Concorsi docenti, Bianchi: dal 2022 uno l’anno per fare entrare i giovani. Anief: bene, ma perché non si parla più dei precari storici?

Stampa

Mentre il reclutamento estivo dei docenti conferma le difficoltà di sempre, con la metà dei quasi 113mila posti destinati dal Mef al ruolo che non verranno assegnati e il conseguente ennesimo record di supplenze annuali, quest’anno destinato a toccare le 240mila unità, l’amministrazione scolastica sposta l’attenzione alle future selezioni parlando concorsi annuali per i giovani che vogliono fare l’insegnante.

L’annuncio è stato fatto oggi dal Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi nel corso di una intervista a Il Sole 24 Ore: “Dal prossimo anno i concorsi saranno annuali, ed entreranno giovani preparati. Insomma, parliamo di ripresa ma anche delle future riforme”, ha detto il Ministro.

Siamo ben contenti che si voglia ringiovanire la categoria più vecchia al mondo: siamo i primi a chiedere di mandare i docenti in pensione a 62 anni senza penalizzazioni anche perché tra i più sottoposti a burnout”, replica Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief. “Peccato che nel frattempo la scuola sta andando avanti con l’opera infaticabile di insegnamento dei docenti e Ata precari che vanno a coprire un posto in organico su quattro: lavoratori indefessi che da svariati anni vengono anni vengono assunti e licenziati dopo meno di un anno, come se fossero delle ‘pedine’ da utilizzare in uno scacchiere. E quando poi si parla di stabilizzazioni vengono dimenticati, come se non esistessero. Ecco perché abbiamo fatto mille battaglie per loro ed ora abbiamo deciso di presentare ricorso, sia per le tante esclusioni assurde dalle assunzioni annuali da trasformare poi in immissioni in ruolo da prima fascia Gps, sia per cercare di fare assumere chi nella seconda fascia delle stesse Graduatorie provinciali per le supplenze. A darci conforto c’è anche il parere, di alcuni mesi di fa, del Comitato europeo per i diritti sociali, che accogliendo il reclamo collettivo Anief 146/2017 ha bocciato la deludente politica scolastica italiana che incentiva, anziché combattere, l’abuso delle supplenze. Come del resto sostiene Bruxelles da oltre 20 anni con una precisa direttiva, la 70 del 1999”.

Grazie al Pnrr, i nuovi concorsi dovranno essere costanti, annuali: lo ha detto oggi il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. “Tuttavia – commenta Orizzonte Scuola – , bisogna ricordare che prima ci sono già pronti i concorsi ordinari per l’infanzia e primaria e secondaria che attendono praticamente da un anno il via: nelle intenzioni di Viale Trastevere questi dovrebbero partire il prossimo autunno ma l’incognita covid e i rallentamenti politico-burocratici a cui siamo oramai abituati non ci inducono a mettere la mano sul fuoco sulla partenza imminente”.

Inoltre, “il Governo ha già previsto una procedura per il prossimo anno scolastico, ovvero un nuovo concorso straordinario riservato ai docenti precari con almeno 3 anni di servizio. In base al Decreto Sostegni bis, questo nuovo concorso sarà attivato entro il 31 dicembre 2021 sui posti residui dalle fasi ordinaria e straordinaria delle assunzioni 2021/22. Vi partecipano i docenti che abbiano svolto un servizio di almeno tre annualità anche non consecutive negli ultimi cinque anni scolastici. Di questi tre anni, uno deve essere specifico. E vi sarà una prova disciplinare entro il 31 dicembre 2021: sarà stilata una graduatoria di merito regionale”.

 

Anief reputa fondamentale portare avanti i concorsi, anche di cadenza annuale. Ma nel contempo non si possono dimenticare 200mila precari, di cui la metà di sostegno. Ecco perché abbiamo prodotto il ricorso per i docenti inseriti anche nella seconda fascia Gps: l’obiettivo è quello di ottenere l’ammissione alla procedura per l’assegnazione della nomina ex art 59, comma 4, dl 73/2021 anche per i docenti inseriti nella seconda fascia delle Gps di posto comune e di sostegno vacanti e disponibili residui dopo le immissioni in ruolo per l’a.s. 2021/2022.

 

Il giovane sindacato ricorda che alcune settimane fa c’è stata, su questo punto, una prima apertura da parte del Governo: è stato accolto un ordine del giorno della Lega che chiedeva di aprire all’immissione in ruolo direttamente dalla prima fascia delle Graduatorie provinciali per le supplenze. Secondo il leader dell’Anief, Marcello Pacifico, “dimenticandosi dei precari, peraltro in un periodo di emergenza pandemica, si va incontro ad una palese forma di incostituzionalità, che condanna a tempo indeterminato alla precarietà, anziché abilitare e specializzare decine di migliaia di candidati su posti liberi in vista della loro assunzione a tempo indeterminato”.

Stampa