Concorsi scuola, Anief: Governo non torna indietro, bandi entro 30 aprile. Emendamenti

di redazione

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Anief – I testi definitivi sulle selezioni degli insegnanti possono ancora essere pubblicati prima della fine del mese, ma le modalità saranno stabilite in base alla situazione contingente, legata all’andamento dell’emergenza sanitaria ancora in atto, ed in ogni caso già si prevede che ai vincitori dell’unico che si potrà svolgere a breve, quello riservato della scuola secondaria, si adotterà una retrodatazione della loro posizione professionale, visto che difficilmente si farà in tempo per il prossimo 1° settembre.

Così si è espressa la senatrice Bianca Laura Granato (M5S) della VII Commissione Istruzione di Palazzo Madama, conversando con Orizzonte Scuola dopo lo svolgimento, ieri, dell’incontro di maggioranza per fare il punto sul reclutamento docenti. La linea è stata confermata stamane dalla ministra Lucia Azzolina, la quale ha detto che “i concorsi si faranno. È l’unico modo per poter assumere a settembre. Quello straordinario per 24 mila precari si svolgerà appena le condizioni lo permetteranno. I docenti casomai saranno assunti dal primo settembre”.

Proprio su questo argomento, Anief è stato convocato dal ministero dell’Istruzione per un confronto sui concorsi: “Abbiamo risposto all’appello – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché occorre sempre dialogare. Tuttavia, se i testi delle procedure concorsuali rimarranno immutati, la nostra organizzazione conferma la volontà di impugnare i bandi, perché così formulati sono lesivi dei diritti di tantissimi aspiranti, molti dei quali nemmeno potrebbero partecipare. Inoltre, senza candidati a fine agosto, quest’anno si rischia il default della scuola per via del boom di cattedre scoperte. Ecco perché insistiamo per assumere anche da graduatorie d’istituto e chi ha svolto 24 mesi con svolgimento di anno di formazione e prova in ottemperanza alla direttiva 1999/70/CE. Ancora una volta, siccome la via del ricorso rimane sempre l’ultima ratio, stiamo tentando di risolvere il problema agendo per via legislativa, proponendo sui concorsi una serie di emendamenti al testo del Decreto Legge n. 22, approvato dal Governo per affrontare l’emergenza nel campo dell’istruzione: li abbiamo fatti pervenire alla commissione Cultura del Senato che sta esaminando le modalità per migliorare il testo e proporlo per la conversione in legge, che probabilmente arriverà attraverso il voto di fiducia del Governo”.

Si parla tantissimo dei concorsi per reclutare circa 70 mila docenti. Anche oggi il tema è stato affrontato dalla ministra dell’Istruzione. Ma di cosa stiamo parlando? Della pubblicazione, sulla base della sulla base della Legge 159/2019, del bando di concorso straordinario secondaria di primo e secondo grado, procedura per il ruolo, del concorso ordinario secondaria di primo e secondo grado, della procedura rivolta a docenti della scuola d’infanzia e primaria, nonché delle procedura per l’abilitazione all’insegnamento. Si rimane anche in attesa del concorso riservato ai docenti di religione.

LE PAROLE DELLA SENATRICE GRANATO

Al momento, il concorso più urgente è quello riservato ai docenti della secondaria. “Il Ministero – ha detto Bianca Laura Granato, senatrice del M5S – si farà carico della procedura e si intende indennizzare i docenti precari qualora, per la procedura del concorso straordinario per la secondaria non si facesse in tempo ad assumere entro il 1° settembre. In quel caso scatterebbe la retrodatazione giuridica della nomina proprio dal 1° settembre 2020”. Certamente, bisognerà “mettere in campo una diversa ipotesi comporta dei passaggi, dalle contrattazioni sindacali ai confronti politici e con le associazioni”, tenendo presente il rischio “di non arrivare in tempo per il 1° settembre. L’unico veicolo normativo utile sarebbe il Decreto scuola 8 aprile 2020, per il quale ci sono due mesi di tempo per l’approvazione, poi si dovrebbe mettere in moto tutta la macchina organizzativa, i tempi sarebbero comunque lunghi”.

La senatrice, dopo avere asserito che “noi del M5S siamo per attenerci alla linea tracciata con il DL 126/2019 e quindi per mantenere invariata la struttura dei concorsi”, ha anche spiegato che sulle procedure selettive dalla ministra dell’Istruzione c’è “disponibilità per ulteriori approfondimenti, per ulteriori proposte, per chiarimenti”.

IL PARERE DEL CSPI NON CONSIDERATO

È un’apertura importante. Viene tuttavia da chiedersi come mai nessuna parola sia stata spesa sul parere espresso il 6 aprile dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, che ho posto non solo seri rilievi sui concorsi abilitanti, quindi su quello riservato ai docenti della secondaria, ma ha anche posto dei problemi “ben più sostanziali, conseguenti alla drammatica situazione che sta attraversando il Paese per effetto dell’epidemia da “Covid-19””. Motivo per il quale, ha detto ancora il Cspi, occorre “permettere alle scuole di operare a pieno regime fin dal primo giorno del prossimo anno scolastico”, ma senza pensare che questo possa avvenire insistendo su procedure concorsuali dai tempi che vanno ben oltre le necessità del momento.

I MOTIVI PER CUI I TESTI VANNO MODIFICATI

Anief ricorda che non è risolutivo puntare su dei bandi di concorso destinati a durare molto più a lungo di quanto si poteva pensare solo qualche mese fa: la prossima estate, quando si sarebbe dovuto mettere in ruolo i vincitori di quelle selezioni, ci ritroveremo con più di 200 mila cattedre libere e appena qualche migliaia coperte con precari presenti nelle GaE e nelle graduatorie di merito: la stragrande maggioranza di quei posti rimarrà priva di titolare e sarà assegnata a candidati presenti nelle graduatorie d’Istituto oppure tramite la poco meritocratica “messa a disposizione”.

L’AZIONE SINDACALE

A tal proposito, il giovane sindacato ha da tempo preso posizione contro la volontà di ammettere solo una parte del personale scolastico alla procedura concorsuale, lasciando fuori anche gli insegnanti di religione cattolica, i precari di infanzia e primaria, oltre che i supplenti che hanno lavorato nelle scuole paritarie e nei corsi professionali e regionali. Per non parlare degli educatori e di tante altre categorie di docenti dimenticate. E che dire dei Dsga facenti funzione, che dopo essere stai utilizzati per anni e anni su ruolo superiore, adesso vengono messi da parte senza un minimo di considerazione per il lavoro profuso e per l’esperienza accumulata? Per questi motivi, l’Anief ha confermato le preadesioni gratuite ai ricorsi per tutelare i diritti dei troppi docenti esclusi dal nuovo concorso straordinario.

Parallelamente, Anief continua a promuovere le petizioni per chiedere l’aggiornamento urgente delle graduatorie d’istituto e Ata 24 mesi al fine delle immissioni in ruolo e per l’avvio dell’anno scolastico 2020/21 con la conferma dei contratti vigenti.

GLI EMENDAMENTI ANIEF PER SOPPERIRE AI CONCORSI

Gli emendamenti Anief al testo del Decreto Legge n. 22 riguardanti le modalità da adottare per assumere doceni in luogo dei concorsi lenti e complessi:

Assunzioni in ruolo dalle Graduatorie provinciali di istituto:

Al Titolo V aggiungere il seguente articolo (Misure urgenti per il funzionamento degli istituti scolastici) o in alternativa all’articolo 87, al comma 5, aggiungere il seguente:

“Al fine di sopperire agli effetti del differimento delle procedure concorsuali e contratti a tempo determinato per l’a.s. 2020/2021, i posti del personale docente ed educativo rimasti di ridurre il ricorso ai vacanti e disponibili dopo le operazioni di immissione in ruolo disposte ai sensi del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, della legge 9 agosto 2018, n. 96, e della legge 20 dicembre 2019 n. 196, sono assegnati ai soggetti inseriti nelle graduatorie provinciali di cui al comma 6-bis dell’articolo 4 della legge 3 maggio 1999, n. 124.”

Motivazione [Assunzioni in ruolo dalle Graduatorie provinciali di istituto] in presenza di oltre 200 mila ̀cattedre prive di titolare, occorre una norma che garantisca la funzionalità del sistema, la continuità didattica e ponga un limite alla reiterazione dei contratti. A tale scopo, in assenza di personale abilitato da chiamare dalle graduatorie ad esaurimento, risulta necessario assumere in ruolo dalle graduatorie d’istituto, trasformate in provinciali, previa attivazione di un percorso telematico abilitante per i docenti privi di abilitazione. Per quanto riguarda l’impatto finanziario, non vi sono maggiori oneri per la finanza pubblica, in quanto l’assenza di personale obbliga l’amministrazione a reiterare decine di migliaia di contratti di lavoro a tempo determinato, determinando un maggior esborso per la finanza pubblica a causa delle richieste di risarcimento per violazione della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato.

Riapertura GAE

Al Titolo V aggiungere il seguente articolo (Misure urgenti per il funzionamento degli istituti scolastici) o in alternativa all’articolo 87, al comma 5, aggiungere il seguente:

“Al fine di sopperire agli effetti del differimento delle procedure concorsuali, all’articolo 1, comma 10-bis della legge 25 febbraio 2016, n. 21, alla fine del primo periodo, aggiungere il seguente testo: “Con decreto del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca da emanarsi entro il 30 giugno 2020, è disposto l’inserimento, a domanda, di tutto il personale in possesso di abilitazione, ivi incluso il diploma magistrale conseguito entro l’a. s. 2001/2002 e il diploma tecnico professionale, nonché del personale educativo.”

Motivazione [riapertura GAE]: per sopperire alla sospensione di tutte le procedure concorsuali e all’ abuso di contratti a tempo determinato è richiesta una semplificazione urgente delle procedure di reclutamento del personale docente in possesso di abilitazione con l’utilizzo appieno del doppio canale di reclutamento attraverso l’inserimento di suddetto personale nelle graduatorie ad esaurimento. Per quanto riguarda l’impatto finanziario, non vi sono maggiori oneri per la finanza pubblica, in quanto le assunzioni su posti vacanti sono state già autorizzate con apposito decreto ai sensi della normativa vigente o comunque devono essere autorizzate con apposito decreto ai sensi della normativa vigente.

Passaggio nei profili di DSGA dei facenti funzione DSGA con 36 mesi di servizio

Al Titolo V aggiungere il seguente articolo (Misure urgenti per il funzionamento degli istituti scolastici) o in alternativa all’articolo 87, al comma 5, aggiungere il seguente:

“In considerazione della sospensione del concorso pubblico, per esami e titoli, per la copertura di 2004 posti di direttore dei servizi generali ed amministrativi del personale ATA pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 102 del 28-12-2018, il personale Ata con incarico di facente funzione nell’ultimo triennio dei Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi transita in tale profilo dal 1 settembre 2020.”

Motivazione [passaggio nei profili di DSGA dei facenti funzione DSGA con 36 mesi di servizio] L’attuale assetto istituzionale e organizzativo delle scuole conferisce alle stesse una mole rilevante, per quantità e per qualità – di attività amministrative che vanno dalla gestione degli alunni a quella del personale, dalla gestione finanziaria a quella patrimoniale e all’attività negoziale. Motivo per il quale, la legislazione prevede accanto alla figura del Dirigente scolastico un altro organo individuale, e cioè il Direttore dei servizi generali e amministrativi. Purtroppo, una dissennata e improvvida politica del personale – che si è protratta per quasi due decenni – ha prodotto il risultato di lasciare vacanti nel corrente anno scolastico circa 3.000 posti di DSGA su 7.859. Situazione, questa, destinata ad aggravarsi con l’inizio del prossimo anno scolastico, per effetto di qualche centinaio di pensionamenti. Per queste ragioni occorre intervenire tempestivamente premiando l’esperienza e le competenze acquisite dai FF DSGA.

Stabilizzazione precari scuola con 36 mesi di servizio

Al Titolo V aggiungere il seguente articolo (Misure urgenti per il funzionamento degli istituti scolastici) o in alternativa all’articolo 87, al comma 5, aggiungere il seguente:

“Per sopperire alla sospensione di tutte le procedure concorsuali e ridurre il ricorso a contratti a termine, qualora per effetto della successione di contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con il personale docente, educativo ed ATA per la copertura di posti vacanti e disponibili, il rapporto di lavoro abbia complessivamente superato i trentasei mesi, comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione, si dà luogo alla conversione a tempo indeterminato dal 1 settembre 2020.“

Motivazione [stabilizzazione precari scuola con 36 mesi di servizio] l’attuale situazione di precariato richiede l’attivazione immediata di procedure che garantiscano la funzionalità del sistema per il prossimo anno scolastico. Per quanto riguarda l’impatto finanziario, non vi sono maggiori oneri per la finanza pubblica, in quanto l’assenza di personale obbliga l’amministrazione a reiterare decine di migliaia di contratti di lavoro a tempo determinato, determinando un maggior esborso per la finanza pubblica a causa delle richieste di risarcimento per violazione della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato.

Stabilizzazione Insegnanti religione cattolica

Al Titolo V aggiungere il seguente articolo (Misure urgenti per il funzionamento degli istituti scolastici) o in alternativa all’articolo 87, al comma 5, aggiungere il seguente:

“In considerazione della sospensione di tutte le procedure concorsuali per l’accesso al pubblico impiego, è autorizzata con successivo decreto del Ministero dell’Istruzione, l’istituzione di una graduatoria per titoli ai fini dell’assunzione di 7 mila insegnanti di religione cattolica su posti vacanti e disponibili con più di 24 mesi di servizio a tempo determinato nelle istituzioni scolastiche del servizio nazionale d’istruzione, nelle more delle assunzioni di cui alla legge 20 dicembre 2019, n. 159.”

Motivazione [stabilizzazione Insegnanti religione cattolica] l’attuale situazione di precariato richiede l’attivazione immediata di procedure che garantiscano la continuità e la funzionalità del sistema per il prossimo anno scolastico. Per quanto riguarda l’impatto finanziario, non vi sono maggiori oneri per la finanza pubblica, in quanto l’assenza di personale obbliga l’amministrazione a reiterare decine di migliaia di contratti di lavoro a tempo determinato, determinando un maggior esborso per la finanza pubblica a causa delle richieste di risarcimento per violazione della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato.

Corsi straordinari abilitanti e su sostegno telematici ai precari con 24 mesi di servizio

Al Titolo V aggiungere il seguente articolo (Misure urgenti per il funzionamento degli istituti scolastici) o in alternativa all’articolo 87, al comma 5, aggiungere il seguente:

“In considerazione della sospensione di tutte le procedure concorsuali per il conseguimento dell’abilitazione e della specializzazione di sostegno, è disposta con successivo decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca, entro un mese dalla conversione in legge del presente decreto, l’attivazione di percorsi universitari abilitanti in modalità telematica riservati al personale docente con almeno 24 mesi di servizio con contratto a tempo determinato sulla stessa tipologia di posto, o con contratto a tempo indeterminato, al fine di favorire il passaggio di ruolo.”

Motivazione [Corsi straordinari abilitanti e su sostegno telematici ai precari con 24 mesi di servizio] In considerazione della sospensione di tutte le procedure concorsuali risulta necessario pianificare procedure semplificate di abilitazione per consentire l’accesso ai ruoli al personale precario che da anni presta servizio.

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