Concorsi scuola, parte quello per infanzia e primaria. Secondaria probabile a gennaio. Ma Bianchi pensa già al nuovo reclutamento

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Era stato annunciato già nel 2019 il concorso docenti infanzia e primaria. Poi le trafile burocratiche, i cambi al governo, l’emergenza covid, avevano spostato sempre in avanti l’avvio delle prove. E poi il decreto sostegni bis, che ha modificato l’impianto delle prove scritte. Dunque, dopo circa tre anni le prove della procedura ordinaria inizieranno il 13 dicembre e si svolgeranno fino al 21.

Bianchi da settimane affermava che le prove sarebbero partite prima delle vacanze di Natale. E così sarà. In verità si faceva riferimento anche all’altra procedura ordinaria 2020 in stand-by, ovvero il concorso per la scuola secondaria, ma al momento appare più probabile che le prove, di questo concorso, possano iniziare entro la metà di gennaio.

In ogni caso invitiamo i nostri lettori a seguire con costanza le informazioni, dal momento che il Ministero non ha ancora comunicato nulla di ufficiale.

UFFICIALE | Concorso ordinario infanzia e primaria, prove scritte dal 13 al 21 dicembre. 76.757 domande per 12.863 posti. NOTA MINISTERO [PDF]

Per il concorso ordinario infanzia e primaria sono 12.863 i posti a bando, 76.757 le domande pervenute per la partecipazione. Con una domanda era possibile fare richiesta di partecipazione per più di un insegnamento/tipo di posto. Per questo il totale degli iscritti al concorso è pari a 107.160, di cui 33.246 per i posti comuni della Scuola dell’infanzia, 3.059 per i posti di sostegno della Scuola dell’Infanzia, 64.136 per i posti comuni della Primaria e 6.719 per i posti di sostegno della Primaria.

Il bando, come sappiamo, è stato modificato: ci sarà una prova scritta computer based, a cui seguirà una prova orale e la valutazione dei titoli.

La prova scritta è valutata al massimo 100 punti ed è superata da coloro che conseguono il punteggio minimo di 70 punti. Solo i candidati che supereranno la prova scritta con almeno il punteggio minimo possono accedere all’orale. La convocazione per la prova orale potrà avvenire in giornate diverse, stabilite dalla singola commissione. Anche in questo caso, il punteggio minimo per superare il colloquio sarà 70/100.

In base a quanto si legge sul bando di concorso, non sembrano esserci molti dubbi che, in caso di assenza dei candidati anche a causa del covid, si va incontro all’esclusione a meno di decisioni diverse in seguito a ricorsi, come avvenuto in precedenza per il concorso straordinario della scuola secondaria bando DD n. 510 del 23 aprile 2020 per il quale sono state organizzate due tornate di prove suppletive per i candidati riammessi con provvedimento del giudice. 

DECRETO 18 novembre 2021 modifica al bando di concorso 2020

ALLEGATO A programmi 

ALLEGATO B valutazione titoli

Nuovo reclutamento: si lavora per il nuovo assetto

Nel frattempo, se da un lato il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi può essere soddisfatto per essere il Ministro che ha sbloccato i concorsi, dall’altro guarda già al futuro. E’ già partita la discussione sul nuovo reclutamento, che dovrà partire al più presto.

Per abilitarsi e dunque poi partecipare ai nuovi concorsi, si dovranno acquisire 60 crediti universitari. Concorso che sarà con una sola prova scritta e in seguito l’anno di formazione e prova. E’ lo schema, già preannunciato nei mesi scorsi dal Ministro Patrizio Bianchi, che è stato presentato pochi giorni fa dallo stesso numero uno di Viale Trastevere e la Ministra dell’Università Messa ai capigruppo della maggioranza in commissione cultura e Istruzione.

 Dei 60 crediti universitari nel settore pedagogico, per l’abilitazione, 24 dovranno essere ottenuti tramite tirocinio, per dare un “primo assaggio” pratico alla professione docente.

Chi avrà ottenuto l’abilitazione con i 60 crediti potrà accedere ad un concorso che sarà comunque semplificato, anche nell’ottica della riforma dei concorsi pubblici voluti dal Ministro della Pubblica amministrazione Brunetta.

Un concorso che dovrebbe essere strutturato con una sola prova scritta a risposte chiuse.

Chi supera il concorso passerà all’anno di formazione e prova, che prevede una valutazione finale. Se questa risulterà essere positiva si avrà la conferma in ruolo.

E i precari?

Come abbiamo già riferito, nello scorso incontro del 9 novembre, alcuni esponenti politici hanno convenuto sulla necessità di aprire un dialogo sulla questione, dato che vede il favore, da sempre, delle forze di maggioranza di Lega e Fratelli d’Italia, oltre ad alcuni esponenti del PD. E anche dell’intero appoggio dei sindacati della scuola.

Dunque, anche se la fase transitoria per i precari, che dovrebbe prevedere un’assunzione per titoli e servizio dei docenti con almeno tre anni di esperienza, al momento resta incerta, sarà senza dubbio al centro della dibattito sul reclutamento delle prossime settimane.

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