Concorsi Dirigenti Scolastici da rifare: dalla negligenza i danni di un infinito contenzioso

di Lalla
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Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola – Non può non preoccupare quanto sta avvenendo in questi giorni sul reclutamento dei dirigenti scolastici. Prove annullate in Abruzzo, scritti da ricorreggere in Lombardia, sono solo gli ultimi due episodi di una tornata concorsuale quanto mai tormentata.

Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola – Non può non preoccupare quanto sta avvenendo in questi giorni sul reclutamento dei dirigenti scolastici. Prove annullate in Abruzzo, scritti da ricorreggere in Lombardia, sono solo gli ultimi due episodi di una tornata concorsuale quanto mai tormentata.

Inevitabile, e indiscutibile, che si cerchi la tutela dei propri diritti quando li si ritiene lesi: resta tuttavia difficile rimanere indifferenti al fatto che sia ormai la giustizia amministrativa, in tante occasioni, ad avere l’ultima parola sul reclutamento del personale.

Non c’è dubbio che sotto accusa vadano messe, prima di tutto, la superficialità, la leggerezza, la poca cura di cui ha dato prova chi aveva il compito di assicurare in modo diretto o con la sua vigilanza il rispetto degli essenziali requisiti di regolarità delle procedure. Se, come già detto, nessuno contesta il diritto di far valere le proprie ragioni a chi si ritiene ingiustamente escluso da una selezione, è fuor di dubbio che in molti casi si sono offerti ghiotti pretesti al contenzioso, anziché far di tutto per prevenirlo.

Ed è pienamente giustificata, oggi, la rabbia di chi vede rimesso in discussione il frutto delle proprie fatiche, e ancor più il senso di un lavoro che sta svolgendo da mesi, sul quale non è in grado di darsi prospettive certe.

E infine, ma non certo per ordine di importanza, l’aggravarsi del disagio di tante scuole che a fatica cercano un minimo di stabilità negli assetti di governo e vengono invece ricacciate nella più totale incertezza.

Difficile pensare che il contenzioso finisca con le sentenze pronunciate: fin troppo facile invece immaginare che il rifacimento, totale o parziale, delle prove concorsuali ne inneschi di nuovo, in una spirale di cui non si vede la fine e che solleva pesanti interrogativi sulla stessa credibilità e affidabilità di procedure di reclutamento così frequentemente invalidate.

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