Concorsi e abilitazione, meglio se i percorsi si semplificano. Lettera

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Inviato da Mirka Tabanelli – Cara Ministra e cari colleghi e colleghe, sono qui a parlare dell’imminente Concorso Ordinario e Straordinario per la Scuola Secondaria e anche per rispondere alla lettera della collega che ha lamentato l’odissea TFA per il conseguimento dell’abilitazione.

Voglio raccontarvi la mia storia.

Sono di ruolo alla Primaria da quasi vent’anni ed avendo sempre lavorato e fatto supplenze , ho concluso il mio Corso di laurea in Lettere- vecchio ordinamento- che ero già di ruolo, impiegando quindi più dei quattro anni previsti.
Nel 2012, dopo anni di attese e balletti SSIS/TFA, esce il Concorso Pubblico Ordinario: Ordinario si fa per dire poiché ostativo per i docenti già di ruolo o che si erano laureati dopo una certa data. Ostativo però fino ad un certo punto, poiché dava la possibilità comunque di presentare domanda. Così, quattro giorni prima della prova preselettiva, ci viene comunicato che possiamo partecipare CON RISERVA alla prova preselettiva, anche se già di ruolo o laureati dopo la fatidica data.

Per farla breve, dopo aver sostenuto e superato la prova preselettiva, quella scritta e poi l’orale, sempre con questa bella R, stampigliata addosso, giunge la sentenza che chiarisce la riserva: non dovevamo sostenere il Concorso e non ci viene nemmeno riconosciuta l’abilitazione, poiché, stavolta trattasi di Concorso Non abilitante. Il motivo? Eravamo già di ruolo ( che guaio!) e ci eravamo laureati dopo una certa data perché stavamo già insegnando (altro grosso guaio!).
A poco è valso il ricorso e il ricorso del ricorso, se non ad aver speso 1500-2000 euro che avrei potuto investire in altro modo. Tra l’altro, per quel che ne so, del nostro Sindacato, eravamo rimasti in due in tutta Italia ad essere arrivati alla fine del percorso.
Ora si ipotizza la possibilità di prendere l’abilitazione con un concorso straordinario: finalmente un Ministro che valuta e valorizza l’esperienza pregressa: non posso aver fatto tre anni di servizio nella Classe di Concorso per cui concorro, perché stavo insegnando da un’altra parte e avrei dovuto lasciare la mia classe e interrompere la continuità didattica.

Non so ancora se vi parteciperò, perché lo sforzo e la delusione precedenti sono stati veramente grandi: non portavo via nulla a nessuno, mi sono messa in gioco sulla mia pelle, per crescere e migliorarmi ed ho superato un Concorso Ordinario; vorrei però dire ai Sindacati e alla collega che si lamenta del TFA, che la capisco, ma che se per una volta si andrà verso la semplificazione delle cose, forse vale la pena cambiare strada, nonostante i grandi sforzi che possiamo aver fatto più o meno invano in passato.
Ora più che mai pare una vocazione fare l’insegnante e l’educatore; se ci semplificheranno la strada, che in classe è tutt’altro che facile, non posso che essere grata.

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