Concorsi, è legittima prova preselettiva che “sfoltisce” eccessivamente i concorrenti senza punteggio minimo? Sentenza Tar

La previsione della prova preselettiva a quiz nell’ambito del concorso per DSGA è un modulo organizzativo che il MIUR è legittimato ad adottare, essendo il numero di domande di partecipazione esorbitante, e comunque tale da determinare delle sensibili lungaggini procedimentali (TAR Lazio – Roma, Sezione 3-bis, Sentenza 20 febbraio 2020, n. 2288).

Il concorso DSGA

Con Decreto del Direttore Generale per il personale scolastico n. 2015 del 20/12/2018, il MIUR aveva bandito il concorso nazionale, organizzato su base regionale, per esami e titoli, a 2004 posti di Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi (DSGA) del Personale Ata.

Le doglianze contro il concorso DSGA

 Alcuni candidati si sono rivolti al Tar richiedendo l’annullamento delle graduatorie relative al concorso DGSA in seguito al mancato superamento dei quiz preselettivi, contestando:

  • il carattere regionale delle graduatorie;
  • la mancata previsione di una soglia minima;
  • l’eccessivo sfoltimento dei concorrenti che ha determinato la prova preselettiva in contrasto con il principio di buon andamento dell’amministrazione.

Chiedevano quindi al Tar:

  • l’annullamento degli atti, nelle parti in cui non consentivano, ai ricorrenti, l’ammissione alla seconda prova utile per accedere alle graduatorie regionali di merito, utilizzate, annualmente, ai fini dell’assunzione sui profili professionali di D.S.G.A. (area D del personale ATA), presso gli istituti e scuole d’istruzione primaria e secondaria, istituzioni educative, istituti e scuole speciali statali, sui posti che, come recita il Bando, si prevede risulteranno vacanti e disponibili negli anni scolastici 2018/19, 2019/20 e 2020/2021,
  • la condanna del Miur a disporre l’ammissione dei ricorrenti al prosieguo delle operazioni selettive.

Il Tar Lazio ha rigettato il ricorso, fornendo alcune precisazioni sulla tematica della prova concorsuale preselettiva che, nel concorso per il reclutamento dei DSGA, si era svolta a quiz.

La prova preselettiva è conforme ai principi legali

 La giurisprudenza ritiene che l’espletamento delle procedure preselettive sia conforme ai principi che presiedono l’azione della Pubblica Amministrazione:

  • buona organizzazione,
  • efficienza,
  • razionalità.

I quiz sono uno strumento utile per ridurre il numero degli aspiranti

 E’ stato precisato (Tar Lazio, 12982/2015) che la previsione, a scopi di semplificazione ed accelerazione dell’iter concorsuale, della necessità di sottoporre i candidati ad una prova preliminare preordinata ad accertare il possesso da parte loro di requisiti culturali di base non appare irragionevole: la stessa, infatti, consente di ridurre il numero dei partecipanti alle prove scritte, con conseguente riduzione della complessità e dei tempi della procedura, attraverso un meccanismo semplice e tale da garantire la parità di trattamento degli interessati. La previsione della prova preselettiva nell’ambito di una procedura concorsuale rappresenta, quindi, un modulo organizzativo che l’Amministrazione può adottare laddove il numero di domande di partecipazione sia esorbitante o comunque tale da determinare delle sensibili lungaggini procedimentali.

La soglia rapportata al numero dei posti disponibili

L’art. 12, comma 6, del Bando ha stabilito che “All’esito della preselezione, sono ammessi a sostenere le prove scritte un numero di candidati pari a tre volte il numero dei posti messi a concorso per ciascuna regione di cui all’art. 2, comma 8, del presente bando. Sono altresì ammessi tutti i candidati che abbiano conseguito nella prova preselettiva un punteggio pari a quello del candidato collocato nell’ultima posizione utile…”. Per il Tar tale previsione è conforme alla legge e rientra nella sfera di discrezionalità rimessa al MIUR, funzionale all’esigenza di compiere una selezione rigorosa dei più meritevoli. L’esercizio di tale discrezionalità non è sindacabile dal giudice amministrativo, tranne nelle ipotesi ove il suo uso presenti dei vizi (eccesso di potere per irragionevolezza o per contraddittorietà manifesta), tuttavia non riscontrati nel caso in esame.

La natura concorsuale giustifica la soglia rapportata al numero dei candidati

 Si è infine osservato che il procedimento in questione ha carattere concorsuale e non consiste in un esame di abilitazione, con la conseguenza che il Miur ben può stabilire una soglia rapportata al numero dei candidati piuttosto che al numero di risposte giuste fornite da parte del candidato.

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