Concorsi, Frate: pericoloso salto nel buio

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“Il Decreto Scuola è approdato in Senato e nei prossimi giorni si decideranno le sorti di migliaia di lavoratrici e lavoratori precari, ed io spero che tutte le forze politiche siano consapevoli di questa enorme responsabilità”, così afferma in una nota l’On. Flora Frate (Gruppo Misto).

“Fin dall’inizio di questa legislatura”, prosegue “mi sono occupata di scuola e ho sempre inteso rappresentare i problemi di tutte le diverse categorie dei precari. In questi due anni non sono mancate le occasioni per il cambiamento. È stata la volontà politica, piuttosto, a scarseggiare”.

“Ma adesso”, prosegue la deputata “davvero non è più il tempo delle incertezze e delle rincorse brevi. Occorre un’azione politica che sia discontinua, radicale e coraggiosa”.

Sui bandi recentemente pubblicati dal Ministero dell’Istruzione, l’On. Flora Frate afferma che: “si tratta di un pericoloso salto nel buio. Bandire un concorso in piena emergenza sanitaria e pandemica mi sembra alquanto irresponsabile, una scelta disarcionata dalla realtà e del buon senso. Sarebbe stato più opportuno ascoltare le criticità emerse durante le audizioni e accogliere le istanze delle Organizzazioni Sindacali. Invece, si è preferito alzare un muro e rifiutare qualsiasi confronto democratico, ignorando finanche il parere del CSPI. Un metodo irrituale, che è anche un pessimo esempio per la scuola stessa, che richiede propensione al dialogo, capacità di ascolto e spirito di collegialità”.

“In questi anni sono stati i docenti precari a garantire, anche a costo di enormi ripercussioni personali, la tenuta del sistema scolastico ed è grazie a loro, oggi, se la Didattica a Distanza sta funzionando. Questa consapevolezza ha raggiunto anche altre forze politiche e all’interno del Governo si è finalmente aperta una importante riflessione, per niente scontata”.

“In Parlamento”, commenta l’On. Frate in merito agli emendamenti presentati “ci sono i numeri per riformare il Decreto Scuola. È un’occasione importante, non credo ce ne saranno altre e tutti siamo chiamati ad un atto di profonda responsabilità. O da una parte, o dall’altra. Vale per il centrodestra, che può decidere di alzare strumentalmente il tiro oppure di portare proposte concrete e lavorare insieme ad una soluzione; ma vale ancor di più per quelle forze di Governo che, a fronte delle posizioni espresse, non possono rinunciare alla proposta politica di stabilizzazione dei precari senza che ciò si traduca in un compromesso al ribasso”.

“Insomma”, si legge in conclusione “la politica è chiamata a fare la propria parte. L’esperienza maturata sul campo è un valore imprescindibile, non un demerito. Chi ha sopportato tanti sacrifici lo ha fatto per una grande passione. Gli ‘insegnanti per caso’ non esistono e chi lo dice dovrebbe chiedere scusa. A questo popolo siamo chiamati a restituire dignità e certezze per il futuro”.

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