Concorsi scuola, 16.000 posti in più. Costi in più solo per i 24 CFU, ma nulla è previsto per le ricostruzioni di carriera

I 16.000 posti in più per le immissioni in ruolo, inseriti nel Decreto Rilancio e destinati per il 50% al concorso straordinario secondaria e per il 50% al concorso ordinario. 

La relazione illustrativa: niente oneri aggiuntivi per concorso straordinario

L’incremento di 8.000 posti – si legge nella relazione illustrativa – non produce oneri aggiuntivi quanto ai costi di assunzione atteso che le immissioni in ruolo dei vincitori (24.000+8.000=32.000), nei limiti dei posti vacanti e disponibili, saranno effettuate ai sensi dell’art. 1, commi 3 e 4 DL n. 126/2019, in tanti anni (n. 4) quanti ne occorreranno al fine di assicurare il rispetto della quota delle facoltà assunzionali già destinata al concorso.

Unico costo aggiuntivo i 24 CFU per i vincitori del concorso straordinario

L’incremento di posti invece determina maggiori oneri per effetto di quanto previsto dall’art. 1, comma 13, lettera a) laddove si prevede che lo Stato si faccia carico di coprire le spese occorrenti per assicurare che tutti i neo-immessi in ruolo acquisiscano i crediti formativi universitari di cui all’articolo 5, comma 1, lettera b) del decreto legislativo n. 59 del 2017.

Ai sensi del DM 616/2017, ciò comporta una spesa di 500 euro per discente.

Si può stimare che, in aggiunta alla spesa massima possibile, già stimata in RT nella misura di 4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022, si debba prevedere una spesa aggiuntiva pari a 4 milioni di euro nell’anno 2023 necessari per coprire gli oneri di ulteriori 8.000 vincitori.

L’intervento normativo ipotizzato genera dunque una maggiore spesa pari a 4 milioni di euro nell’anno 2023.

Concorso ordinario: niente oneri aggiuntivi

L’incremento di 8.000 posti non produce maggiori oneri per le finanze pubbliche.

Non previsti oneri per la ricostruzione carriera

Al momento, nella relazione tecnica, non sono previsti oneri aggiuntivi che potrebbero derivare dalla ricostruzione di carriera dal momento che, per il concorso straordinario, potrebbero essere assunti in ruolo docenti con parecchi anni di servizio alle spalle.

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