Concorsi per titoli ed esperienza: oltraggio ai neolaureati e ai più giovani. Lettera

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Inviata da Giovanna Dragani – Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta ha firmato un decreto che con un passaggio contenuto nell’art. 10 cancella le prove preselettive, anche di concorsi già banditi, sostituendole, per l’accesso alle prove concorsuali, con una selezione basata sui titoli di studio e di esperienza professionale.

Ciò che viene definita modalità semplificata di svolgimento delle prove è un autentico oltraggio ai neolaureati e comunque ai più giovani. I titoli e l’eventuale esperienza professionale inclusi i titoli di servizio possono concorrere alla formazione del punteggio finale (art.10 co. 1c). Tali misure per lo svolgimento delle procedure dei concorsi pubblici (anche per quelli già banditi ma non ancora avviati), definite urgenti per il contenimento dell’epidemia da Covid-19 presenti nel D.L. n. 44 del 01.04.2021, sono l’ennesimo atto di violenza inferto ad un popolo già messo in ginocchio da una pandemia. Colpire i giovani che sono il futuro di un Paese è innegabilmente ingiusto!!! Ravvedo in tutto questo un invito quasi coercitivo per i giovani già
precedentemente mortificati nell’essere stati definiti “Bamboccioni” ad emigrare in altri Stati che offrono loro serie opportunità di lavoro.

Ma l’articolo 4 della Costituzione:” La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società” i nostri governanti presenti e passati lo conoscono???

Il tutto nel silenzio assordante dei media intenti soltanto a destabilizzarci emotivamente con i numeri dei morti da Covid-19 e dei vaccinati senza però fornirci i numeri dei suicidi e delle persone depresse a causa della solitudine e del disagio economico che va sempre più crescendo.

Sono la madre di due ragazzi di 29 e 26 anni, i quali dopo avere concluso brillantemente il loro percorso di studi universitari, a luglio 2020 si sono regolarmente iscritti al bando di concorso ordinario per la scuola secondaria, e dopo mesi di studio per la preparazione, oggi vedono azzerarsi ogni possibilità, così come tutti quei giovani, per forza di cose meno titolati e magari
privi di risorse necessarie per accedere a costosi master. Situazione non meno grave per le famiglie che hanno supportato moralmente ed economicamente i propri figli e speravano di vederli finalmente realizzati.

Vorrei inoltre aggiungere che la Costituzione all’articolo 51 comma 1 recita: “Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge…” ed in virtù di ciò ritengo legittimo rivedere l’art. 10 del D.L. n. 44 affinché si ripristini l’iter concorsuale previsto al momento della pubblicazione del bando perché se così non fosse si creerebbe un ostacolo enorme per i più giovani che ovviamente non posseggono un’esperienza uguale e/o superiore a quella maturata da chi è già inserito nel mondo del lavoro seppur ancora precario. Onestamente dal “governo dei migliori” che afferma di voler investire nel cambiamento e di cui Renato Brunetta fa parte, mi sarei aspettata maggiore considerazione verso i più meritevoli e non la solita soluzione miope che
premia soltanto quelle persone, forse anche meno preparate, ma sicuramente più fortunate.

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