Concorsi. Il merito è richiesto solo ai precari? Lettera

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Inviato da Luigi Pezzella – Sono un docente precario con tre anni di servizio.

Faccio parte di quel “manipolo di persone che si definiscono insegnanti”, un manipolo che ha studiato tutta una vita. Ministri, senatori, deputati, cioè cariche di grandissima responsabilità che possono decidere il futuro di insegnanti e future generazioni, cariche dove ci si arriva senza esami e senza titoli, si ostinano (sarebbe interessante capire perché) a dire che l’unica strada per avere docenti preparati sia quella predisposta in condizioni di normalità e cioè per esami e titoli.

Chissà quanti parlamentari, ministri e senatori ci sarebbero se si introducessero esami e titoli per ricoprire quelle cariche. Per un ministro o un senatore essere impreparato è gravissimo almeno quanto un insegnante, se non di più, eppure in Italia chiunque può diventare ministro, ma se sei professore ed eserciti quella professione da anni, ti definisci tale, ma non lo sei. Allora immaginiamo che questo manipolo si fermi, blocchi Dad, CDC, esami e scrutini.

Riuscireste, cari parlamentari, a garantire il diritto allo studio dei cittadini italiani che quest’anno, molti senza merito, saranno ammessi alla classe successiva? Il merito è mortificato e assente ovunque, tutte le richieste di merito sono concentrate solo sui precari, ultima bandiera di un mondo, di una civiltà, che non esiste più.

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