Concorsi docenti, Ghizzoni e Manzi (PD): prove siano coerenti con la funzione docente, si trovi l’intesa

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“La politica ha una sfida strategica davanti a sé: individuare gli insegnanti più competenti per le scuole medie e superiori. Decidere come farlo impegna tutti alla responsabilità di garantire l’innalzamento dei livelli di apprendimento, contrastare la dispersione scolastica e consolidare il corpo docente.

L’annunciata riforma della formazione iniziale e dell’accesso al ruolo dei docenti della secondaria, prevista dal PNRR, è l’occasione per dimostrarsi all’altezza della sfida. I risultati, per certi versi drammatici, dei test a risposta multipla del concorso ordinario che si stanno svolgendo, dimostrano che le prove di accesso devono essere ben calibrate rispetto all’obiettivo – svolgere un efficace accesso al ruolo – e alle caratteristiche formative dei candidati. Rispetto alla futura platea di “abilitati” all’insegnamento, ad esempio, la valutazione comparativa dovrà accertare le competenze disciplinari o quelle professionali? Quali capacità si intenderà privilegiare: mnemoniche, critiche, relazionali, metodologiche? Le future prove, siano scritte orali o pratiche, in che relazione dovranno essere con i precedenti percorsi abilitanti o esperienze professionali? Se non daremo risposte oggi a queste domande, difficilmente riusciremo a rendere migliore la scuola di domani”.

Così in una nota congiunta Manuela Ghizzoni, responsabile Istruzione, Università e Ricerca, e Irene Manzi, responsabile Scuola nella segreteria nazionale del PD.

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