Concorsi docenti, Anief: possibili prove preselettive delocalizzate e per gruppi  

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Comunicato – Anief: si pensi anche a procedure di stabilizzazione per premiare e non disperdere preziose risorse umane ed evitare ritardi inevitabili.

Con il passare dei giorni, il problema dello svolgimento sui concorsi pubblicati lo scorso 28 aprile in Gazzetta ufficiale tiene banco nel mondo della scuola. È di queste ore la dichiarazione della Ministra Fabiana Dadone: “Maxi preselettive per i concorsi pubblici – dice la titolare del dicastero della PA – non sono più pensabili nei prossimi mesi. Stiamo lavorando per velocizzare le procedure, senza perderne in qualità, grazie all’utilizzo dei supporti informatici e per dare valore alle capacità trasversali dei candidati, sempre più indispensabili nel mondo del lavoro”.

Secondo il sindacato Anief, però, bisognerebbe pensare anche a soluzioni ancora più semplificate con la stabilizzazione delle risorse umane utilizzate da diversi anni nella pubblica amministrazione: più di 300 mila precari, il 75% tra scuola e sanità, che potrebbero essere assunti con concorsi per titoli che evitano assembramento e sono ancora più rapidi.

Marcello Pacifico (Anief): “Abbiamo 250 mila cattedre da coprire la prossima estate e c’è la necessità di avere ai primi di settembre più personale degli altri anni, perché bisognerà organizzare un complicato rientro nelle classi dopo mesi di sospensione delle lezioni in presenza: non ci possiamo permettere così tanti vuoti di organico, né è auspicabile una selezione a turni agostana”.

Il perdurare del contagio Covid-19 potrebbe influire anche sulle prove dei concorsi ordinari e della procedura straordinaria per complessivi 62 mila docenti: le selezioni e preselezione previste al computer potrebbero essere delocalizzate. È una procedura, ha dichiarato la ministra Fabiana Dadone, effettivamente già sperimentata nei concorsi per la scuola che quindi non dovrebbero subire modifiche. A prevedere la prova preselettiva, scrive Orizzonte Scuola, sono il concorso ordinario infanzia e concorso ordinario secondaria. La preselettiva si svolge nella regione scelta per il concorso, all’interno delle scuole, a gruppi. Un modello che potrebbe fare scuola.

LA POSIZIONE DEL PARLAMENTO

Rispetto allo svolgimento delle prove concorsuali in piena estate senza l’adozione di altre soluzioni più rapide di stabilizzazione dei precari della scuola, però, sembra che la maggioranza del Parlamento la pensi come il sindacato Anief, come si legge dalle dichiarazioni di molti partiti. L’unica procedura che potrebbe portare in ruolo il personale in tempi meno lunghi, quella del concorso straordinario della scuola secondaria, si rivelerà infatti una vera rincorsa che assai difficilmente potrà portare in cattedra i 24 mila vincitori per quando serviranno, ad inizio dell’anno scolastico 2020/21.

IL COMMENTO DI ANIEF

Già questa selezione ha discriminato un numero considerevole di aspiranti docenti – come i colleghi delle scuole dell’infanzia e primaria, gli insegnanti di religione cattolica, delle paritarie/Iefp, gli educatori e tanti altri – che avrebbero infatti avuto buoni motivi per partecipare al concorso riservato. E invece sono stati esclusi, con un nuovo contenzioso all’orizzonte per l’evidente discriminazione. Basterebbe estendere il doppio canale di reclutamento vigente alle nuove graduatorie di istituto provinciali e molti precari potrebbero essere assunti da subito, nel rispetto della legislazione dell’Unione europea con direttive lampanti indirizzate contro l’abuso dei contratti a termine.

Attuare i concorsi in estate comporterà poi dei rischi altissimi, perché “è atteso un gran numero di candidati, anche se saranno chiamati a turni. Sarebbe un errore pensare di espletarli ad agosto quando ancora dobbiamo discutere su come fare ripartire la scuola a settembre. Già perché nella scuola siamo ancora nella fase 1”.

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