltre all’esigenza di dare risposte certe ai tanti precari che lavorano da anni nella scuola e che hanno diritto alla stabilizzazione sin dal prossimo anno scolastico, senza ulteriori indugi, e a procedure abilitanti efficaci e non selettive.

Per questo, ANIEF ha ribadito necessità di attivare procedure per soli titoli e servizi, anche utilizzando le già esistenti graduatorie interne d’istituto, per individuare già dal prossimo 1° settembre i docenti da immettere in ruolo e garantire, così, un avvio ordinato del nuovo anno scolastico. Ribadita anche la necessità di avviare un concorso riservato per i DSGA facenti funzione. Nessuna informazione da parte dell’amministrazione, invece, sul concorso IRC.

Queste le principali richieste avanzate dalla delegazione Anief.

CONCORSO STRAORDINARIO I E II GRADO

Anief: No alla selezione in ingresso per conseguire l’abilitazione nella scuola secondaria

Il concorso straordinario per la scuola secondaria, così come è stato disegnato dal Decreto Scuola, non funziona. “Tra le criticità da noi già rilevate nel precedente incontro di fine gennaio – ricorda Marco Giordano – abbiamo segnalato nuovamente i pochissimi posti previsti, l’assenza di una prospettiva strutturale per combattere l’abuso di precariato, la farraginosità della procedura di immissione in ruolo attraverso una macchinosa congerie di graduatorie, call veloci, code e artifici vari cui attingere con percentuali e tempi variabili che, se già non sembravano funzionare in precedenza, di certo non si può pensare che siano efficaci con l’intervenuta emergenza sanitaria”. L’Anief ha segnalato, inoltre, che la necessità più rilevante per quanto riguarda le procedure abilitative è l’assurdità di una selezione in ingresso per conseguire l’abilitazione che non tenga conto di quanti da più di 2 anni lavorano già nella scuola pubblica cui deve essere garantito, invece, un accesso prioritario, gratuito e non selettivo, eventualmente rimodulando l’esperienza già nota dei PAS.

Secondo la bozza di bando sottoposta dal Ministero dell’Istruzione già a fine gennaio ai sindacati e riproposta nei medesimi termini, infatti, chi non raggiungerà la soglia di 7/10 ai quiz della prova scritta prevista per la procedura straordinaria, sarà tagliato fuori non solo dalle esigue immissioni in ruolo, ma non potrà nemmeno essere avviato al conseguimento dell’abilitazione. “Le conseguenze potrebbero essere drammatiche se si considera che questo, per molti, significherà – conclude Giordano – vedere ridotte le proprie possibilità di ottenere incarichi anche a tempo determinato nei prossimi anni”.

La delegazione Anief ha, quindi, chiesto l’ammissione alla procedura abilitante di tutti i docenti con almeno tre anni di servizio, senza selezione in ingresso ma solo in uscita (esame finale abilitante). È stata, inoltre, ribadita l’opposizione all’esclusione dalla procedura per l’immissione in ruolo dei docenti con servizio in scuola paritaria o nei corsi IeFP. Confermate anche tutte le richieste già presentate lo scorso gennaio in occasione del primo incontro sui bandi concorsuali, tra cui la pubblicazione integrale della graduatoria finale con tutti coloro che supereranno la prova scritta e il suo integrale scorrimento anche oltre la scadenza prevista del 2023 e il riconoscimento del servizio aspecifico e di quello su sostegno per la procedura per i posti comuni (e viceversa).

CONCORSO ORDINARIO I E II GRADO

Anief: accesso al concorso per i laureati senza 24 CFU, ma con 3 anni di servizio

Dopo aver ribadito la propria contrarietà all’eliminazione, disposta dal D.L. 126/2019, della possibilità di ammissione al concorso ordinario dei docenti laureati in possesso di titolo di accesso valido per una o più classe/i di concorso, privi dei 24 CFU di cui all’articolo 1, comma 181, lettera b), numero 2.1 della Legge 13 luglio 2015 n. 107, ma con almeno tre anni di servizio come docente nel sistema nazionale di istruzione, nonché della riserva del 10% dei posti in favore degli stessi, la delegazione Anief ha confermato anche su questa procedura tutte le richieste di modifica già presentate al ministero, in particolare la pubblicazione integrale della graduatoria finale, compresi i docenti idonei, nonché lo scorrimento della stessa fino alla sua scadenza anche oltre il solo numero dei vincitori.

Chiesta anche il ripristino, in questa procedura, della possibilità di scegliere una delle quattro lingue comunitarie e non solo l’inglese. Ciò in forza del fatto che la modifica che ha reso obbligatorio l’accertamento della conoscenza dell’inglese in tutti i concorsi per la P.A. è stata introdotta nel 2017 dal Decreto Madia (D.lgs. n. 75/17), ma la successiva legge 145/2018 ha però modificato il D.lgs. 59/2017 sul reclutamento ordinario nel I e II grado, stabilendo che si debba “verificare la conoscenza di una lingua straniera europea almeno al livello B2 del quadro comune europeo”, in deroga all’obbligo del solo inglese.

“Ripensare il reclutamento e l’accesso all’abilitazione nella scuola secondaria – conclude il Segretario Generale Anief – è un passo indispensabile da dover compire senza perdere tempo, altrimenti al danno si aggiungerà anche un’intollerabile beffa per chi attende un vero segnale di discontinuità e si spende da anni per la scuola”.

CONCORSO INFANZIA/PRIMARIA

Anief: prima del concorso ordinario serve procedura straordinaria per immettere in ruolo chi ha più di 2 anni di servizio e il rispetto del lavoro svolto dai diplomati magistrale immessi in ruolo o inseriti nelle graduatorie “con riserva”

La delegazione Anief ha tenuto a evidenziare come sia indispensabile, prima di ogni cosa, predisporre, così come ha già provveduto a fare la Provincia Autonoma di Trento, un percorso straordinario di reclutamento anche per la scuola Infanzia e Primaria, riservato a chi ha almeno 2 anni di servizio, ma prevedendo che il servizio utile per l’accesso sia quello svolto in tutto il sistema nazionale di istruzione e non solo nella scuola statale e riconoscendo precedenza per la “conferma in ruolo” ai docenti in possesso di diploma magistrale già in servizio con contratto a tempo indeterminato. Basterebbe anche solo la riapertura delle Graduatorie a Esaurimento, come da anni richiesto dal nostro sindacato o, in subordine, l’uso delle Graduatorie d’Istituto, aggiornate anche con i nuovi inserimenti e trasformate in provinciali sin da subito, e da utilizzare anche per le immissioni in ruolo lì dove le GaE sono esaurite.

“Abbiamo nuovamente portato all’attenzione dell’Amministrazione – spiega Chiara Cozzetto, Segretaria Generale Anief – l’indispensabile lavoro assicurato, anche nella didattica a distanza, dall’attuale personale docente con diploma magistrale in ruolo “con riserva”, che ha superato l’anno di prova o è in procinto di svolgerlo, e del personale docente precario in possesso di diploma magistrale cui va riconosciuta la possibilità di accesso ai ruoli senza ulteriori e farraginose selezioni in ingresso. Non si può utilizzare personale abilitato, come sono tutti i diplomati magistrale ante 2001/2002, è bene ricordarlo, per anni – continua la sindacalista – e poi richiedere loro di sottoporsi ancora a una selezione per l’accesso ai ruoli. La selezione sarà attuata sottoponendo, come sempre, i docenti all’anno di prova, ma anni di servizio non possono non essere considerati e quanti hanno ottenuto il ruolo “con riserva” vanno riconfermati una volta superato l’anno di prova. È ridicolo continuare a chiedere loro di sottoporsi a ulteriori selezioni e intanto sfruttarli come precari ad libitum: sono già stati selezionati durante il precariato e hanno acquisito un’esperienza sul campo che merita rispetto”.

Per quanto riguarda il bando di concorso ordinario per la scuola primaria e infanzia sottoposto dal Ministero dell’Istruzione, la delegazione Anief ha ribadito le sue posizioni e ha chiesto l’ammissione alle prove scritte di tutti coloro che otterranno un punteggio pari almeno a 6/10 all’eventuale (ma molto probabile) prova preselettiva nonché lo scorrimento oltre il limite previsto del 10% degli idonei al termine delle prove concorsuali.

“Per il concorso ordinario primaria e infanzia – conclude Chiara Cozzetto – ovviamente abbiamo ribadito che deve restare ferma la necessità di provvedere prioritariamente all’assunzione dei vincitori del concorso 2016 ancora in attesa dell’ambita cattedra promessa dal Ministero con il bando e ancora non concretizzatasi in molte regioni e questo senza ricorrere alla roulette russa delle immissioni in ruolo “nazionali” come nel 2015 di cui ancora molti lavoratori stanno pagando, loro malgrado, le conseguenze. Chi ha vinto il concorso in una regione ha pieno diritto ad accedere al ruolo in quella regione!”.

IL PUNTO DEL PRESIDENTE ANIEF

“Il nostro sindacato ha più volte invitato Governo e Parlamento a rivedere in modo sostanziale il sistema del reclutamento – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – per tutti i cicli di istruzione e continueremo a farlo. Oggi c’è, però, un’emergenza che va immediatamente arginata. Tutti coloro che hanno maturato due anni di servizio devono accedere immediatamente all’immissione in ruolo e, se sprovvisti di abilitazione, devono essere ammessi ai percorsi abilitanti gratuiti e senza selezione in ingresso. Sarà la commissione di valutazione dell’anno di prova che si esprimerà sull’idoneità o meno del docente a permanere nei ruoli. Per quanto riguarda la risoluzione della problematica dei docenti in possesso di diploma magistrale, poi, i nostri delegati hanno chiesto nuovamente, oggi, al Ministero di convocare con urgenza un tavolo politico, in teleconferenza, per discuterne seriamente e senza ulteriori indugi, al fine di far ripartire nel migliore dei modi il prossimo anno scolastico, senza ricorrere al più alto numero di contratti a termine registrato negli ultimi dieci anni. Ricordiamo che è sul lavoro prezioso dei supplenti, anche non abilitati, nella scuola secondaria e dei diplomati magistrale e laureati SFP ancora precari nella primaria e infanzia, che la scuola pubblica ha assicurato il corretto svolgimento delle attività didattiche anche durante l’emergenza – conclude Pacifico – stiamo parlando di persone in carne e ossa, in molti casi ultra 40enni, che svolgono il loro lavoro con dignità e con un progetto di vita che hanno diritto a portare avanti garantendo loro, finalmente, la stabilizzazione e la conferma nei ruoli senza ulteriori indugi”.

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