Concorsi pubblici, bandi per 103mila posti, ma solo 14.500 assegnati. A rilento soprattutto quelli relativi alla scuola

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Ad oltre un anno dalle nuove regole e a meno di due mesi dal decreto Pnrr 2, il quadro dei concorsi pubblici risulta piuttosto eterogeneo.

Dal monitoraggio realizzato da Fpa su 55 delle procedure concorsuali più significative indette tra il 2019 e il 2021, emerge che 30 di queste si sono concluse e dei 103 mila posti complessivi messi a concorso appena 14,5 mila sono stati assegnati.

Tra le 25 procedure in corso, infatti, ci sono grandi concorsi della scuola che fanno salire a oltre 88 mila i posti ancora vacanti. I tempi delle procedure concluse danno speranza su un’accelerazione in atto: mediamente, i giorni medi (dalla pubblicazione degli avvisi agli esiti) sono scesi da 674 per i concorsi banditi nel 2019, ai 423 per quelli del 2020, ai 141 per quelli del 2021.

L’ ottimismo scende a guardare i tempi lunghi delle procedure ancora aperte: sono trascorsi in media 1.021 giorni dalla pubblicazione delle 4 procedure 2019 ancora in corso, 713 per le 6 del 2020 e 248 per i 15 concorsi banditi nel 2021

Bisogna, però, correre: per raggiungere l’obiettivo di “4 milioni di dipendenti pubblici con un’età media di 44 anni e competenze adeguate” fissato entro il 2028 dal ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, considerando anche i previsti 500mila pensionamenti, entro 6 anni bisognerebbe assumere quasi 1,3 milioni di persone – circa 200 mila ogni anno – con un’età media di 28 anni, avviando un grande piano di formazione impostato su un’analisi delle necessarie.

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