Concorsi nella Pubblica Amministrazione, Zangrillo: “Ecco come ridurre i tempi morti e coniugare trasparenza e imparzialità”

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Il ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, durante il suo intervento alla Camera in risposta ad un’interrogazione parlamentare, ha rassicurato che sono in esame presso i suoi uffici una serie di proposte per ridurre i tempi morti delle procedure concorsuali e coniugare trasparenza e imparzialità nell’operato della pubblica amministrazione con tempi certi per i candidati.

Questo intervento è considerato prioritario e verrà affrontato con urgenza. Il ministro ha dichiarato che il dialogo con il Parlamento avrà un ruolo centrale in questo percorso. La digitalizzazione delle procedure istruttorie e di svolgimento delle prove concorsuali è vista come l’unica strada per valorizzare il capitale umano e rendere la pubblica amministrazione attrattiva per le giovani generazioni.

Il ministro, poi, ha riferito che la ripresa delle attività concorsuali per l’accesso alla pubblica amministrazione ha segnato, grazie alla digitalizzazione delle procedure, una durata media dei concorsi che è passata da 786 giorni nel 2019 a 189 giorni nel 2021 e 169 giorni nel 2022. Questo ha permesso di collocarsi nella media dei Paesi europei, che era stata una posizione di fanalino di coda nel 2019.

Il ministro ha anche sottolineato che, secondo i dati del Dipartimento della Funzione Pubblica, c’è stata una media di 102 candidature per ogni posto assegnato per le amministrazioni centrali, mentre il rapporto per gli enti locali ed altre amministrazioni pubbliche è di 84 candidature per ogni posto messo a concorso.

Per soddisfare il fisiologico turnover della pubblica amministrazione, nel 2022 ci sono state 157mila assunzioni e se ne prevedono oltre 156mila nel 2023.

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